Poetessa, maestra, amante, eroina del desiderio e della lirica: ogni epoca, ogni stagione ha cercato il suo volto.
Saffo è l’essenza della poesia, nel suo cammino incarna, esplora nuove suggestioni, oltrepassa i secoli, spirito errante condizione della sua immortalità. Ascendente utopica di ogni forma poetica vive di metamorfosi, i suoi versi tornano a farsi voce e corpo, profumo e luce ripercorrendo i sensi e la memoria.
“Saffo. Lo spirito della poesia è l’esposizione rivolta alla poetessa dell’isola di Lesbo, interprete della letteratura greca arcaica, tra storia, mito e creazione artistica. La rassegna è allestita presso le Uccelliere Farnesiane sul Palatino, dal 15 ottobre al 31 gennaio 2027.
La mostra, promossa dal Parco archeologico del Colosseo e con l’organizzazione di Electa, è curata da Silvia Romani, professoressa associata di Mitologia di religioni del mondo classico nell’Università degli studi di Milano.
Essa rappresenta il secondo atto del progetto espositivo dedicato agli idiomi femminili più moderni dell’antichità, ponendosi in continuità con la rassegna su Penelope ubicata nei medesimi luoghi. L’esposizione è composta da quaranta opere.
Due nuclei complementari determinano l’itinerario: la Saffo storica e poetica e la Saffo leggendaria e popolare in un continuo gioco di rimandi tra realtà e mito, antichità e modernità.
Nel primo padiglione delle Uccelliere vi è la costituzione della sua biografia reale e poetica e le rappresentazioni con cui nel passato è stato immortalato il suo ricordo. Dei suoi componimenti raccolti in epoca alessandrina in nove testi, rimangono attualmente soprattutto frammenti: piccoli prodigi sopravvissuti in virtù delle citazioni di altri autori e papiri restituiti dal tempo.
Vasi figurati, sculture, rilievi, pitture e manoscritti documentano la precoce fortuna della poetessa, si rivela apparentemente mentre suona, legge e conversa con le sue compagne; accolta tra le Muse ed evocata come la “Decima Musa”.
Ciò non restituisce un veritiero ritratto, non annulla le ombre e contemporaneamente mostra come la ragazza di Lesbo sia diventata dal VII secolo icona leggendaria e straordinaria.
Il percorso espositivo attraversa due temi centrali della sua poesia e della sua ricezione: la luna legata alla notte, al desiderio e alla lontananza e il tuffo dalla rupe di Leucade. Quest’ultimo non faceva parte dei frammenti conservati ma ad una leggenda preservata nei secoli in cui la poetessa si sarebbe buttata in mare per amore del giovane Faone, una potente iconografia della passione e della fine.
La sala relaziona la voce di Saffo con il mito realizzato intorno alla sua vita.
Nel secondo padiglione la narrazione fantastica sulla eroina, le sue sopravvivenze e le metamorfosi dell’Ottocento fino alla cultura pop. E’ protagonista, icona, musa, si ripercorrono estetiche liberty e decò, fantasie illusorie, vittoriali e reinvenzioni moderne.
L’allestimento acquisisce la peculiarità di un giardino artificiale e interiore con immagini e fotografie che rammentano i giardini ottocenteschi e le prime mitologie femminili centrali dei suoi versi. In tale spazio sono presenti dipinti, sculture, fotografie, opere letterarie e oggetti – incarnazioni della cultura popolare propri dell’esteta.
Artisti e scrittori hanno rielaborato liberamente la sua immagine, prediligendo di volta in volta prospettive differenti: la poetessa con la lira, l’amante abbandonata da Faone, la donna sospesa sulla rupe di Leucade, la guida di una comunità femminile, l’icona dell’amore fra donne.
Rose, viole, meli, profumi e suoni fanno tornare alla mente ambiti consacrati ad Afrodite e gli incontri fra Saffo e le sue compagne. Le fotografie di Julia Margaret Cameron e i lavori simbolisti e liberty indicano come tale repertorio antico sia stato reinterpretato dalla cultura odierna.
Un profumo di rose, musica e suoni naturali accompagnano il pubblico tramite tali diverse trasformazioni.
Il catalogo edito da Electa, a cura di Sivia Romani propone una lettura inedita e stratificata su Saffo nel suo complesso.
Ella accompagna lo spettatore nel settore più intimo e universale della lirica divenendo allegoricamente metafora, la sua figura è circondata da un’aurea leggendaria, dal carisma e dall’attrattiva dei suoi versi continuando a sedurre lettori ed esperti.
La sua poesia, poesia del sentimento puro così antica eppure così moderna esalta l’amore in tutte le sue forme, esempio dell’incanto, della bellezza e delle emozioni senza tempo.