Per raccontare la Pasticceria Di Pietro bisogna partire da una donna, dal suo modo di intendere il lavoro e dal legame che in quasi trent’anni ha costruito con Messina. Loredana Ermini non è soltanto la titolare di una pasticceria conosciuta nel centro della città. È la persona che ha dato a quell’insegna una direzione precisa, trasformando il banco dei dolci in un luogo dove la tradizione siciliana resta viva perché continua a essere studiata, interpretata e messa alla prova.
La Pasticceria Di Pietro si trova in via Tommaso Cannizzaro e porta con sé una storia familiare legata a due generazioni di lavoro artigianale. Nel tempo è diventata un indirizzo riconoscibile per chi cerca i sapori più autentici della pasticceria messinese, ma anche un luogo quotidiano, vissuto per la colazione, una pausa al bar, un dolce da portare a casa o un momento da condividere. La sua identità non nasce da un solo prodotto né da una sola occasione di visibilità. Si costruisce ogni giorno nel dialogo continuo tra laboratorio e vetrina, tra la sala e la veranda esterna, tra il profumo del caffè, le granite e le brioche appena sfornate, le torte e i biscotti, le specialità siciliane e anche qualche proposta salata.
Il nome di Loredana Ermini permette di leggere meglio questo percorso. La sua idea di pasticceria parte dalle radici, ma non si ferma alla ripetizione. Nella sua visione la tradizione non è una formula da conservare immobile, bensì una materia viva da conoscere a fondo prima di poterla rinnovare. È una differenza importante, perché nella pasticceria siciliana ogni gesto ha un peso: la scelta della ricotta, la consistenza della pasta di mandorla, l’equilibrio della pignolata, il profumo della brioche, il modo in cui una cassata si presenta agli occhi prima ancora che al palato. Dentro questi dettagli si riconosce una cultura dolciaria fatta di memoria, tecnica e senso della festa.
Da Di Pietro questo patrimonio viene raccontato attraverso i grandi classici siciliani e messinesi. Il cannolo resta uno dei simboli più immediati, mentre la cassata porta in vetrina l’immaginario più riconoscibile dell’isola e la pignolata appartiene a una memoria profondamente messinese, legata alle ricorrenze e alle abitudini familiari. Accanto a questi dolci trovano spazio altre preparazioni che ampliano l’offerta senza allontanarsi dalla tradizione, tra lavorazioni a base di mandorla, biscotti tipici e grandi lievitati stagionali, dove la tecnica artigianale incontra gusti più contemporanei.
La notorietà di un nuovo dolce o di un premio può accendere i riflettori, ma il rapporto con i clienti si costruisce soprattutto nella continuità. Chi torna da Di Pietro spesso cerca un sapore riconoscibile: una granita fatta come si deve, una brioche soffice, un vassoio per la domenica, una torta per una ricorrenza, un dolce che sappia di casa senza risultare trascurato. È qui che si misura davvero la forza di una pasticceria artigianale, nella capacità di mantenere una qualità costante anche dentro una produzione ampia e quotidiana.
Di Pietro è infatti anche bar messinese, luogo di passaggio e di sosta. La granita con brioche occupa un posto centrale in questa idea di accoglienza, perché a Messina non è un semplice prodotto estivo, ma un rito cittadino. Il locale offre anche una parte gastronomica, con arancini, pidoni e altre specialità salate che permettono alla pasticceria di vivere oltre l’orario della colazione, nella pausa pranzo e nell’aperitivo. La veranda esterna aggiunge a questa esperienza una dimensione più distesa, facendo del locale non solo un punto vendita, ma un luogo dove fermarsi.
A completare il racconto c’è l’e-commerce, scelta che allarga i confini della pasticceria senza snaturarla. Attraverso lo shop online, Di Pietro porta fuori da Messina una parte della propria produzione: specialità siciliane, biscotti, pasta di mandorla, box regalo, liquori, prodotti delle festività e alcune proposte pensate per viaggiare. Il banco resta il cuore dell’esperienza, ma il digitale diventa un modo per raggiungere chi vive lontano, chi ha conosciuto la pasticceria in città o chi cerca un sapore siciliano da ricevere a casa.
In questo equilibrio tra tradizione e aggiornamento si inseriscono anche le torte firmate Di Pietro, una parte della produzione che racconta più da vicino la mano creativa di Loredana Ermini. La Torta dello Psicologo gioca su contrasti di consistenze e sapori, studiata per sorprendere senza risultare eccessiva; il Tortino Alex è più diretto e goloso, con una struttura morbida e avvolgente; la Torta Giulietta punta su eleganza e delicatezza, con profumi leggeri e una costruzione raffinata; la Torta Sofia si distingue per un equilibrio armonico tra dolcezza e freschezza; mentre la Torta Paradise, nota anche al pubblico televisivo per la partecipazione a Cake Star, unisce semplicità apparente e precisione tecnica, con una leggerezza che la rende immediata ma mai banale, portando la pasticceria messinese a confrontarsi con un pubblico più ampio senza snaturarsi. In tutte, l’estetica resta sempre in dialogo con il sapore: dopo le telecamere restano il laboratorio, le ricette, i clienti e il rapporto quotidiano con Messina.
Loredana Ermini ha continuato a costruire il proprio profilo professionale anche attraverso il confronto con il mondo associativo e con la pasticceria nazionale. Fa parte di realtà come Con.Pa.It, l’Associazione Provinciale Cuochi e Pasticceri di Messina e la Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria Cioccolateria. Il riconoscimento dei Tre Pennelli nella Guida de L’Arcimboldo, nella categoria “Artista Tradizionale”, ha dato ulteriore forza a questo percorso, valorizzando la capacità di interpretare una tradizione con uno stile personale.
Il progetto che più chiaramente esprime questa visione è la ’Mbracciata. Presentata a Palazzo Zanca nel 2026 come dolce identitario di Messina, nasce dall’incontro tra la cassata siciliana e la cultura dei grandi lievitati. È stata definita “la cassata che lievita”, ma questa formula racconta solo una parte del progetto. La cassata porta con sé l’identità dolciaria dell’isola, la ricotta, i canditi, la festa, il colore. La lievitazione introduce il tempo, l’attesa, la trasformazione. L’unione tra questi due mondi diventa un modo per parlare di Messina.
Il nome richiama l’abbraccio, centro simbolico del dolce. Loredana Ermini ha legato la ’Mbracciata alla rinascita della città dopo il terremoto del 1908, quando Messina, ferita in modo profondissimo, si ricostruì anche grazie all’arrivo di persone, competenze e culture da fuori. In quella storia c’è il dolore della perdita, ma anche la forza dell’incontro. Chi era rimasto e chi arrivava contribuirono insieme a ridare forma alla città. La ’Mbracciata prova a tradurre questo passaggio in pasticceria: la cassata come radice siciliana, il lievitato come segno di crescita, l’abbraccio come immagine di una comunità che si rialza.
Questo non significa sostituire i dolci tradizionali di Messina, né inventare a tavolino una nuova memoria. La ’Mbracciata funziona perché nasce da un laboratorio che lavora da anni sulla tradizione e arriva come risultato di un pensiero maturato dentro la quotidianità del mestiere. La sua ambizione è diventare un simbolo contemporaneo della città, anche attraverso il possibile percorso legato alla De.Co., dando valore pubblico a una creazione nata da un’identità precisa.
La presentazione a Palazzo Zanca ha dato alla ’Mbracciata una dimensione cittadina. Accanto a Loredana Ermini c’era anche la figlia Alessandra, segno di una continuità familiare che attraversa tutto il racconto di Di Pietro. Il sostegno delle istituzioni ha trasformato quel momento in qualcosa di diverso da un lancio commerciale: un’occasione per parlare di Messina, della sua storia e del ruolo che il cibo può avere nella costruzione di un immaginario condiviso.
Il trentennale celebrato al Monte di Pietà ha rafforzato questo legame tra pasticceria, città e comunità professionale. La serata ha riunito attorno a Loredana Ermini istituzioni, colleghi, chef, pasticceri, gelatieri, amici, clienti e familiari. La presenza dei figli Alessandra e Christian, dei nipoti e di tanti professionisti del settore ha restituito l’immagine di una pasticceria che non vive isolata, ma dentro una rete di affetti, competenze e collaborazioni. Anche la grande torta del trentennale, ispirata alla ’Mbracciata e realizzata dai maestri pasticceri della Conpait, ha assunto il valore di un omaggio collettivo.
Un altro passaggio recente conferma la crescente visibilità di Loredana Ermini fuori da Messina: la partecipazione ai Nation Award di Taormina. In quell’occasione la maestra pasticcera ha firmato il buffet di alta pasticceria della cena d’autore e una scenografica torta celebrativa ispirata al tema “Messina abbraccia il mondo”. Il legame con la ’Mbracciata è evidente: l’abbraccio non resta più soltanto immagine della rinascita cittadina, ma diventa un messaggio di accoglienza e dialogo, portato in un contesto internazionale dedicato al cinema e alla cultura.
Tutto questo non deve far dimenticare la natura quotidiana della Pasticceria Di Pietro. Il valore di un’insegna come questa sta proprio nella convivenza tra il gesto semplice e il progetto più ambizioso. Da un lato ci sono il caffè, la brioche, la granita e i grandi classici della tradizione; dall’altro i riconoscimenti, la televisione e le creazioni firmate come la ’Mbracciata. La pasticceria resta credibile perché l’idea nasce dal lavoro quotidiano, e il lavoro quotidiano acquista profondità perché è guidato da una visione.
La Pasticceria Di Pietro oggi può essere letta come un luogo dove la tradizione siciliana continua a muoversi. La forza dell’insegna sta nei dolci più riconoscibili, nella funzione di bar cittadino, nella produzione artigianale, nella capacità di arrivare anche fuori Messina attraverso lo shop online, nella creatività delle torte firmate e nei progetti che hanno dato a Loredana Ermini una visibilità più ampia. La ’Mbracciata è uno dei suoi segni più potenti, ma funziona davvero perché arriva dopo tutto il resto: dopo gli anni di lavoro, la relazione con la città e la costruzione di una pasticceria capace di parlare ogni giorno ai messinesi. Di Pietro vive della continuità di un mestiere, della cura per i prodotti, della familiarità del locale e della mano di una pasticcera che ha saputo trasformare una passione in un progetto riconoscibile.


