Dott. Luca Garro: il confidente intimo delle ossa.

Parlare d’amore è come ballare sull’impalcatura, dicono. La stessa confidenza sfiora le parole quando raccontano la Medicina come disciplina per sistemare il corpo umano: spiegare l’arte della chirurgia è come aggiungere punteggiatura dove non serve, è l’impalcatura più sensibile quando traballa. La chirurgia si fa, e solo studiando, sperimentando e osservando la struttura nel suo complesso, si può dare nuova linfa alle ossa, ai muscoli e al sangue. Per Luca Garro, laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 2009, l’ortopedia è missione e passione, è la realizzazione di un sogno: quello di rimettere in piedi la voglia di vivere e di fare. “La persona più importante in sala operatoria è il paziente”, sono parole dette negli anni quaranta dal Dott. Russel John Howard ed è il suo ultimo pensiero prima di allacciare la bandana, prima di vestire i guanti da chirurgo e dedicare ogni minima attenzione alle ossa: intorno è silenzio e la mente è rapita da un solo grande obiettivo, ricostruire l’impalcatura più importante, fatta di ossa e cartilagine. Il corpo umano è l’impalcatura della vita e trova fondamenta nello scheletro, nell’unione precisa e perfetta di ossa: insieme fanno il loro immenso compito senza istruzioni e senza pulsanti precisi, però se un piccolo frammento di spezza o si stanca, tutto vacilla. Con una specializzazione in Ortopedia Traumatologia, si focalizza sul recupero post-operatorio: nell’anno 2018-2019 frequenta l’Hopital Cochin per il diploma in patologie dell’anca presso l’Università di Parigi e il suo interesse rimane vigile per rendere possibile e di successo il ritorno all’attività sportiva dopo un intervento impiegando nuove tecniche chirurgiche. Il Dott. Garro ha l’entusiasmo dei giovani eppure vanta un curriculum di prestigio, sussurra parole di fiducia e, con mani delicate e precise, tocca le sue amiche, le ossa bianche e ferite, di nuovo desiderose di stare bene e tornare a giocare lo sport, vivere la fatica e allenare i muscoli. Nel campo della chirurgia protesica, il protagonista è il dettaglio e nulla può essere lasciato al caso: la fase pre-operatoria è fondamentale, una danza intima tra il chirurgo e l’opportunità che ha di fronte, quella di ricostruire la forza delle ossa. La scrivania è ordinata, i fogli raccontano molte idee e nuovi obiettivi, i progetti di una mente in subbuglio e mai ferma: possiamo curiosare i suoi studi volti a individuare nuovi materiali performanti per elevare, di giorno in giorno, la sicurezza e la qualità degli interventi in sala operatoria. Possiamo anche scoprire le competenze e i successi nel campo della chirurgia protesica per il ginocchio: ogni piccola innovazione rende più forte il bisturi e più sicuro il paziente che, dopo tre ore dall’intervento, è già in grado di camminare. Al centro del suo lavoro emergono, con forza e disciplina, tecniche mini-invasive con assistenza computerizzata robotica: rendono il suo impegno preciso e dettagliato senza compromettere i risultati e con aspettative di durata che superano i vent’anni. Empatico e onesto, di fronte a lui il paziente ha

un’ottima impressione e prova fiducia: le ossa, delicate e fragili, abbracciano una nuova sicurezza e la voglia di tornare più forti di prima.

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