Andrea Piovano torna, con “Follia e Verità”

Andrea Piovano , regista con alle spalle esperienze anche di conduzione televisiva, è l’autore del romanzo storico “1534. Follia e Verità”, firmato con lo pseudonimo di “Alec Ronchi”, per stabilire da subito un distacco con la materia trattata.

Si tratta di un romanzo storico che tocca temi universali come la fede religiosa, l’identità e l’emancipazione femminile, nel passaggio dal Medioevo al Rinascimento, legando il mondo anglosassone e quello greco-latino.

Sotto la Riforma Protestante, trema il Papato a Roma e sorge la Londra imperiale, celebrando infanzia, amori ed intrighi della vita di Henry Tudor.

Nel 1534, infatti, a Londra, Henry VIII firma l’Atto di Supremazia e nasce la Chiesa anglicana, punto di origine dell’impero inglese. In quegli stessi mesi, nella Cappella Sistina, Michelangelo lavora ai bozzetti preparatori del Giudizio Universale.

Sotto i venti della Riforma protestante, la Roma papale inizia quindi a vacillare e intanto sorge la Londra imperiale. Tra follia e verità, il libro rivive la fanciullezza di Henry Tudor sino alla maturità, seguendo il percorso di un uomo tra amori, intrighi di corte, paure e speranze, che pone diverse domande: cosa voleva dire essere cristiani nel ’500? Ed eretici? Poveri? Popolo? Ed essere donne? Uomini? Re e regine? Cosa voleva dire essere amici e nemici nel nome di Gesù di Nazareth, Il Cristo? Personaggi e fatti, storici e immaginari, vivificano la corte Tudor: dame e gentiluomini, ma anche pecore, capre e lupi, chiusero il Medioevo in Inghilterra e aprirono il Rinascimento.

Il tema della follia “leggiadra” ritorna anche nella vita dell’autore stesso, che oggi vive a Racconigi, paese in provincia di Cuneo, ed insegna lettere scuola media di Torino; rientrato in Italia grazie al Progetto Cantoregi che gli consente di approfondire la passione per il teatro sociale, ricorda con profondo l’esperienza di vita a Londra, dove è rimasto letteralmente conquistato dalla cultura inglese, di cui il suo romanzo è assolutamente impregnato.

Un romanzo che parla di tradizioni, di fede cristiana, in una prospettiva che non è in contraddizione con quella attuale, sfociando nel tema della saggezza, sia quella cristiana, che quella del mondo greco-latino. La ricerca che un po’ ognuno di noi fa su se stesso, del resto “Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia”, parola di chi della follia seppe farne un vero elogio: Erasmo da Rotterdam.

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