Fontana delle tartarughe: leggenda e meraviglia artistica nel cuore del Ghetto romano

Una delle fontane più pittoresche di Roma, un vero gioiello del Ghetto. Costruita da Taddeo Landini, su progetto di Giacomo della Porta, ha visto l’intervento del Bernini. È stato proprio lui, infatti, ad aggiungere le originali tartarughe di bronzo che danno il nome alla fontana.

Ma quale affascinante leggenda aleggia intorno alla sua creazione e alla finestra murata di Palazzo Mattei, che si affaccia direttamente sulla fontana?

Il protagonista è il duca Mattei, giocatore d’azzardo. Girava voce che una notte si fosse giocato tutto il patrimonio. Per questo, il padre della sua promessa sposa aveva deciso di negargli le nozze. Così il duca organizzò una festa a casa sua e invitò il futuro suocero. Durante la notte fece costruire la fontana. All’alba, a lavori finiti, il duca portò lui e la figlia davanti alla finestra per mostrargli l’opera riuscita. Quando videro la splendida fontana esclamò ironicamente: “Vede cosa è riuscito a fare il povero duca Mattei in una sola notte?”. Così alla fine le nozze furono accettate. E la finestra venne murata: o per dimenticare l’accaduto o per lasciare che solo il futuro suocero e la futura moglie potessero godere di una vista così esclusiva.

Qualunque sia l’ipotesi più accattivante, in realtà si tratta solo di una leggenda. Infatti, ci volle molto di più a costruire la fontana e il duca Mattei c’entrò solo in minima parte. Il lavori durarono dal 1581 al 1588. Il duca insistette soltanto che la fontana fosse posta nella sua piazza, offrendosi di pagare la pavimentazione la manutenzione.

Una fontana che da secoli ci affascina. Un fascino che cresce ancora di più nell’immaginazione, fantasticando su quale incredibile vista avrebbe potuto offrire la finestra murata di Palazzo Mattei.

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