RED STUDIO, il progetto comincia da ciò che l’edificio rivela

Intervenire su un edificio storico richiede anzitutto di capire con precisione ciò che si ha davanti. Le geometrie, i materiali, le trasformazioni accumulate nel tempo, le superfici decorate e persino un’irregolarità che a prima vista sembra marginale possono modificare la direzione di un progetto. Prima di decidere come intervenire bisogna allora misurare, confrontare, verificare e, qualche volta, tornare sui dati con una domanda diversa. È in questo lavoro paziente, meno visibile del cantiere ma capace di orientare tutto ciò che verrà dopo, che prende forma gran parte dell’attività di RED STUDIO.

 

Nel 2020 si incontrano a Pietrasanta tre percorsi professionali già maturati nel campo del patrimonio culturale. L’Ing. Simone Vecchio porta l’esperienza dell’ingegneria, della sicurezza nei cantieri e delle tecnologie di capture reality, realtà virtuale, misurazione e diagnostica; l’Arch. Angela Di Paola, laureata al Politecnico di Bari e specializzata alla Sapienza in Beni architettonici e del Paesaggio, ha concentrato il proprio lavoro sul restauro e sul rilievo laser scanner 3D; la Dott.ssa Maria Scalici, restauratrice laureata in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, arriva dalla direzione tecnica, dalla diagnostica e dalla gestione dei processi di cantiere. Nel suo percorso rientra anche un’esperienza formativa in Cambogia, nell’ambito di una collaborazione tra Università di Palermo e UNESCO. Da queste competenze prende forma un modo di lavorare in cui la lettura tecnica di un edificio procede insieme alla sua storia, ai materiali e alle esigenze conservative.

 

“Conoscere la realtà per conservarla” è la frase con cui RED STUDIO sintetizza il proprio metodo e che acquista senso soprattutto guardando a ciò che accade nei cantieri. Ogni intervento parte da una fase di conoscenza del manufatto: analisi architettoniche e ingegneristiche, ricerca storica, rilievi e diagnostica costruiscono progressivamente un quadro sul quale prendere decisioni. Progettazione, direzione lavori, sicurezza, fotogrammetria, modellazione BIM e reverse engineering appartengono quindi a momenti diversi dello stesso percorso. Le informazioni raccolte continuano a essere utili anche negli anni successivi, quando arriva il momento di programmare una manutenzione, verificare una trasformazione o rendere più accessibile e comprensibile il bene.

 

La dimensione concreta di questo lavoro emerge nell’ex monastero di San Nicolao a Lucca, oggi sede degli istituti Paladini-Civitali. Nel 2019, in un’esperienza poi confluita nel portfolio dello studio, il rilievo laser scanner ha interessato un complesso ampio e articolato, con oltre sessanta aule e laboratori, quattro livelli, sei vani scala e parti dell’edificio appartenenti a epoche differenti. Furono necessarie 118 scansioni e vennero rilevati per la prima volta anche circa novecento metri quadrati di scantinati. Una quantità di dati che, una volta elaborata, ha restituito sezioni e prospetti capaci di registrare muri fuori piombo, dislivelli, coperture irregolari e quelle imperfezioni che spesso raccontano meglio di una superficie perfettamente regolare la lunga vita di un edificio. Anni dopo il Paladini-Civitali torna nel lavoro di RED STUDIO, questa volta con la direzione operativa delle opere di restauro. Il rilievo e il cantiere appartengono a momenti diversi, eppure finiscono per ritrovarsi lungo la stessa storia.

 

Anche Palazzo Guinigi, sempre a Lucca, ha richiesto di adattare strumenti e modalità di lavoro alla realtà del luogo. Nell’ambito del progetto comunale legato alla Via Francigena e al Volto Santo occorreva ricostruire lo stato del complesso e, nello stesso tempo, ottenere un livello di dettaglio adatto alla progettazione esecutiva e allo studio delle superfici decorate. Al rilievo topografico georeferenziato si sono affiancati laser scanner 3D, fotografie ad alta risoluzione e riprese da drone. Le 68 scansioni sono state organizzate facendo i conti anche con aspetti molto ordinari del lavoro sul campo: le strade strette intorno al palazzo, il traffico, i punti da cui la torre poteva essere osservata, i suoi circa quarantaquattro metri di altezza. La precisione nasce anche da questi adattamenti, dalla necessità di trovare ogni volta il punto giusto da cui guardare.

 

A Firenze, il complesso di San Miniato al Monte racconta invece quanto a lungo possano continuare a parlare i dati raccolti durante un rilievo. Nel 2021 RED STUDIO ha realizzato la documentazione digitale della basilica e del campanile, integrando laser scanner e fotogrammetria da drone. Da quel momento al completamento del percorso di messa in sicurezza e restauro, nell’aprile 2026, sono trascorsi anni di indagini, progettazione e cantiere. In un arco temporale così ampio, la restituzione iniziale rimane una base alla quale tornare, da interrogare nuovamente quando cambiano le esigenze o si apre una fase diversa del lavoro. È una continuità silenziosa, lontana dalle immagini più evidenti del cantiere, eppure decisiva per conservare memoria dello stato dell’edificio.

 

Al Teatro del Giglio “Giacomo Puccini” di Lucca la conoscenza è passata anche dalle carte. Nel progetto per il restauro delle superfici decorate della sala, ricerca storico-archivistica, rilievi ad alta definizione e analisi diagnostiche hanno permesso di ricostruire trasformazioni e fasi diverse degli apparati decorativi. Fotografie storiche, documenti e tracce ancora presenti sulle superfici hanno finito per completarsi a vicenda. È un modo di procedere che RED STUDIO ha portato anche nella propria attività di ricerca: nel maggio 2026, al Salone Internazionale del Restauro di Ferrara, lo studio ha dedicato un intervento proprio al ruolo della relazione storica nei progetti di restauro. A volte una fotografia conservata in archivio o una nota rimasta per anni dentro un fascicolo riescono a rimettere in ordine ciò che l’edificio mostra solo in parte.

 

Il Fortino Lorenese di Forte dei Marmi aggiunge un altro tassello. Tra il 2020 e il 2023 il progetto sulle superfici esterne è stato accompagnato dallo studio petrografico dei materiali, dall’analisi dei fenomeni di degrado e dalla ricostruzione delle coloriture che si erano succedute negli anni. Le indagini hanno permesso di riconoscere anche gli effetti prodotti da materiali impiegati durante un precedente restauro e risultati poco compatibili con i supporti. La lettura delle diverse fasi ha orientato la scelta di conservare le tracce lasciate dal tempo, rispettando la stratificazione che l’edificio aveva ormai assunto. L’esperienza è poi proseguita sul terreno della ricerca ed è stata presentata a FORTMED 2025 da Maria Scalici, Angela Di Paola, Sara Garuglieri e Irene Nizzi. Il cantiere finisce, le domande che ha aperto possono avere una vita molto più lunga.

 

È quanto accade anche quando un rilievo mette davanti a qualcosa che in partenza nessuno aveva previsto. Nel progetto esecutivo del Caffè Pedrocchi di Padova, consegnato nel gennaio 2026, RED STUDIO ha curato la progettazione ed è incaricato della direzione operativa delle opere di restauro delle sale Bianca, Rossini, Egizia, Rinascimentale e Gotica, i cui lavori devono ancora prendere avvio, lavorando insieme a professionisti e laboratori con competenze specialistiche. Sono ambienti nei quali materiali e tecniche differenti convivono con l’articolato programma decorativo ideato nell’Ottocento da Giuseppe Jappelli. Durante la restituzione vettoriale del rilievo laser scanner 3D, nella Sala Rossini è apparsa una deformazione significativa del plafone. Da quel dato sono partiti ulteriori approfondimenti strutturali, fino all’inserimento nel progetto del consolidamento delle orditure del controsoffitto. La scansione aveva registrato una geometria; leggerla con attenzione ha portato il progetto qualche passo più avanti.

 

Negli incarichi degli ultimi anni cambiano edifici, scale e necessità. A Viareggio RED STUDIO è coinvolto nella direzione lavori e nel coordinamento della sicurezza per il restauro delle facciate e della copertura di Palazzo delle Muse, insieme agli interventi sul Centro Documentario Storico e agli adeguamenti impiantistici. Alla Rocca di Ripafratta il lavoro riguarda invece il coordinamento della sicurezza negli interventi destinati a migliorarne l’accessibilità. Sono aspetti che riportano il progetto alla vita concreta dei luoghi: un edificio deve poter essere mantenuto, utilizzato, attraversato; un bene storico deve continuare a trovare un rapporto con chi lo frequenta. La tutela passa anche da decisioni apparentemente meno visibili, prese mentre il cantiere procede e molte competenze devono riuscire a parlarsi.

 

Dentro questo modo di lavorare, il digitale occupa uno spazio importante e rimane legato a esigenze precise. Modellazione BIM, fotogrammetria, nuvole di punti, reverse engineering e realtà virtuale permettono di raccogliere informazioni, condividerle fra professionisti e seguirne l’evoluzione nel tempo. Lo studio utilizza queste tecnologie anche in ambito industriale e nel 2025 ha partecipato al Programma Regionale Toscana FESR 2021-2027 con il progetto RED DIGITALE INTELLIGENTE 2025, dedicato a simulazione e cloud computing. Parallelamente continua il lavoro di ricerca, che nel 2021 ha riguardato anche il rilievo integrato delle case Walser di Alagna Valsesia e la Rocca di Sala a Pietrasanta. Il confine tra attività professionale e approfondimento scientifico resta permeabile: ciò che viene sperimentato su un caso può diventare materiale utile per quello successivo.

 

Dopo pochi anni dalla costituzione della società, i lavori raccolti da RED STUDIO attraversano monumenti, edifici pubblici, luoghi della cultura e strutture produttive, ma è osservando i passaggi tra un incarico e l’altro che il metodo dello studio diventa più leggibile. Un rilievo può riapparire anni dopo in un progetto di restauro, una ricerca d’archivio può correggere la lettura di una superficie, una deformazione emersa da una scansione può chiedere nuove verifiche. Ogni volta il progetto si costruisce lasciando spazio a ciò che l’edificio restituisce strada facendo. Perché la materia conserva tracce, anche piccole, e qualche volta bisogna tornare a guardarle una seconda volta prima di capire davvero cosa stanno dicendo

https://www.redstudioingegneria.com/

Related Posts

di
Previous Post Next Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 shares