IL PERCORSO MUSEALE DI PALAZZO POLI IN ROMA

Palazzo Poli si trova a piazza dei Crociferi in Roma ed è l’edificio su cui si appoggia la meravigliosa Fontana di Trevi, uno dei monumenti più belli e fotografati al mondo. Il nucleo originario di palazzo Conti di Poli (è questo il suo nome completo) risale al 500. L’incarico di costruire il nuovo edificio, inglobando anche alcune proprietà vicine, fu dato all’architetto Martino Longhi, e alla sua morte, all’architetto Ottavio Mascherino dal Duca Cesi di Ceri proprietario di esso nel 1566. Uno dei momenti più importanti della sua storia risale al 1678, quando viene acquistato da Lucrezia Colonna, moglie di Giuseppe Lotario Conti, Duca di Poli e fratello di Papa Innocenzo XIII. A lui si devono importanti lavori di ampliamento della struttura del palazzo, anche grazie all’acquisto degli edifici adiacenti, i cui prospetti davano su piazza Fontana di Trevi. In questo modo, palazzo Poli si estende fino alla piazza, e dagli anni trenta del 700 il suo prospetto fa da quinta scenica alla fontana progettata da Nicola Salvi. Palazzo Poli fu acquistato nel 1978 dallo Stato, esercitato dal diritto di prelazione, dall’Istituto di San Paolo di Torino, con l’obbiettivo di unificare anche negli spazi la Calcografia Nazionale e il Gabinetto Nazionale delle Stampe creando così l’Istituto Centrale per la Grafica. Con il trasferimento delle collezioni avvenuto nel 2008, il palazzo è diventato un importante attrattore culturale. Del palazzo storico si è conservata la sala Dante che si affaccia sulla Fontana di Trevi, sede nel 1866 della Galleria Dantesca, a cui deve il nome. Il palazzo ospitò nel corso dell’800 diversi inquilini famosi, fra cui Francesco Manno, Peter Cornelius, Joseph Severn, Gioacchino Belli. La Principessa Zenaide Wolkonski vi abitò dal 1834 e il suo esclusivo salotto era frequentato da Belli e Gogol. Oggi Palazzo Poli aperto al pubblico solo in occasione di manifestazioni o mostre, potrebbe trasformarsi in un percorso museale, che prevede l’apertura di un terrazzo con vista mozzafiato dall’alto sulla Fontana di Trevi. Secondo Maria Cristina Misiti, direttrice dell’Istituto Nazionale per la Grafica e ideatrice del progetto di valorizzazione dell’edificio, l’obbiettivo è quello di realizzare un nuovo percorso di visita che interessi l’intero palazzo, fino alla terrazza che si affaccia su Fontana di Trevi. L’idea è quella di aprire al pubblico le sale del piano nobile e attraverso una serie di ambienti al terzo piano si salirebbe su una piccola scala a chiocciola fino in cima per godersi l’affaccio sulla fontana e su Roma essendo il palazzo in uno dei punti più alti della città. Con la realizzazione di questo progetto palazzo Poli diventerebbe un museo e la vista su Fontana di Trevi il clou del percorso di visita. Odiernamente si è nella fase di studio della fattibilità, con la definizione degli interventi per la messa in sicurezza e un piano di accoglienza tra personale e biglietteria, un percorso finalizzato a far conoscere palazzo Poli e raccontare la sua lunga storia nel cuore di Roma. L’edificio oggi appunto Istituto Centrale per la Grafica, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha la struttura e l’importanza di un moderno istituto culturale le cui finalità sono la conservazione, la ricerca, l’incremento delle collezioni, la promozione e la valorizzazione dell’arte grafica in ogni sua forma. Con un patrimonio culturale unico al mondo, fatto di disegni, matrici, stampe, fotografie e video d’artista, l’ICG ha le peculiarità di comprendere all’interno delle sue collezioni tutte le fasi dell’attività artistica dal disegno ai video. Un patrimonio aperto alla consultazione degli studiosi e alla fruizione del pubblico dei visitatori grazie anche all’organizzazione e alla partecipazione alle mostre istituzionali realizzate nel museo dell’Istituto e negli spazi espositivi di palazzo Poli. La maggior parte delle stampe 11000 e dei disegni 23000 dell’Istituto proviene dal Gabinetto disegni e stampe, rappresentativi del panorama incisorio europeo dall’500 all’800. Sono presenti tutti i maggior incisori dal 500 ai giorni nostri. La collezione delle matrici oltre 23400, in rame, zinco ereditata dalla Calcografia Nazionale e custodite oggi nei locali della Calcoteca ,appositamente progettati per la loro conservazione, è la più consistente e rappresentativa raccolta di questo genere insieme alla Calcografia del Louvre e all’Accademia San Fernando di Madrid. Il patrimonio fotografico ammonta attualmente a circa 1600 immagini, materiale che in prevalenza parte da soggetti urbani e artistici degli anni settanta dell’800 e arriva ai grandi fotografi contemporanei. Nella bellissima sala Dante importante centro culturale ed espositivo, il luogo più significativo del palazzo, per le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Raffaello “Anno Sanzio” dal 18 febbbraio sarà esposto e presentato in anteprima assoluta l’importante e splendido Arazzo da cartone di Raffaello “Ananias et Saphira” dell’edizione di Mattens in lana, seta e fili d’oro, del 1610 (cm. 500 x 330) tratto dalla collezione di Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona, di cui si è a conoscenza di un altro solo esemplare “Martirio San Lorenzo” nel castello du Plessis-Bourrè. La sua storia è inserita da Anna Maria de Strobel nel libro “Leone X e Raffaello in Sistina, gli arazzi degli Atti degli Apostoli” già in corso di stampa.

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