CARMEN WURTH FORUM

E’ terminata la seconda fase di costruzione del “Carmen Wurth Forum”, progettato per l’impresa Adolf Wurth di Kunzelsau in Germania, dallo studio di architettura David Chipperfield Architects Berlin.

Reinhold Wurth ha modificato la fabbrica realizzata dal padre Adolf nel 1945 in un Gruppo industriale che produce più di 125000 articoli per ogni genere di fissaggio e montaggio in oltre 400 aziende presenti in un’ottantina di Paesi del mondo, contenute in strutture che si distinguono per le loro qualità architettoniche. Adolf Wurth fondò la sua azienda a Kunzelsau, in cui ancora oggi è ubicata la fabbrica più importante e qui, nel 2006 la Fondazione Wurth ha edificato a fianco allo stabilimento il Carmen Wurth Forum. Nel 2017, parallelamente alla fondazione della Orchestra Filarmonica Wurth e all’apertura della Kulturhaus Wurth sempre a Kunzelsau, è stata terminata la prima parte delle costruzioni del Forum contenente una sala per musica e un ampio spazio per eventi, mentre nel 2020 si è concluso il progetto del secondo corpo di fabbrica che include il museo e ambienti per conferenze. L’imprenditore Reinhold Wurth, voleva anche creare un punto di incontro per i dipendenti dell’azienda e per la sua comunità, uno spazio che diventasse emblema del legame tra un luogo di lavoro, la sua comunità e l’ambiente circostante.

Per questo motivo l’architetto David Chipperfield ha utilizzato forme chiare e uno stile caratteristico dell’architettura industriale ergendo un’unica struttura che si integra con lo spazioso paesaggio che lo cinge e con l’impianto della Wurth, posto sul lato opposto della strada. La scelta di Chipperfield è stata quella di sviluppare le due costruzioni rendendo in apparenza impercettibili le differenze costruttive e creando un linguaggio accurato, diversificato unicamente dalla risultanza delle diverse destinazioni dei due edifici e delle differenti necessità funzionali, peculiarità dei prospetti. I tratti emergenti dai due parallelepipedi da lui progettati, accostati sul terreno quasi a indebolire il processo di crescita delle limitrofe costruzioni, destinati a contenere le produzioni è il rigore. Ne sono prove tangibili e coerenti, in modo specifico, la sala da musica e gli spazi del museo. In un caso la severa matericità dell’involucro in legno allontana qualsiasi digressione accademica, confacendosi all’acustica; nell’altro l’architettura pare offrire solo un apprezzabile servizio, quasi uno sfondo anodino, alle svariate espressioni delle opere d’arte raccolte nella collezione Wurth. Il moderno edificio, integrato nel paesaggio, con il salone per la musica da camera ha il livello più basso della sala eventi sotto una montagna naturale. Essa, accessibile da un foyer ravvivato da luce naturale, ospita 3500 persone. Attraverso il foyer si accede anche alla sala per la musica da camera, che dall’esterno è solo riconoscibile come una variazione del paesaggio, questa sala può accogliere fino a 600 persone ed è totalmente rivestita in noce. Il rosso, colore aziendale, determina tutta la progettazione degli ambienti interni, presente nelle sedute della sala per la musica da camera e nelle pavimentazioni della hall e della sala eventi.

David Chipperfield, autore di un’architettura minimalista e antiretorica contraddistinta da volumetrie semplici e grandi superfici vetrate in stile modernista, è uno scrupoloso interprete del linguaggio dei materiali. L’architettura ha per Chipperfield un obbligo morale in relazione all’ambito in cui è concepita: non si può servire autonomamente di essa riguardo al suo paesaggio, ma diviene elemento di comprensione e ottimizzazione. La composizione dello spazio è frutto di uno studio approfondito, dove la decisione è congruente con le altre, senza eventualità di eccezione. La sua filosofia mira a progettare architetture che siano sempre integrate nell’ambiente per il quale sono state ideate e nella storia del luogo; senza creare mode contrarie del momento, secondo il progettista infatti, l’architettura rispecchia i valori sociali da cui è originata.

Il Carmen Wurth Forum simboleggia un percorso fatto di amore per l’arte, l’onere della cultura riveste un posto di primissimo piano nel gruppo Wurth. Reinhold Wurth, self made man ottantunenne, al 141° posto della classifica Forbes 2016, fin da giovane unisce infatti la passione per l’azienda di famiglia con la passione per l’arte.

La sua collezione di capolavori, che conta oggi circa 18000 pezzi, dislocati in una decina di Paesi, nasce quando aveva solo ventinove anni con l’acquisizione di un acquarello di Emil Nolde. La raccolta fondata negli anni settanta oltre a riunire opere d’arte moderne e contemporanee ha un numero notevole di dipinti e sculture tardo medioevali. Sono presenti opere di artisti come: Max Beckmann, Max Ernst, Edvard Munch e Pablo Picasso. E’ rilevante la presenza di sculture di artisti come Eduardo Chillida, Robert Jacobsen o Henry Moore. E di grandi collezioni di opere di Christo, Hans Arp, Max Bill e altri. Tra i capolavori tardo – medioevale vi è una raccolta di dipinti di Furstlich Furstenberg, acquistata nel 2003 e la “Madonna di Jakob Meyer zum Hasen”(Madonna di Darmstadt) un noto dipinto di Hans Holbein il Giovane (1526 – 1528).

Attraverso il belvedere, il museo nel parco di sculture, immerso nel contesto scenico del Forum, si apre sul paesaggio e crea una simbiosi fra arte e natura.

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