La Trota: due stelle che richiamano una famiglia

Una storia di famiglia che si dispiega tra stoviglie e pentole e che poi magicamente si trasforma in una storia di successi e stelle: questa è la storia della famiglia Serva, alla guida del ristorante “La Trota”, a Rivodutri, da quasi mezzo secolo.

Dai genitori, Rolanda ed Emilio, ai nipoti, Michele ed Amedeo: due giovani esperti nel food & wine oltre che nel marketing, che si susseguono nella storia di questo ristorante. Nel mentre, ci sono i fratelli Maurizio Sandro, eccellenze di un territorio a cui hanno saputo dare lustro, attraverso la loro cucina.

Unici in Europa ad aver sviluppato un menù interamente basato sull’acqua dolce e ad averlo portato a vette altissime, anzi stellate, attestazione di una qualità e di un amore per il proprio lavoro che non ha eguali.

Mamma Rolanda e Papà Emilio sono sempre presenti in questa cucina: del papà c’è l’anima tra queste mura, mentre la mamma è ancora partecipe all’attività e dà il suo contributo con la raccolta delle erbe e la sua passione, racchiusa in una semplice ma fondamentale domanda: “Quanta gente c’è oggi?”

La Trota è un ristorante stellato che vede nelle 2 stelle un punto di partenza per nuovi traguardi e sfide, oltre che un’acclamazione per tanti sacrifici e per l’impegno profuso; ogni piatto è un racconto, un pezzo di vita e di terra, un pezzo di loro stessi che si traduce in un’alchimia di profumi, odori, sapori e colori sapientemente equilibrati.

Emblema di questa eccelsa cucina è l’uovo di carciofo: un piatto apparentemente semplice che racchiude tutti i passaggi della tradizione culinaria laziale. Un carciofo unico, a forma di uovo, con il cuore che rimane liquido. Un piatto in carta solo nel periodo invernale e che costituisce già da solo un valido motivo per cui scegliere “La Trota”. 

Oggi l’ospite che varca la soglia del loro ristorante cambia nome e diviene l’amico di sempre: una persona che si siede a tavola e fa la loro conoscenza, passando dai piatti e vedendo in quelle creazioni una favolosa geometria dei sensi ed una deliziosa architettura dei sapori.

Brani di vita vissuta e morsi di vita presente, con la voglia di scrivere ancora brani da assaggiare e, perché no, da decantare, in una terra come quella reatina che oggi può vantare la sua stella, anzi due, con “La Trota”, nell’attesa che un’ulteriore stella si unisca ad un firmamento luminoso e spettacolare, completando un piatto che sa di perfezione.

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