Cianotipia, una moderna tecnica di stampa antica

Cianotipia, una moderna tecnica di stampa antica

Quante foto abbiamo sparse negli hard-disk, sui social e nei telefoni immagini che dimentichiamo nonostante il loro scopo sia il ricordo? Abbiamo perso l’abitudine di ricordare. Stampare fotografie oggi sembra una follia, ma recuperare la manualità di un tempo può giovare a noi, e alle nostre memorie.

Era il 1842 quando John Frederick William Herschel scopri una particolare reazione fra due sali. L’astronomo, matematico, e chimico inglese scoprì che mescolando in parti uguali due soluzioni di ferrocianuro di potassio e di citrato ferrico ammoniacale, si ottiene una soluzione molto sensibile alla luce ultravioletta. Frapponendo fra la luce e un foglio di carta su cui è stata stesa la soluzione di sali un negativo, è possibile produrre un’immagine fotografica. Herschel aveva scoperto un metodo di stampa economico, efficace e di qualità superiore ai precedenti metodi: La Cianotipia. Questo tipo di stampa monocromatica, è diventata famosa anche perché fu il metodo principalmente usato da Anna Atkins, considerata da molti non solo come la prima donna fotografa della storia, ma anche la prima persona ad aver pubblicato un libro illustrato con immagini fotografiche. Curiosamente, grazie alla sua versatilità questo processo è stato utilizzato fino agli anni ‘70 per la riproduzione di disegni tecnici e di planimetrie.
Inizialmente, la tecnica fu utilizzata in modo piuttosto semplice dato che non si conoscevano le reazioni chimiche utili a controllare la quantità di grigi, la profondità dei neri, i valori tonali. Imprimendo immagini piuttosto piatte di vegetazione (fiori e foglie) si scavalcavano questi problemi. Oggi sappiamo che una soluzione acida migliora l’estensione tonale dei grigi, che il perossido di idrogeno aiuta a rendere i neri più profondi e che l’acido citrico rende i bianchi davvero bianchi. Non solo, si è scoperto che l’acido tannico (contenuto nel caffè e nel thè) vira il tipico blu della cianotipia verso un nero molto simile a quello a cui siamo abituati.
L’esposizione, che in passato avveniva al sole, oggi è possibile ottenerla utilizzando lampade UV con diversi vantaggi. La fonte di luce è costante, sempre accessibile e soprattutto controllabile, cosa che rende possibile riprodurre quelle combinazioni di tempo/intensità efficaci. Ma come si passa dallo stampare semplici fiori allo stampare una foto? Basterà stampare un negativo su un foglio acetato (trasparente) ed utilizzare quello nella fase di esposizione. La cianotipia permette di dar sfogo alla propria creatività: si possono utilizzare diversi supporti: carta, legno, stoffa, pietra. Si può stendere il chimico in modo irregolare, a macchie, lasciando le pennellate.

 

Testo e foto di Manuel Grande

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