Marco Nuzzo, un pasticciotto come metafora di sé e amante della propria vita.

La Puglia, i suoi colori, le sue note i suoi profumi e tante, tante fragranze: uno fra tutti, il pasticiotto leccese.

A Corigliano d’Otranto, in provincia di Lecce, sorge un caffè, Caffè dell’arco, che raccoglie tutto l’aroma di una famiglia, la purezza della semplicità e il candore di un racconto. Un racconto declamato da Marco Nuzzo, figlio di Antonio, con sua moglie Rita, ha instradato Marco ad un percorso fatto di profumi, farine, sapori, alchimie e stimoli. 

Stimoli che hanno condotto Marco ad importanti vette e risultati di valore, conoscendo e lavorando con chef rinomati come Francesco Apreda all’Hotel Hassler a Roma e Giorgio Locatelli a Londra: maestri che lo hanno portato sulla via della raffinatezza e dell’eleganza di sapori e di ingredienti.

Tante le esperienze quanti i dolci creati, come le tartarelle di mandorle e cacao o la melanka di zucca e castagne: tutti incontri ed esperienze che l’hanno portato ad essere un valido pasticcere e un uomo di grande spessore che unisce alla sua umiltà, tanta pervicacia e tenacia.

Marco è una persona semplice, ma al contempo nobile, elegante ed autentica, che mette nei suoi pasticciotti la crema della sua infanzia, la pasta frolla della sua carriera e la morbidezza della sua anima.

Il nostro giovane genio della pasticceria è alla ricerca costante di “superstimoli”: occasioni per poter migliorare nella tecnica e nella conoscenza, grazie ad esperienze adrenaliniche con cui mantenere sempre attivo il cervello. 

Una professione, allora, che va oltre la professione, perché, ci rivela: “fare il lavoro dei propri sogni ti porta ad andare oltre lo stress, la fatica, a non risparmiarsi mai: e alla fine diventa l’amante della tua vita.”

Entrare oggi nella sua pasticceria vuol dire entrare in un forno di profumi immensi, dove la materia prima prende corpo e si ingrandisce sino a diventare un’armonia unica, da accarezzare come un’anima bella che si annusa, si esplora, si abbraccia, come a farne un uso proprio assoluto.

I suoi dolci sono sue creazioni, prosieguo di sé, del suo essere creativo e del suo animo pasticiotto che sa di buono.

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