Molestie Spacey

Dopo l’autentica tempesta mediatica che un anno fa si è abbattuta su di lui, Kevin Spacey torna nuovamente alla ribalta per motivi extra-cinematografici: Il premio Oscar per American Beauty ha dovuto infatti presenziare alla prima udienza del processo a suo carico per la presunta molestia di un teenager, che sarebbe avvenuta nel 2016 all’interno di un pub. L’accusa era stata presentata un anno fa da Heater Unruh, una ex conduttrice TV di Boston, a nome del figlio neo diciottenne che, secondo la donna, avrebbe subito una molestia fisica durante una serata di musica dal vivo.

L’attore, noto anche per la pluripremiata serie TV “House of Cards”, dopo essersi visto negare la possibilità di non presenziare all’udienza, è giunto in aula – ovviamente gremita – professando la sua non colpevolezza, come era facile immaginarsi visto lo script del video fra il serio e il faceto che era comparso a Natale scorso sul suo profilo Facebook, dopo oltre un anno di inattività e silenzio.

Nel corso del dibattimento Thomas Barrett, giudice del tribunale di Nantucket (Massachusetts), ha intimato a Spacey di non avvicinarsi all’uomo. L’avvocato difensore dell’attore, Alan Jackson, ha chiesto e ottenuto dal giudice che gli smartphone della presunta vittima e della sua ragazza vengano conservati per sei mesi, a partire dal momento in cui si ipotizza sia avvenuto il reato. L’attore, che pur negando le molestie accusa il ragazzo di aver mentito circa la propria età [avrebbe asserito di avere 23 anni, N.d.R.], rischia ora fino a cinque anni di carcere.

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