Ugo Patierno, la metà della sua vita.

“La vita siete voi stessi, e se la vita è difficile da sopportare è perché è molto difficile sopportare se stessi”. Questo sosteneva lo psichiatra, psicoanalista, antropologo filosofo Carl Gustav Jung, più di cent’anni fa. Una vita che si racconta con umiltà come un mestolo di legno quando la domenica una nonna o una mamma gira lentamente il sugo per deliziare la famiglia poi con il pranzo di festa; una mamma Adelaide, un figlio di nome Ugo, una storia intrisa di semplicità.

Una famiglia come tante, o meglio come poche, perché con indosso tanta forza, tenacia, e amore, ingredienti oggi rari scomparsi, in un mondo dove comanda solo l’opportunismo e l’arrivismo.

Una famiglia che permette a Ugo Patierno, campano di origine, ma lettore e protagonista del mondo avendo viaggiato tanto su nave da crociera e non solo, da Miami, sino al Regno Unito, di divenire Chef con la C maiuscola. La scuola alberghiera a Roccaraso, e capire già a 13 anni il mestiere da intraprendere da grande; in seguito svolgere un altro mestiere sulle navi da crociera e tornare sempre alla passione primaria, la cucina, cucinare per diletto, cucinare per sé, per gli amici, per i colleghi, fotografare con il cuore i suoi piatti e ricordare, pensare, innamorarsi della vita.

Ugo Patierno due volte ha detto sì alla vita, ed è  tornato ad accendere la luce della sua esistenza, con il comune denominatore dei suoi fornelli, la cucina che lo guarisce, e che lo fa risplendere.

La vita toglie, la vita dona, a lui fa entrambe le cose, toglie tanto come un terremoto deflagra, e fa tabula rasa, di tutto e per tutto.

Non ci si riconosce più e proprio  quel cibo che tanto lo  inebriava da bambino la domenica, diventa il nemico a cui dare tutte le colpe; ci si rialza con un intervento di  gastrectomia verticale parziale, conosciuta anche come sleeve gastrectomy, si perdono tanti chili e ci ritorna al punto di partenza più forti di prima, con qualche ferita in più.

Oggi Ugo Chef affermato, ha scritto un libro Metà, un libro metafora della sua vita, un libro rivolto a tutti , un libro  che racconta che chi degusta bene si sente sano in salute, mangia bene mangia sano e si ama soprattutto.

Una buona qualità della vita passa anche dal cibo, da ciò che ingoiamo e poi dal nostro sentire, da come quel cibo diventa espressione e veicolo di emozioni e racconti.

Lui si racconta, e diviene davvero un esploratore instancabile del suo corpo e della sua anima; per lui la cucina è puro estro, esercizio della mente, allenamento del cuore, una bellezza che non sfiorisce, per lui l’arte non muore mai, eterna intramontabile.

Come diceva Lucio Anneo Seneca filosofo, drammaturgo e politico romano, :”Un timoniere di valore continua a navigare anche con la vela a brandelli”.

 

 

 

 

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