Il Pranzo di Babette

“Ella ha perduto tutto quello che aveva”, queste le poche parole nella lettera che Babette Hersant consegna a Martina e Filippa, due pie sorelle che abitano il minuscolo paese di Berlevaag.

La voce carezzevole e morbida, dai toni profondi di Lella Costa legge il racconto della Blixen a Pistoia, nel 2017, in occasione della manifestazione I Dialoghi sull’uomo.*

Narrazione gradevolissima quella dell’attrice: offre soprattutto lo spunto per una riflessione sulle relazioni che si rivelano opportunità da cogliere.

Nel testo, che gode di una trama molto lineare, la vicenda si svolge a Berlevaag, più esattamente entro le mura della casa di Martina e Filippa, figlie di un religioso. Babette, una donna in fuga, viene amabilmente accolta e svolgerà lì eccellenti mansioni di governante. Nella lettera che presenterà alle due sorelle un dettaglio si rivelerà decisivo, una sorta di deus ex machina per l’intreccio narrativo: Babette sa cucinare.

Comparsa come un personaggio modesto, di tono quasi minore, la nostra Babette riuscirà ad aggregare in un modo diverso e nuovo la comunità di Berlevaag, fino a quel momento piuttosto asfittica. Il tutto avverrà attraverso il dono di un pranzo, memorabile.

La vincita al lotto di una somma per il tempo decisamente cospicua, diecimila franchi, permetterà a Babette, non più solo governante e cuoca, di colmare di prelibatezze le sue ospiti.

Creerà un pranzo, sontuoso, dando voce, simbolicamente, alla gratitudine provata verso chi l’aveva accolta e ritrovando, al tempo stesso, una propria, e più vera, identità.

Il pranzo di Babette, scritto nel 1950 da Karen Blixen, che in quell’occasione usò il cognome paterno, Dinesen, verrà dato alle stampe in Italia successivamente, abbinato ad altri quattro racconti**.

In qualche modo consacrerà la carriera di una scrittrice che più volte aveva sfiorato il Nobel senza mai raggiungerlo. Le parole lusinghiere di Ernest Hemingway e Orson Welles, personaggi che nutrivano per l’autrice danese un’autentica devozione, la risarciranno, forse in parte, di molte occasioni mancate.

Almeno quanto l’assegnazione al Pranzo di Babette dell’Oscar come miglior film straniero, prestigiosa statuetta conquistata dalla versione cinematografica del 1988, a 26 anni dalla morte della stessa Blixen.

Riferimenti bibliografici

*https://www.youtube.com/watch?v=GJK4PDf2SsY

**K.Blixen,Capricci del destino,Feltrinelli,Milano,2013

*** il menu del pranzo è consultabile in https://www.socialup.it/menu-del-pranzo-di-babette/ letto il 4 aprile 2020

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