25 anni fa la prima puntata di “Friends”: tutto quello che la sit-com ci ha insegnato ma non abbiamo ancora capito

Quando le serie tv si chiamavano ancora “telefilm”, prima di How I met your mother e The Big Bang Theory, il gruppo di amici più seguito e amato della televisione era quello di Friends. Ben 10 stagioni rilasciate tra il 1994 e il 2004, per un prodotto che è pronto a celebrare il suo 25° anniversario dalla messa in onda ed è diventato nel tempo un vero e proprio cult.

Eppure, non sono state poche le riletture a posteriori che non hanno risparmiato aspre critiche alla sit-com al punto che, quando la piattaforma Netflix ha messo a disposizione tutti gli episodi agli albori del 2018, sono fioccate forti accuse di sessismo, omofobia e razzismo dal pubblico che per la prima volta prendeva posto sul divano del Central Perk. Il motivo? Alcune battute stereotipate sul peso, sui gusti e sull’orientamento sessuale (vero o presunto) fatte da alcuni personaggi a discapito di altri; la manifesta gelosia ossessiva di uno dei protagonisti e la mancanza di varietà etnica tra i principali componenti del cast. Ma siamo sicuri che sia davvero così? Considerato il periodo in cui Rachel, Monica, Phoebe, Joy, Chandler e Ross muovevano i loro passi, a nostro avviso Friends è stato – anzi – un precursore di tante tematiche ancora oggi controverse, e ci ha lasciato in eredità tanti insegnamenti che il contemporaneo mondo occidentale non è stato capace di cogliere fino in fondo. Quali?

Le coppie gay non “traumatizzano” i figli – Per un bambino “famiglia” e “normalità” coincidono con ciò che semplicemente si trova nella sua esistenza. Ben, il primo figlio di Ross, vive con sua madre Carol e la nuova compagna di lei, Susan, e la sua infanzia scorre serena tra zii, Babbo Natale e maestre tranquillamente a conoscenza della cosa. Se battute cattive da parte del padre ci sono, il bambino non è mai presente e si intuisce subito che, più che omofobe, siano da considerarsi quelle rancorose che qualunque marito, prima tradito e poi lasciato, direbbe a prescindere dal sesso dell’“amante”. Il problema del “come faccio a spiegare a mio figlio perché ci sono bambini che hanno due mamme o due papà?”, in Friends, semplicemente non c’è mai stato: se n’è preso atto.

Per una donna, il desiderio di avere una famiglia propria non è incompatibile con quello di una carriera – Per le trentenni degli anni ’90, e dunque per tutte le protagoniste, era abbastanza naturale considerare il matrimonio più che una scelta, l’unica alternativa possibile per sentirsi complete. Eppure, proprio all’inizio della serie Rachel molla il buon partito Barry all’altare e, da ricca e iper-viziata figlia di dottore, ricomincia come cameriera, per costruirsi un’indipendenza sia economica che “umana”. E, benché nell’ultimo episodio la vediamo scendere dall’aereo che la sta conducendo a ricoprire un prestigioso incarico a Parigi solo per dire a Ross “Ti amo anch’io”, siamo tutti certi che (nell’ideale proseguimento che ogni fan si crea quando finisce una serie) Rachel Karen Green non abbia tradito il percorso di maturazione compiuto fino a quel momento, e abbia trovato presto un nuovo impiego.

Monica sogna da sempre la fede al dito e tanti bambini ma, quando deve scegliere tra il lavoro dei suoi sogni come head chef in un famoso ristorante di lusso di New York o seguire il marito Chandler a Tulsa, non ha dubbi: resta nella Grande Mela a ricoprire il ruolo che ha sempre voluto e meritato, dopo una lunga e, spesso, umiliante gavetta. I due ce la mettono tutta per far funzionare il rapporto a distanza, perché amore non può e non deve voler dire mortificazione delle aspettative personali, e sarà addirittura lui a mollare l’impiego per tornare tra le braccia di sua moglie. Perfino Phoebe, la più “disimpegnata” e “hippy” del gruppo che, nel corso delle stagioni, passa da un uomo all’altro con leggerezza senza mai perdere il sorriso,

cede alle lusinghe dell’abito bianco, ma lo fa senza snaturarsi mai e addirittura improvvisando la cerimonia in strada.

L’amore (e il sesso) non hanno età e chi se ne frega delle chiacchiere – Prima di trovare in Chandler l’uomo della sua vita, Monica vive un’intensa e lunga storia d’amore con Richard, amico di suo padre con il doppio dei suoi anni. La consapevolezza del sentimento zittirà efficacemente le voci contrarie e pettegole, e il loro rapporto finirà perché i due non vogliono le stesse cose da una relazione, problema che si può tranquillamente riscontrare anche tra due coetanei.

Il fratello di Phoebe, Frank Jr. Jr., sposa la sua insegnante di economia domestica, Alice: i due si amano e si desiderano a tal punto che ogni rimostranza avanzata da chi non veda di buon occhio un’unione così seria tra due persone d’età così distante (soprattutto perché è difficile accettare che sia la “Lei” della coppia ad essere anche la più anziana) è messa presto a tacere. E vogliamo parlare di Judy e Jack? I non più giovani genitori dei fratelli Geller provano ancora molta attrazione l’una per l’altro e non perdono occasione per dirselo o “consumare”. Perché chi l’ha detto che la passione con gli anni debba per forza finire?

La fecondazione eterologa non è innaturale né scandalosa – Proprio perché Alice è già un po’ avanti con gli anni, lei e il fratello di Phoebe avranno difficoltà a concepire figli nel modo più conosciuto. Sarà quindi la cognata a portare in grembo e dare alla luce il frutto della loro unione genetica. Tre bellissimi gemelli ai quali Phoebe, nonostante un breve momento di cedimento emotivo, sarà felicissima di fare da zia negli anni a venire, ritenendosi sempre iper-soddisfatta di se stessa per la buona azione compiuta.

Ognuno abbia il corpo in cui si sente bene – Le battute sulla Monica un tempo obesa sono state tacciate di bodyshaming, perché non bisogna a tutti i costi rifarsi a modelli di femminilità magrissimi o scultorei ed è importante accettarsi per come si è. Sacrosanta verità, ma attenzione ai casi specifici. Nel corso della serie scopriamo che Monica mangiava senza controllo per riempire i vuoti affettivi. Il suo era un vero e proprio disturbo dell’alimentazione, causato dal controverso rapporto avuto in primis con la madre, che la critica in tutto, e in generale con la famiglia, che le ha sempre preferito il fratello Ross. Monica, da grassa, non sta bene con se stessa e viene spinta a dimagrire proprio da una cattiveria detta di nascosto da Chandler (che, in una puntata a tema “cosa sarebbe successo se…”, ammette che prima o poi si sarebbe innamorato di lei anche da obesa). Ben venga l’essere “curvy”, ma se ci si sente a proprio agio, non quando è il segnale di un malessere profondo. Il processo che ha portato la piccola Geller a risolvere il suo problema, inoltre, le ha insegnato ad affrontare la vita in modo deciso: la Monica in forma è sicura della sua personalità e della sua bellezza, organizzata e ambiziosa e (quasi) nulla può scalfire il suo nuovo equilibrio.

E ancora: Chandler ha un padre transessuale e grazie alla sua amata ne accetta la natura e l’eccentrico stile di vita, invitandolo al suo matrimonio dopo anni di silenzi; Phoebe è la dimostrazione che si può essere “cattivi per necessità” (è stata perfino una rapinatrice quando, abbandonata dal padre appena nata e rimasta praticamente orfana dopo il suicidio della madre, all’età di 14 anni, ha vissuto in strada) ma che con le giuste opportunità si può cambiare.

Friends è tutto questo e molto altro ancora e, in tutta onestà, non si poteva pretendere nulla di più da una sit-com lanciata nei pieni Nineties. Anzi, quella creata da David Crane e Marta Kauffman è stata una storia con più sguardi nel futuro di molte altre. Siamo quasi certi che determinate puntate desterebbero più polemiche oggi, mentre in quegli anni tutto sembrò scorrere con tanta normalità, affamati com’eravamo di novità dagli “evoluti” Stati Uniti. Peccato – va detto – che non siamo stati bravi a metabolizzarle fino in fondo. Una bella full-immersion di tutti i 236 episodi, con la scusa delle celebrazioni del venticinquesimo anniversario, non ci farebbe affatto male…

Related Posts

di
Previous Post Next Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 shares