Il forno di nonna Caterina si trovava in una delle «rughe» di Cariati, come vengono chiamate le stradine del centro storico. Per Filippo Cariglino, che da bambino ha vissuto anche in Germania, quel tratto di paese è rimasto legato ai ricordi di famiglia. Poco distante, tra via Fiorentini e via Annunziata, oggi si entra nel Palazzo Fiorentini Charme Hotel, un albergo a quattro stelle con sette camere ricavate in un antico edificio del borgo, a poca distanza dal mar Ionio. L’inaugurazione, nell’agosto del 2025, ha segnato l’inizio di una nuova attività per la famiglia Cariglino, riportando alla vita quotidiana un palazzo che, nel corso dei secoli, aveva ospitato persone e attività molto diverse.
Filippo, avvocato come la moglie Rossella Sero, aveva già deciso di tornare in Calabria dopo gli studi universitari e alcuni anni di professione a Bologna. Insieme a Rossella e ai figli Gaetano e Nicole, ha poi affrontato un passo diverso, acquistando un palazzo da tempo inutilizzato con l’idea di trasformarlo in una struttura ricettiva. Era circa nove anni prima dell’inaugurazione e da allora il progetto ha coinvolto tutta la famiglia, chiamata a confrontarsi con le difficoltà e le scelte che accompagnano il recupero di un edificio storico. Durante l’inaugurazione Rossella lo ha definito una «scommessa» di Filippo, nata dal desiderio di investire proprio nel paese in cui aveva scelto di tornare a vivere.
Il palazzo, le cui origini vengono fatte risalire con prudenza al Seicento, conserva soprattutto le tracce di un passato più vicino, del quale si conoscono i nomi e le occupazioni di alcune delle persone che vi abitavano. Negli anni Sessanta, per esempio, al piano terra ricevevano i pazienti la dottoressa Elide Bove e il dottor Peluso, mentre al piano superiore la madre e le zie del medico lavoravano al telaio, dedicandosi alla tessitura e al ricamo. Erano mestieri ben conosciuti a Cariati, che richiedevano esperienza e una pazienza affinata negli anni. Nella stessa casa convivevano dunque la professione medica e il lavoro artigiano, con le loro abitudini e le persone che ogni giorno entravano e uscivano dal palazzo. Tra queste figurava anche il pittore Gabriele Jagnocco, amico della dottoressa Bove, al quale il paese dedicò nel 1973 la mostra Opere della Calabria ’73.
Quando Filippo e Rossella hanno deciso di recuperare l’edificio, quella storia faceva già parte della sua identità e il restauro ha cercato di conservarne le testimonianze, adattando gli ambienti alle necessità dell’ospitalità contemporanea. Ai lavori hanno partecipato artigiani e maestranze del territorio, con l’interior designer cariatese Cataldo Formaro incaricato delle scelte d’interni, e anche le misure della Regione Calabria a sostegno delle attività ricettive nei borghi hanno contribuito alla realizzazione del progetto. Alcune pareti conservano ancora la pietra originale a vista, accanto agli arredi e ai servizi introdotti per rendere confortevole il soggiorno. Sulla facciata si può osservare anche la piccola buchetta del vino, un’apertura attraverso la quale, un tempo, si vendeva vino direttamente ai passanti.
Le donne che lavoravano al piano superiore sono ricordate anche in un murale realizzato da Claudio Chiaravalloti, nel quale compare la figura di nonna Caterina. Per le camere destinate agli ospiti, Filippo e Rossella hanno scelto invece di richiamare i grandi maestri dell’arte toscana, dedicando ciascuna stanza a uno di loro: Cimabue, Giotto, Donatello, Masaccio, Botticelli, Leonardo da Vinci e Michelangelo. Ogni ambiente ospita la riproduzione di un’opera dell’artista a cui è intitolato, un particolare che accompagna la scelta degli arredi e distingue le sette sistemazioni.
La disposizione delle camere risente naturalmente dell’architettura originaria dell’edificio, con ambienti che cambiano per dimensioni, caratteristiche e affacci. Alcune sistemazioni sono adatte anche alle famiglie, altre dispongono di un balcone oppure si aprono sui tetti del centro storico e sul mare. Della suite Michelangelo, per esempio, chi vi ha soggiornato ricorda soprattutto la vista sulla costa. Gli arredi contemporanei e le comodità di un albergo a quattro stelle trovano così spazio tra le particolarità della costruzione, conservando le proporzioni raccolte di una struttura con appena sette camere. Questa dimensione permette anche un rapporto più diretto con gli ospiti, che nelle loro recensioni ricordano spesso la disponibilità di Filippo e Rossella, insieme alla pulizia degli ambienti e alla qualità della colazione.
A pochi passi dall’hotel si trova la Cornetteria del Borgo, un’altra attività legata alla struttura, frequentata anche dagli abitanti di Cariati. Il laboratorio occupa il piano inferiore e le preparazioni cominciano all’alba, quando si lavora alla produzione di brioche e cornetti da farcire, donuts glassati e prodotti da forno della tradizione calabrese. Accanto ai dolci si possono scegliere croissant salati con formaggi e salumi locali, oltre ad alternative vegetali e proposte senza glutine. La caffetteria utilizza miscele in grani Caffè Vergnano, preparate con macchine dal gusto rétro. Chi soggiorna nell’albergo fa invece colazione nella sala al piano terra, vicino alla reception, dove le pareti in pietra conservano una parte dell’aspetto originario del palazzo. Per gli ospiti con esigenze alimentari particolari è possibile concordare in anticipo preparazioni adatte a chi è celiaco o intollerante al lattosio.
Negli ambienti inferiori dell’hotel è stata ricavata anche una piccola area fitness, attrezzata con tapis roulant, panca per addominali e uno spazio per gli esercizi a corpo libero, mentre chi desidera concedersi un momento di relax può prenotare un massaggio. La posizione nel centro antico richiede qualche accorgimento per chi arriva in automobile, perché il parcheggio si trova a circa cinque minuti a piedi dalla struttura; per agevolare il trasferimento delle persone e dei bagagli è però disponibile, previo accordo, una golf car. Una volta raggiunto l’albergo, ci si può muovere tranquillamente a piedi, tra alimentari, farmacie, cantine, gelaterie e ristoranti, approfittando della vicinanza con i luoghi più caratteristici di Cariati.
L’albergo prende il nome proprio da via Fiorentini, dedicata a Lucio Fiorentini, prefetto di Cosenza e figura del Risorgimento, una delle strade del centro antico che conserva ancora la sua cinta muraria medievale, lunga circa un chilometro e scandita da otto torrioni. Da Porta Pia, conosciuta anche come Porta Nuova, si entra in un intreccio di vicoli che conduce alla Cattedrale di San Michele Arcangelo, con la caratteristica cupola rivestita di maioliche, e ai vicini Palazzo Vescovile e Palazzo del Seminario. Dalla Balconata della Spezieria la vista raggiunge la marina e la spiaggia, ricordando quanto siano vicini il borgo antico e il mare.
Chi trascorre la giornata lungo la costa può così risalire verso il centro storico e ritrovare le sue botteghe e i piccoli locali, magari fermandosi nelle strade che al mattino aveva attraversato soltanto di passaggio. Le stesse vie accompagnano anche le feste più sentite dalla comunità, come quelle di San Cataldo, il 9 e 10 maggio, di San Rocco, il 16 agosto, con la processione a mare, e di San Leonardo, il 6 novembre.
La tradizione tessile, che appartiene alla storia del palazzo e di molte famiglie di Cariati, è presente anche tra le esperienze che l’hotel aiuta a organizzare. Si può partecipare a un laboratorio per imparare i primi gesti della lavorazione con un piccolo telaio oppure visitare il Museo Tessile, aperto anche in orario serale durante l’estate, dove si conservano strumenti antichi e moderni. Provare a intrecciare i fili permette di avvicinarsi a un mestiere che ha accompagnato per generazioni la vita del paese e che un tempo occupava anche le stanze del Palazzo Fiorentini. Tra le attività disponibili figura, inoltre, il Rituale della Seta, un trattamento dedicato al benessere e alla cura del collo con prodotti a base di seta, massaggi e momenti di relax.
Il soggiorno può proseguire anche fuori da Cariati, seguendo la costa verso Cirò Marina, dove si possono visitare vigneti e cantine, oppure addentrandosi nelle campagne per conoscere la raccolta delle olive, il lavoro dei frantoi e le produzioni locali. Chi ama camminare può raggiungere i sentieri della Sila e delle Valli Cupe, dedicando una giornata alla scoperta dei paesaggi dell’entroterra, mentre lungo il litorale si organizzano lezioni di vela e uscite di pesca. Sono possibilità che permettono di alternare le giornate al mare alla conoscenza dei piccoli centri, delle tradizioni agricole e dei paesaggi di questa parte della Calabria.
Per Filippo e Rossella, dopo gli anni dedicati al recupero, il palazzo è diventato anche un luogo di lavoro quotidiano, con gli ospiti che arrivano, le camere da preparare e la Cornetteria del Borgo che comincia presto la sua giornata. Poco distante rimane la strada dove si trovava il forno di nonna Caterina, tra le case di un paese che Filippo aveva scelto di ritrovare molto prima di immaginare il suo albergo.
