L’aria del tempo’ raccontata attraverso lo sguardo originale di Massimo Sestini, in mostra a Milano

Fino al 4 agosto, Milano ospiterà una meravigliosa, quanto curiosa, mostra, dedicata all’intenso lavoro del fotoreporter Massimo Sestini, tra i più celebri nel panorama internazionale.

Sarà allestita presso ‘Forma Meravigli’, un’affascinante spazio polivalente, nato nell’anno dell’Expo, e dedicato proprio alla fotografia e ai nuovi media, e alle contaminazioni dei loro linguaggi; un progetto, questo, natomper volontà della Fondazione Forma per la Fotografia, in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e la casa editrice Contrasto, per divenire un luogo d’incontro creativo e culturale nel panorama meneghino.

E ‘Forma Meravigli’ sarà la casa che ospiterà questa sorprendente retrospettiva, curata da Alessandra Mauro e tutta dedicata a Massimo Sestini, e al suo straordinario lavoro fotografico, dal titolo che accende immediatamente di curiosità la fantasia del visitatore: ‘L’aria del tempo’.

Massimo Sestini ha collaborato con importanti riviste e quotidiani raccontando i fatti di cronaca e le tragedie, scoop e avvenimenti storici e politici, il Bel Paese e le sue tante bellezze naturali, come anche, lo svago e il divertimento delle persone comuni; i suoi scatti hanno una forza prorompente, capace di rompere schemi, e di catturare l’attenzione dell’osservatore attraverso un linguaggio innovativo, originale, capace di stimolare sempre nuove, più profonde, riflessioni.

La sua, è una continua ricerca della fotografia d’impatto, quella capace di emozionare raccontando, senza artifici, l’attimo di realtà in modo unico, originale, diverso, perfezionando uno stile e un linguaggio fotografico che è divenuto, poi, la sua firma artistica: la fotografia aerea, che offre uno sguardo più ampio e vasto, una panoramica così densa di tanti singoli, significativi, particolari, da suscitare in chi le osserva, nuove, sconvolgenti, emozioni.

E in questa sua ricerca, Sestini si è sempre più perfezionato proprio nella fotografia zenitale, con la quale gioca nel capovolgere le percezioni visive di chi osserva gli scatti, grazie agli effetti prospettici e alle ombre che ingannano l’occhio umano, facendo apparire la realtà in un determinato modo, ma allo stesso tempo, anche nel suo opposto, come il cielo e mare che sembrano così simili da confondersi, come una nave spiaggiata che apparentemente sembra che stia, invece, placidamente navigando.

La visione zenitale è, appunto, uno scatto fotografico eseguito osservando il soggetto dall’alto, sovrastandolo verticalmente e perpendicolarmente, per ottenere un impatto dimensionale molto amplificato, una visione quasi eterea della realtà.

Le quaranta immagini esposte in mostra, di medio e grande formato, sono il racconto della realtà odierna, ‘l’aria che del tempo’ che stiamo vivendo (come suggerisce lo stesso titolo della retrospettiva). Questi scatti sono un po’ la cartina di tornasole della nostra società, uno sguardo ad ampio raggio, una sorta di visione d’insieme, complessa e articolata, che ci offre un nuovo punto di vista d’osservazione, e nuovi sguardi prospettici, per capire quale aria tira nella nostra società, che realtà, quale tempo, stiamo vivendo; lo stesso formato grande scelto per la stampa, offre al visitatore la possibilità quasi di immergersi nello scatto stesso, di compenetrarlo con lo sguardo, suscitando, tutto ciò, in lui, forti emozioni.

Viste con lo sguardo zenitale, Sestini racconta le bellezze suggestive dell’Italia, come la raffinata eleganza di Firenze, culla del Rinascimento, che qui si racconta attraverso il ‘dialogo tra gli ottagoni della Cupola e del Battistero’ di Brunelleschi; oppure osserva le ‘geometrie del potere’ immortalando l’affascinante Caput Mundi, dall’alto e in notturna, nel ‘dedalo di interessi’ che s’intreccia tra Vittoriano, Palazzo Chigi e Montecitorio.

Ma con il medesimo sguardo racconta anche eventi storici o tragici, entrati già nel nostro immaginario collettivo, come la terribile strage di Capaci, oppure i funerali di papa Giovanni Paolo II, così com’è molto suggestivo lo scatto fotografico di un’altra tragedia umana, sempre ripresa dall’alto: il naufragio della Costa Concordia, che osservata così, piuttosto che apparire spiaggiata, com’è nella realtà, si ha, invece, la percezione che stia placidamente navigando nell’azzurro mare.

Un ribaltamento di piani che desta stupore e curiosità nello spettatore, e ci fa intuire quanto, in fondo, il nostro sguardo possa ingannarci, se gli togliamo punti di riferimento certi e sicuri.

Tra gli scatti stupefacenti di Sestini, presenti in mostra, c’è pure tanta cronaca, come la stupefacente immagine che immortala un barcone di migranti stipato all’inverosimile, fotografato dal cielo, nel 2014, quando come cronista, a bordo di un elicottero, ha partecipato alle operazioni di soccorso nel Mediterraneo. Uno scatto, questo, divenuto iconico, con il quale Sestini ha ricevuto importanti riconoscimenti, come il prestigioso premio World Press Photo 2015, nella sezione General News.

Questa è la forza dirompente della fotografia zenitale, che racconta la realtà in modo del tutto originale e unico, confondendo i piani visivi e mescolando le percezioni del nostro sguardo.

Questa è l’originalità delle fotografie di Sestini, il canto dell’Italia, delle sue bellezze e delle sue fragilità, e della sua grandiosa complessità, tutto racchiuso dentro uno scatto che ha la capacità di confondere e spiazzare lo sguardo dell’osservatore, offrendogli nuovi, stupefacenti, e anche illusori, punti di vista da cui osservare la realtà che ci circonda.

Box informazioni:

‘L’ARIA DEL TEMPO – Fotografie di Massimo Sestini’

Forma Meravigli

Via Meravigli, 5 – Milano

dall’8 maggio al 4 agosto 2019

Info: www.formafoto.it

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