CROLLA UNA COLONNA PORTANTE DEL PANORAMA PERFORMATIVO MA LA SUA ARTE VIVRA’ SEMPRE

“La sua arte vivrà per sempre” in quanto l’ arte è qualcosa di immortale come la scrittura , come una poesia che continua a vivere dopo la morte del suo poeta poiché noi continuiamo a parlare di lui e questo sembra essere tra noi.

Ulay con la sua arte non è realmente morto , ci ha lasciato una grandissima eredità artistica che continua a bruciare di vita.

CHI E’ ULAY?

Più precisamente Frank Uwe Laysipen, è stato un artista, fotografo e accademico tedesco, una delle figure chiave della PERFORMANCE ART degli anni 70. Questa forma d’ arte davvero sperimentale ed innovativa ha in sé una certa interdisciplinarità , può essere scritta seguendo un copione o in modo spontaneo .

L’ innovazione che più lasciò inizialmente stupito il pubblico è che quest’ arte, oltre al tempo e allo spazio , coinvolge il corpo del performer, non ha limiti di durata o restrizioni di luogo.

La morte di Ulay , pochi giorni fa , esattamente il 2 Marzo 2020 a Lubiana, ha spopolato sul web, qualunque giornale portava questa notizia per omaggiare un uomo straordinario , un visionario che ha saputo vedere oltre i confini rompendo le regole dello spazio e del tempo e vivendo di arte per tutta la vita .

Un animo profondo il suo , quello di un bambino cresciuto da orfano a causa della seconda guerra mondiale, un uomo che con la sua terra natale , la Germania, visse sempre un profondo conflitto , un ragazzo di appena trenta anni che scelse di dedicare la sua vita alla sperimentazione ed a nutrire la sua mente di arte.

Nel campo è noto per il suo elevato livello di sperimentazione , la curiosità e la conoscenza dell’ arte, nonostante ciò ai più sarà noto anche il sodalizio con Marina Abramovic (performer), lei lo conosceva bene ha spesso parlato di lui : “ per capire Ulay ci vuole tempo forse tutta la nostra vita”, infatti lei oltre averlo amato, lo ha conosciuto e stimato anche professionalmente con diverse collaborazioni .

Il loro amore viene definito storico e forse uno degli amori più noti e discussi in campo artistico.

Dopo essersi conosciuti negli anni 70 ad Amsterdam i due hanno rivoluzionato la scena delle performance artistiche lavorando insieme e commovendo il mondo .

La loro vita artistica si è conclusa con la famosa passeggiata sulla muraglia cinese, che avrebbe dovuto culminare con il loro matrimonio , invece si risolse con la storica separazione .

Prima di questa i due avevano avuto altre note collaborazioni , un esempio è IMPONDERABILIA, alla Galleria Comunale di Bologna in occasione della Settimana Internazionale della Performance. 350 persone passano attraverso un passaggio molto stretto creato dai loro corpi nudi , come fossero una porta. Chi passava lì era costretto a prendere una decisione istintiva, da quale parte voltarsi per passare, prendere la decisione in pochi secondi prima ancora di comprendere il perché : “ è questo il gioco di imponderabilità”. Purtroppo la performance venne interrotta poco dopo a causa dell’ irruzione della polizia.

“SE NON CI FOSSERO GLI ARTISTI NON CI SAREBBERO I MUSEI , NOI SIAMO DELLE PROVE VIVENTI”

Queste le parole di Marina di molti anni fa ma sempre attuali e spunto di riflessione, il lungo percorso artistico dei due si conclude forse a NY, con il famoso incontro durante la performance “The Artist is Present”, questo segna la loro riconciliazione sentimentale.

Dopo questa lunga vita dedicata all’ arte Ulay si spegne all’ età di 76 anni a causa di una malattia contro la quale lottava già da anni, ma è di conforto sapere che la sua arte in eredità vive per sempre , egli lascia anche una fondazione ad Amsterdam .

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