Matteo Zed e l’arte della Mixology con cui renderci la vita un po’ meno “amara”

Matteo Zamberlan in arte Matteo Zed è un big della mixology italiana (e non solo), con cui è davvero facile perdersi e gustare cocktail emozionanti, che non stancano mai, ma anche discorsi affascinanti e stimolanti.

Figlio d’arte, Matteo Zed si è formato in Giappone e ha lavorato a lungo in America, prima di tornare in Italia dove, attualmente, lavora al “The Court”, il meraviglioso cocktail bar di Palazzo Manfredi, con vista sul Colosseo: una top location con una grande offerta di drink e spirits.

Proprio questo contesto, elegante e stimolante, permette al nostro “paladino del drink” di non sentire la mancanza di quell’elemento di internazionalità, tanto caro a chi sa di essere un vero esploratore, necessario per tenersi costantemente attivi e soddisfare la propria inarrestabile sete di stimoli sempre nuovi. 

Appena rientrato dal Perfect Serve Barshow di Amsterdam, dove ha tenuto una delle sue masterclass, abbiamo avuto il piacere di far due chiacchiere sulle ultime tendenze in tema di cocktail con un big della mixology, Matteo Zamberlan in arte Matteo Zed.

 Forte dell’ intensa esperienza come barman in Giappone ci ha raccontato un po’ la sua evoluzione nel campo della miscelazione e quali sono le tendenze per l’estate 2018.

Sicuramente l’omotenashi, che si può tradurre in italiano con la parola “ospitalità”, ma con un concetto di base completamente diverso che non tiene conto delle profonde istanze filosofiche e culturali che animano la vita di un giapponese. L’ospitalità nipponica è molto lontana dall’essere mera deferenza nel compimento di un servigio, l’Omotenashi esprime profonda dedizione verso l’ospite, ciò che si fa per l’ospite e con l’ospite e quindi anche verso se stessi. 

Da Joe Bastianich al culto dell’Omotenashi, la tradizionale ospitalità giapponese, tante sono le esperienze che vanno ad arricchire il bagaglio di questo professionista, autore anche di un libro da gustare ed assaporare fino all’ultimo sorso, proprio come un drink: “Il grande libro dell’Amaro”, edito da Giunti.

L’amaro è l’ingrediente del momento” ci spiega Matteo, che prosegue affermando: “Gli amari danno valore aggiunto ai cocktail, non sono solo digestivi da bere a fine pasto, ma sanno regalare ad un drink tonalità e sapori molto particolari, sentori eccezionali a seconda delle erbe che li compongono, con cui infondere un tocco di personalità a qualsiasi cocktail.”

Particolarmente adatti alla miscelazione sono gli amari più bilanciati, mentre quelli particolarmente amari vanno bene per i bitter. Una preparazione immensa alla base di tutte le sue affermazioni che possiamo ritrovare nel suo libro: un vero e proprio repertorio illustrato, dedicato all’amaro italiano, con un focus su 300 etichette corrispondenti a realtà produttive tra le più interessanti e coinvolgenti della Penisola. 

Un volume che sta riscuotendo grande successo anche in America e a cui Matteo ha già in programma di affiancarne un altro, non prima, però, di aver portato il locale in cui attualmente lavora, alla vittoria di qualche riconoscimento internazionale importante. 

Ascoltare Matteo è come fare un bagno di grinta, un tuffo “energetico”: tanta voglia di fare, tanti progetti, tanta grinta e, soprattutto, tanta voglia di studiare e non fermarsi mai perché “solo cadendo ci si rialza ancora più forti; bisogna mangiare fango, imparare sempre e puntare in alto.”

Parole, le sue, indirizzate anche a tutti quei giovani che non hanno passione in ciò che fanno e non affrontano questa professione con forza e costante voglia di migliorarsi. 

Il mixology è un mondo in continua evoluzione, dove fermarsi non è solo impossibile, ma proprio concettualmente sbagliato. 

La tendenza di oggi, ad esempio, è quella di andare verso cocktail non più guarniti, spostati verso il minimalismo: niente sprechi, basta poco per rendere un cocktail perfetto, come un bel bicchiere, del resto, anche qui si fa sempre spazio il “less is more”.

In effetti, quando si ha la fortuna di lavorare in un posto a dir poco elegante, con vista sul Colosseo, il monumento più famoso del mondo, ogni drink si arricchisce del sapore della storia e si guarnisce con l’arte e la poesia della location stessa. Elementi che l’esperienza e la mano ferma di Matteo sanno esaltare e miscelare saggiamente e che ci aspettano al The Court, al centro del mondo.

 

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