Dove le coordinate GPS 39°30’26.0″N 16°09’51.6″E segnano un punto preciso sulla mappa dell’eccellenza artigianale italiana, prende forma ogni giorno un rituale antico. Mani esperte si muovono con gesti misurati su sete pregiate, piegando, tagliando, cucendo. Non c’è il ronzio delle macchine industriali, solo il fruscio della stoffa e il respiro concentrato di chi plasma la materia con sapienza secolare. Il negozio invece si trova a Via Cola di Rienzo 203 a Roma, dove le creazioni nate da questa tradizione artigianale incontrano la clientela nella capitale.
Damiano Presta rappresenta molto più di un semplice artigiano. È custode di tradizioni che rischiano di scomparire, un innovatore che ha trasformato l’arte della cravatta in qualcosa di profondo: un linguaggio silenzioso che parla di eleganza, dedizione e perfezione millimetrica. Le sue creazioni trascendono il ruolo di semplici accessori per diventare dichiarazioni di intenti, manifesti di un modo di essere che resiste alla standardizzazione del nostro tempo.
La storia di questo maestro cravattaio affonda le radici in oltre vent’anni di esperienza sartoriale, un percorso iniziato nell’ombra discreta dei grandi marchi del lusso mondiale. Bulgari, Louis Vuitton, Salvatore Ferragamo, Brioni, Fendi, Kenzo, Valentino, Ferrè, Trussardi: nomi che risuonano come note di una sinfonia del lusso, per i quali Presta ha creato milioni di cravatte, affinando quella maestria che oggi lo distingue nel panorama internazionale.
Il percorso verso l’eccellenza inizia nel 1998, quando Presta apre il suo laboratorio. In precedenza, aveva fatto il rappresentante d’abbigliamento, ma l’idea di creare cravatte lo affascina. Con due macchine da cucire di seconda mano e due collaboratrici che non avevano mai visto un filo, inizia la sua avventura. I primi tentativi sono disastrosi: acquista tessuti al mercato, scampoli a prezzi irrisori, e le prime creazioni sembrano cravatte ma sono in realtà dei pasticci che finiscono buttati via. Un anno intero di prove e sperimentazioni, fino a quando non raggiunge un livello accettabile. La formazione è dura ma necessaria: quando pensa di aver raggiunto un buon livello, scopre che il suo prodotto è ancora inadeguato. Questo momento di crisi diventa la vera formazione, il punto di svolta che lo spinge verso l’eccellenza assoluta.
La svolta arriva in un giorno nevoso del 12 febbraio 2012. Presta è bloccato a Roma dalla neve e non può rientrare in Calabria. Squilla il telefono: numero sconosciuto. In quel periodo alcuni studenti universitari gli facevano scherzi telefonici di ogni tipo – una volta si erano spacciati per la segreteria di Obama, un’altra per Putin. Quando risponde, pensa subito a un
altro scherzo. “Sono Marinella Brambilla”, dice la voce dall’altro capo. La sua reazione è brusca, convinto che sia l’ennesima burla. Ma quando la donna gli fornisce un numero fisso per richiamare, Presta capisce che è tutto vero. Richiama, si scusa profondamente per la sua reazione iniziale, e scopre che quella telefonata cambierà la sua vita.
Quello che poteva sembrare uno scherzo si rivela l’inizio di una collaborazione straordinaria durata più di dieci anni, durante i quali Presta diventa il fornitore esclusivo delle cravatte del Cavaliere Silvio Berlusconi. Non è solo una fornitura commerciale, ma una vera e propria partnership basata sulla qualità e sull’eleganza. Berlusconi aveva compreso immediatamente che Presta aveva battuto sulla qualità il precedente fornitore storico, e questa vittoria sulla concorrenza diventa per l’artigiano calabrese una fonte di grande soddisfazione professionale.
Quale sia stata la ragione che spinse Berlusconi, dopo anni, a cambiare il suo fornitore storico rimane un interrogativo. Neanche Presta conoscere le ragioni precise di questa scelta, ma osserva che Berlusconi, da attento osservatore quale era, deve aver avuto le sue motivazioni. Il precedente fornitore aveva costruito il proprio successo anche grazie al sostegno del Cavaliere, in una collaborazione che si era protratta per molti anni. Quando si verifica un cambiamento in rapporti consolidati di questo tipo, le ragioni possono essere molteplici e solo chi ha vissuto direttamente quella situazione potrebbe spiegarle.
Quello che resta è una vittoria sulla qualità che ha premiato l’artigiano calabrese.
Il complimento più bello della sua carriera arriva il 12 giugno 2012. Sono le 13:04, Presta ha appena consegnato un ordine al Presidente. Fa un caldo terrificante quando squilla il telefono. “Damiano, le passo il presidente”, dice la segretaria, senza dargli nemmeno il tempo di riflettere. “Damiano, la volevo ringraziare per il bellissimo prodotto che mi ha fatto. Domani alle ore 13 è invitato a colazione da me”. Presta non aveva mai parlato al telefono con Berlusconi prima di quel momento. L’indomani, puntuale all’una, si presenta a Palazzo Grazioli per quello che diventerà un incontro indimenticabile.
La prima impressione di Berlusconi come uomo elegante risale a quel primo incontro formale. “Mi scusi signor Presta se la ricevo informalmente”, gli dice il Cavaliere. “Informalmente” significava che indossava il doppio petto con un maglioncino di cachemire, senza cravatta e camicia. Per lui, quello era un abbigliamento informale. Questo dettaglio rivela immediatamente a Presta il livello di eleganza e di attenzione al vestire di Berlusconi.
Il suo incontro con Berlusconi arriva in un momento difficile della sua vita. Come spesso accade, quando un uomo potente attraversa periodi di difficoltà, molti si allontanano. Ma Presta rimane al suo fianco, continuando a fornirgli cravatte di altissima qualità. Le cravatte che Berlusconi non solo indossava personalmente, ma che sceglieva come doni negli incontri istituzionali, trasformandole in ambasciatrici silenziose del made in Italy nel mondo.
Oggi, Presta ha dedicato una nuova collezione alla memoria di Berlusconi. L’ultima cravatta che ha realizzato per lui è stata anche l’ultimo regalo che il Cavaliere ha ricevuto prima di morire, un legame che va oltre il semplice rapporto commerciale e tocca la sfera dell’affetto e del rispetto reciproco.
La Sette Pieghe rappresenta l’apice di questa arte sartoriale. Non è una cravatta comune, ma la massima espressione di ciò che una cravatta può essere quando ogni passaggio
produttivo è affidato esclusivamente alle mani dell’uomo. Il processo produttivo della Sette Pieghe inizia con il taglio della seta, rigorosamente a 45 gradi, un angolo che garantisce la perfetta caduta del tessuto. Le sete provengono esclusivamente da Como, fornite da aziende storiche come Mantero Seta, ISA Seta, Ghioldi e Ratti, realtà che incarnano l’eccellenza tessile italiana nel mondo.
L’interno della cravatta è realizzato in pura lana vergine doppio ritorto, un dettaglio che solo chi conosce profondamente la materia può apprezzare. Il filo utilizzato per la cucitura è Gütterman, considerato il migliore al mondo, scelto non per vezzo ma per necessità: deve garantire elasticità e resistenza, tanto che — come ama dire scherzosamente il maestro — “ci si potrebbe andare anche a pesca”.
Ma è nella spillatura che si manifesta l’essenza stessa dell’arte sartoriale. Questo momento cruciale del processo richiede una concentrazione assoluta: le pieghe interne ed esterne devono allinearsi perfettamente, senza sovrapposizioni né imperfezioni. Un millimetro di scarto può vanificare ore di lavoro. Solo artigiani con decenni di esperienza possiedono la sensibilità necessaria per raggiungere questa precisione chirurgica.
Il 24 novembre 2022 segna una svolta creativa nella carriera di Presta. Quel giorno, nel giorno del suo compleanno, si imbatte in un aforisma di Einstein: “La logica ti porta da A a B. L’immaginazione ti porta ovunque”. Quelle parole diventano il catalizzatore per la nascita del marchio Superb & Exclusive, una collezione che ambisce a trasmettere quella che l’artigiano definisce “una musica misteriosa suonata da un pifferaio invisibile”.
Il pavone diventa il simbolo di questa nuova linea, scelto non per vanità ma per il suo significato profondo: gloria, resurrezione, immortalità. Le sue piume riproducono l’occhio del giudizio divino, l’incorruttibilità dell’uomo di fronte ai vizi materiali. Chi indossa una cravatta con questo simbolo è un uomo elegante, sicuro di sé, campione di valori e onestà.
Ogni esemplare Superb & Exclusive costituisce un pezzo unico al mondo, certificato dalla scritta “Exclusive 1/1” stampata direttamente sulla seta. La firma dell’artigiano, impressa anch’essa sul tessuto, garantisce autenticità ed esclusività. Nel cappuccio del codino, un dettaglio rivoluzionario: oltre al modello e al Made in Italy, compare l’indicazione delle coordinate GPS del laboratorio. Un elemento che trasforma ogni cravatta in una testimonianza geografica dell’artigianato italiano, permettendo a chiunque di localizzare su Google Maps il luogo esatto dove nasce questa magia sartoriale.
“Io non ho nulla da nascondere”, dichiara Presta con orgoglio quando gli si chiede il motivo di questa scelta così trasparente. Il consumatore finale può verificare realmente dove vengono prodotte le cravatte, può constatare che “in un paesino della Calabria esiste un laboratorio vivo e operativo”. È una provocazione deliberata verso un mercato spesso opaco: molti marchi, dai più piccoli ai più blasonati, non hanno il coraggio di mostrare dove avviene la loro produzione. Forse perché non possiedono un vero laboratorio di produzione, evitando le spese fisse del personale e affidando la manifattura al migliore offerente.
Il messaggio di Presta è, quindi, diretto: i consumatori che pagano cifre importanti per una cravatta dovrebbero chiedersi se il prodotto sia realmente realizzato in Italia, con sete italiane e manifattura italiana. Le coordinate GPS diventano così una sfida aperta al mercato della trasparenza: dove si trovano realmente i laboratori? Quanti dipendenti lavorano effettivamente nella produzione? Dove avviene la vera manifattura?
La collezione Stile Nazionale rappresenta un altro capitolo importante di questa storia. Quando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sceglie di indossare una di queste cravatte per la Festa della Repubblica del 2024, ponendo in evidenza il Tricolore che vi è disegnato, non è solo un riconoscimento personale ma un sigillo istituzionale sull’eccellenza del lavoro di Presta. La lettera di ringraziamento del Presidente, che parla di “magnifiche cravatte”, conferma il valore di un’arte che sa coniugare tradizione e innovazione.
Ma l’universo creativo di Presta non si ferma alle cravatte. La linea donna comprende foulard disegnati in esclusiva dall’artista contemporaneo Alessandro Siviglia, dove la creatività dei dipinti moderni si fonde con la precisione artigianale. Bandeaux e twilly completano una proposta che declina l’eleganza al femminile con la stessa cura maniacale riservata alle cravatte.
Le pochette da taschino meritano una menzione particolare: misurano 33×33 centimetri, sono realizzate con la stessa seta della cravatta abbinata e presentano una caratteristica unica: sono double face, con un lato bianco per le occasioni cerimoniali e uno fantasia per l’eleganza quotidiana. Ogni dettaglio è impunturato a mano con filo di cotone, in un processo che richiede tempo e pazienza infinita. Un accessorio che completa l’outfit dell’uomo elegante, coordinandosi perfettamente con la cravatta per creare un ensemble di raffinata armonia.
L’innovazione tecnologica trova spazio anche in questo mondo apparentemente tradizionale. Il progetto Smart Ties, marchio registrato esclusivo, introduce la possibilità di integrare codici QR nelle cravatte, creando collegamenti diretti a siti internet, profili social, biglietti da visita digitali o playlist musicali. Una fusione tra artigianato secolare e contemporaneità digitale che apre nuove possibilità espressive.
Il controllo qualità finale rasenta l’ossessione per il dettaglio. Ogni cravatta viene vaporizzata e ispezionata centimetro per centimetro: lunghezza, larghezza, allineamento dei disegni, precisione delle cuciture, centratura dei loghi. Le pieghe devono presentare una simmetria assoluta. “Altrimenti che sette pieghe sarebbe?” si chiede retoricamente il maestro, con la consapevolezza di chi ha fatto della perfezione una ragione di vita.
La clientela che sceglie queste creazioni non cerca semplici accessori ma autentiche opere d’arte da indossare. Diplomatici, professionisti, artisti, imprenditori accomunati dalla ricerca dell’eccellenza e dal rispetto per il vero Made in Italy. Club esclusivi e aziende dell’alta finanza hanno commissionato cravatte personalizzate per occasioni speciali, trasformando ogni pezzo in un oggetto irripetibile che racconta una storia unica.
Oltre alla Sette Pieghe, Presta produce anche cravatte Cinque Pieghe, dove l’eleganza incontra la precisione artigianale in una versione leggermente più accessibile ma sempre di altissima qualità. Dalle tonalità classiche ai pattern audaci, ogni pezzo mantiene gli standard di eccellenza che caratterizzano il marchio.
Il servizio su misura rappresenta l’apoteosi della personalizzazione. Lunghezza, larghezza, combinazioni di colori, disegni e motivi: tutto può essere adattato alle esigenze del cliente.
Presta stesso è disponibile per consulenze tecniche, guidando chi lo desidera nella creazione della propria cravatta ideale.
Per il futuro, Presta può contare sull’affiancamento del figlio Mario, che già lavora nel laboratorio assicurando la continuità generazionale dell’arte familiare. Il maestro artigiano, con la determinazione che lo contraddistingue, dichiara scherzosamente di voler continuare la sua attività “fino a quando avrò forza, non mollerò nemmeno a cento anni”, prevedendo di tramandare un giorno l’eredità della sua maestria nelle mani esperte del figlio che oggi condivide con lui la passione per l’eccellenza sartoriale.
Mentre fuori il mondo accelera verso una standardizzazione sempre più spinta, all’interno di questa bottega si perpetua un rituale che sfida la fretta contemporanea. Ogni gesto racconta una storia, ogni scelta riflette una filosofia, ogni risultato testimonia la vittoria della qualità sulla quantità.
Le mani degli artigiani continuano il loro lavoro paziente, creando non semplici accessori ma frammenti tangibili di una cultura che resiste. Testimonianze di un’Italia che sa innovare nel rispetto della tradizione, che trasforma materie prime in oggetti di straordinaria bellezza.
La musica misteriosa evocata dal maestro non è più affidata a un pifferaio invisibile. È diventata una sinfonia concreta di seta e maestria, dove ogni nota corrisponde a una piega perfetta, ogni accordo a un dettaglio curato con dedizione assoluta. Chi sceglie una cravatta firmata Damiano Presta non acquista un semplice accessorio, ma abbraccia una filosofia di vita, un modo di essere che privilegia la sostanza sulla forma, che comunica senza ostentare, che perdura mentre tutto intorno si consuma nell’effimero.
In quelle coordinate GPS impresse su ogni etichetta si cela più di un semplice indirizzo. Rappresentano la mappa di un tesoro che l’Italia ancora custodisce: la capacità di trasformare la materia in bellezza, il lavoro in arte, la tradizione in futuro. E finché esisteranno artigiani come Damiano Presta a preservare questi saperi antichi, quella musica misteriosa continuerà a risuonare, nota dopo nota, piega dopo piega, in un crescendo silenzioso che il mondo intero può ancora ascoltare e apprezzare.
