Teatro Valle 23 ottobre – 1 novembre 2026   Escaped Alone di Caryl Churchill

Teatro Valle

23 ottobre – 1 novembre 2026

 

Escaped Alone

di Caryl Churchill

traduzione Monica Capuani

un progetto di lacasadargilla

regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni

dramaturg Margherita Mauro

con Caterina Carpio, Tania Garribba, Arianna Gaudio, Alice Palazzi

paesaggi sonori e ideazione spazio scenico Alessandro Ferroni

drammaturgia del movimento Marta Ciappina

scene Marco Rossi e Francesca Sgariboldi

ambienti visivi Maddalena Parise,

drammaturgia delle luci Luigi Biondi

costumi Anna Missaglia

accompagnamento alla ricerca Marco D’Agostin

assistente alla regia Matteo Finamore

produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Roma – Teatro Nazionale

diritti di rappresentazione a cura dell’Agenzia Danesi Tolnay

Nel “riaperto” Teatro Valle, dal 23 ottobre al 1° novembre, lacasadargilla porta in scena Escaped Alone di Caryl Churchill, figura di riferimento e voce tra le più luminose e radicali della drammaturgia britannica contemporanea.

Riconosciuta tra le esperienze più innovative e consolidate del panorama teatrale per la sua cifra stilistica rigorosa e visionaria — tesa tra sperimentazione visiva, drammaturgia sonora e indagine del presente —, l’ensemble romano lacasadargilla firma un allestimento diretto da Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni, con un affiatato cast composto da Caterina Carpio, Tania Garribba, Arianna Gaudio e Alice Palazzi.

Protagoniste della pièce sono quattro imprevedibili signore: Sally, Vi e Lena — amiche di lunga data — che accolgono nel loro giardino la nuova arrivata, la Signora Jarrett. Tra tazze di tè, confidenze e reciproci segreti, le quattro donne si capiscono al volo, si sovrappongono, correggono e interrompono a vicenda, lasciando fluttuare i pensieri in un pomeriggio estivo apparentemente idilliaco. Giovani, mature oppure anziane, le loro età sembrano sottrarsi a ogni rigida definizione: la conversazione scorre leggera, sospesa tra l’intimità domestica e l’affiorare di inquietudini profonde, celebrando lo “scandalo gioioso” della vecchiara in un mondo di perpetua giovinezza che continua mentre tutto attorno sembra annunciarne la fine.

Ma nell’allegro chiacchiericcio, in quella irresistibile incontinenza verbale e nei repentini cambi di tono, irrompono i soliloqui della Signora Jarrett. Rivolte direttamente al pubblico, le sue visioni spalancano squarci vertiginosi: scenari di distruzione, grotteschi e terribili, che fanno precipitare il quotidiano dentro un’apocalisse già in corso. È il formidabile dispositivo drammaturgico con cui Churchill incarna il languore delle nostre vite e scompiglia abitudini, certezze e rimossi. La conversazione più ordinaria convive così con l’inaudito; il comico con il tragico; la tazza di tè con la fine del mondo. E mentre il pomeriggio volge al tramonto, quello che sembrava il racconto di quattro esistenze private si allarga fino a diventare il ritratto perturbante di un’intera società, l’annuncio di un possibile tramonto di questa nostra umanità.

Scritto nel 2016 guardando alle bolle speculative e alle derive dell’Occidente, Escaped Alone mantiene a quasi dieci anni di distanza una straordinaria e profetica urgenza: crisi climatica, violenza economica, guerra, solitudini, paura ed estrema fragilità del mondo contemporaneo risuonano con evidenza ancora maggiore e con più aderenza al nostro tempo. Tuttavia, la drammaturgia non cede mai alla pura distopia: alla catastrofe oppone con tenacia l’amicizia, la resistenza dell’ironia e il piacere ostinato della conversazione e della possibilità di stare insieme.

Se nell’originale inglese le protagoniste erano pensate per quattro attrici settantenni capaci di guardare in faccia la fine, lacasadargilla sceglie di declinare la riflessione sulla propria generazione e sul proprio nucleo storico di interpreti: «Quando abbiamo avuto il privilegio di conoscere Caryl Churchill al Coronet Theatre, le abbiamo chiesto quale fosse l’errore da non fare allestendo Escaped Alone, e lei ha risposto: “Prendere per metafore le visioni della Jarret”. Che siano riferite al presente, al futuro o al passato, quelle visioni sono un dato di fatto oggettivo, qualcosa che è già in corso» — racconta la co-regista Lisa Ferlazzo Natoli. «Riguardo alle interpreti, per lei era ovvio che lavorassimo con le attrici con cui condividiamo il percorso da sempre. Abbiamo così chiesto loro di fare esperienza anzitempo della propria vecchiaia, guardandola dall’ultimo confine dell’età matura, una fase della vita in cui si lotta contro la forza di gravità e i propri tabù. Ci è parso naturale coinvolgere donne della nostra generazione per compiere un viaggio nel tempo, mettendo il naso in un “futuro anteriore” che sta già accadendo». Aggiunge il co-regista Alessandro Ferroni: «Per noi Escaped Alone era un testo da affrontare necessariamente con le proprie compagne di strada, per non simulare ma consegnare allo spettatore l’intimità radicale e perturbante che il testo richiede. Quattro attrici che si stimano, che vogliono stare sul palcoscenico insieme e che si conoscono a fondo sono un’occasione preziosa. Per questo abbiamo deciso di metterlo in scena oggi».

In Escaped Alone utopia e distopia, quotidiano e apocalisse, comicità e sgomento si inseguono e si contaminano. Nel lavoro de lacasadargilla — che dialoga in scena anche con dispositivi tecnologici e linguaggi artificiali —, la scrittura della Churchill diventa lo specchio di uno sguardo femminile sul tempo, sull’età e sulla fine. Il risultato è uno spazio teatrale in cui la razionalità viene continuamente sfidata dall’irruzione dell’impossibile: un teatro in cui si può guardare negli occhi la catastrofe senza restarne paralizzati perché, mentre il mondo finisce, quattro donne continuano ostinatamente a parlarsi.

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