Le finestre ad arco di una vecchia fabbrica si affacciano ancora sul Lago Maggiore. Per generazioni, dietro quella facciata in mattoni rossi si è lavorata la ceramica; oggi gli stessi spazi accolgono viaggiatori, ma l’edificio continua a raccontare una parte importante della vita del paese. All’Hotel de Charme Laveno, sulla sponda lombarda del lago, il passato industriale si riconosce già dall’esterno e accompagna un progetto di ospitalità nato quasi per caso, quando la famiglia altoatesina Pohl scoprì l’ex complesso ceramico durante una gita in barca. Da quell’incontro è cominciato un lavoro che ha riguardato anche il tratto di lungolago circostante, cambiandone gradualmente il volto.
Quel passato appartiene a tutta Laveno, dove le prime manifatture di ceramica risalgono al 1856. Nei decenni successivi la produzione segnò l’economia e la vita quotidiana del paese, diventato un centro conosciuto ben oltre i confini italiani. La Società Ceramica Italiana realizzava stoviglie, oggetti per la casa e arredi per il bagno, affiancando alla produzione una ricerca artistica che avrebbe lasciato tracce importanti nel design. Tra i nomi legati a quella stagione figurano Guido Andlovitz, protagonista della direzione artistica, e Gio Ponti: con il lavoro delle maestranze, i loro progetti contribuirono a dare nuove forme agli oggetti di uso quotidiano. Una parte di quell’eredità è custodita al MIDeC, il Museo Internazionale del Design Ceramico di Cerro di Laveno; un’altra sopravvive negli edifici che hanno attraversato la trasformazione del paese.
Quando la famiglia Pohl individuò l’area dell’ex stabilimento, il recupero dell’edificio fu inserito in un intervento più ampio, pensato per restituire continuità a una porzione di riva a lungo legata all’industria. È nato così Laveno Premium Real Estate, un insieme di spazi in cui l’albergo convive con residenze contemporanee e aree aperte alla passeggiata. Cinque studi di architettura hanno lavorato ai nuovi edifici, tra cui Cino Zucchi Architetti, Archea Associati e One Works, mentre il disegno del paesaggio è stato affidato allo studio britannico Gustafson & Porter. Il Parco Lungo Lago e i percorsi pedonali collegano le diverse parti del complesso al fronte d’acqua. Lungo questo tratto, i mattoni della vecchia manifattura e le superfici vetrate delle costruzioni più recenti rimangono distinti: l’intervento ha lasciato leggibili le diverse epoche, anziché cercare di uniformarle.
Inaugurato nel 2015, l’hotel quattro stelle ha mantenuto le dimensioni raccolte di un boutique hotel, con trenta camere e suite. All’interno, le linee contemporanee, i materiali caldi e una palette di colori sobri lasciano spazio alla luce e alla presenza del lago, che cambia aspetto nel corso della giornata. A seconda delle proprie abitudini, si può scegliere
di avere più spazio per stare insieme o qualche angolo riservato in cui ritirarsi. Nella Lakeside Suite, alla zona soggiorno e allo spazio di lavoro si aggiunge una vasca freestanding, mentre dalla Garden Suite Superior si esce in un giardino privato con vasca idromassaggio all’aperto. Per una famiglia, la Junior Garden Suite offre anche un soppalco con posti letto aggiuntivi. Al di là delle differenze tra una tipologia e l’altra, gli ambienti sono pensati per essere vissuti anche nelle ore in cui si decide di rimanere in albergo, magari semplicemente a leggere o a guardare fuori.
La possibilità di organizzare il soggiorno secondo le proprie abitudini diventa ancora più evidente negli appartamenti affacciati sul lago, inseriti negli edifici residenziali del complesso. Alcuni si prestano a una vacanza in coppia, altri possono accogliere famiglie o piccoli gruppi, con cucine, soggiorni, terrazze e giardini che danno al tempo trascorso qui un carattere più domestico. La cucina permette di preparare la colazione con calma e di organizzare i pasti in libertà, mentre terrazze e giardini invitano a ritagliarsi qualche ora all’aperto. Se poi si desidera approfittare dei servizi dell’albergo, si può accedere alla spa e alla piscina a sfioro, con altre prestazioni disponibili su richiesta. La giornata può così seguire le abitudini di una casa, lasciando spazio anche alle pause e ai piccoli piaceri di un soggiorno in hotel.
Per chi viaggia con la famiglia o con un gruppo di amici, il progetto si è arricchito più recentemente anche della Villa de Charme, una dimora storica restaurata e oggi prenotabile per sei-otto persone. Qui la privacy trova spazio in ambienti ampi, con piscina privata, cucina attrezzata, aree esterne e una sala dedicata allo yoga e all’allenamento. Gli arredi comprendono firme del design italiano come Molteni, Dada, Roda e Alessi, una scelta che dialoga con la lunga tradizione creativa di Laveno. Per Peter Paul Pohl, il restauro della villa ha anche un significato personale, legato al rispetto per la storia ceramica della cittadina. La villa si aggiunge così alle altre possibilità di soggiorno, mentre l’albergo continua a essere il punto attorno al quale si organizzano i servizi e l’accoglienza.
L’accoglienza delle camere, degli appartamenti e della villa richiede un’organizzazione capace di adattarsi a esigenze differenti, mantenendo la stessa cura nel servizio. A coordinare questa attività è Stefano Besani, alla direzione dell’hotel dal 2018, affiancato da uno staff che segue i diversi momenti del soggiorno, dall’arrivo degli ospiti alla ristorazione, fino alla preparazione delle camere. Un lavoro quotidiano fatto di molte attività che si intrecciano e che, proprio quando procedono con naturalezza, permettono agli ospiti di godersi la vacanza senza preoccuparsi degli aspetti organizzativi.
Anche i pasti contribuiscono al ritmo del soggiorno. Dal 2025, per le camere e le suite, l’hotel ha introdotto la formula Luxury All Inclusive, che accompagna i diversi momenti della giornata senza obbligare a pianificarli uno per uno. Si comincia con la colazione, si può scegliere un pranzo leggero a parte e, nel pomeriggio, ritrovarsi per il tè e i dolci, prima della cena di quattro portate accompagnata da una selezione di vini e bevande compresi nel soggiorno. La proposta include, secondo le modalità previste dalla struttura, anche il bar, il minibar e gli appuntamenti settimanali di yoga e pilates. La giornata può comunque
trascorrere fuori, magari alla scoperta dei borghi del lago, con la possibilità di tornare per l’aperitivo o direttamente per cena. Negli appartamenti, dove l’autonomia resta un aspetto centrale, il servizio di ristorazione è invece facoltativo.
Il punto di riferimento per la cucina è il Ristorante Antica Ceramica, che nel nome conserva la memoria della manifattura. Le sale luminose e la terrazza affacciata sull’acqua accompagnano una cucina affidata allo chef Carmine e alla sua brigata, attenta ai prodotti stagionali e ai sapori del territorio, con influenze mediterranee. A pranzo il ristorante accoglie anche clienti esterni, con una carta che privilegia piatti freschi preparati al momento; la sera il menu segue invece un percorso di quattro portate. Il lago rimane una presenza costante, visibile dalle vetrate e ancora più vicino quando ci si accomoda all’aperto. La terrazza, soprattutto nelle giornate miti, rende naturale trattenersi un po’ oltre il pasto, lasciando che sia la luce sul lungolago a segnare il passaggio dal pomeriggio alla sera.
La colazione riunisce prodotti regionali, pane, dolci, formaggi, preparazioni a base di uova e bevande fresche, mentre più tardi il Lounge Bar diventa il luogo dell’aperitivo, tra cocktail e vini. Il servizio del pomeriggio, con tè e pasticceria, mantiene un ritmo più raccolto. In hotel trovano posto anche alcuni prodotti e oggetti scelti dalla famiglia Pohl attraverso relazioni coltivate nel tempo: i vini altoatesini di Peter Wachtler, l’olio e i taralli pugliesi legati a Valeria Sulprizio, le cartoline illustrate da Gisela Rodriguez. Sono piccoli incontri tra luoghi e persone che fanno entrare nella vita dell’albergo anche qualcosa della storia di chi lo ha immaginato.
Dalla terrazza del ristorante lo sguardo corre vicino all’acqua; salendo sul tetto, invece, la baia di Laveno si apre in una prospettiva più ampia. Qui si trova la piscina panoramica riscaldata e a sfioro, con il solarium dove trascorrere qualche ora all’aperto. Sullo stesso livello, la Spa de Charme riunisce sauna finlandese, bagno turco, spazi per il riposo e trattamenti dedicati al corpo e al viso. Chi preferisce muoversi può utilizzare la palestra attrezzata o partecipare alle lezioni settimanali di yoga e pilates. Il tempo può così dividersi tra un bagno, un massaggio e una pausa al sole, con il lago che rimane davanti agli occhi anche quando si è scelto di non uscire dall’albergo.
Dopo averlo osservato dall’alto, il lago invita anche a scoprirlo da vicino. Dal porto davanti all’hotel si possono organizzare uscite in barca, mentre biciclette elettriche, mountain bike a pedalata assistita e tavole da stand up paddle invitano a muoversi tra la costa e i dintorni. Laveno Mombello è un punto di partenza per conoscere altre località del Lago Maggiore, ma vale la pena dedicare tempo anche ai luoghi più vicini. Il Sasso del Ferro introduce il paesaggio delle alture, mentre Stresa, Verbania e le Isole Borromee offrono occasioni per attraversare il lago e scoprirne le diverse sponde. E se si vuole tornare alla storia da cui questo albergo ha preso forma, una visita al Museo Internazionale del Design Ceramico, nella vicina Cerro, riporta ai piatti, ai decori e agli oggetti realizzati nelle manifatture lavenesi.
L’ex fabbrica conserva le arcate e i mattoni rossi, ma dietro le finestre il lavoro ha assunto tutt’altra forma. Dove un tempo si producevano ceramiche, oggi si preparano colazioni, si accolgono ospiti e si organizzano giornate che cominciano e finiscono davanti allo stesso lago. Fuori, la passeggiata prosegue lungo la riva, lasciando vicini i segni della Laveno industriale e quelli della sua vita più recente.

