Sira Hernández, la musica che danza con l’anima.

Quando il corpo diviene direttore d’orchestra di membra che chiedono solo di danzare magicamente avvolte dalla musica, ecco che ci si trova improvvisamente seduti sul pianoforte ad ascoltare la vita di Sira Hernández.

Una vita che si tinge di bianco, rosso e verde, fin dalle sue  prime note: Sira infatti trascorre vent’anni, cruciali per la sua formazione artistica, nel nostro Paese, a Torino, dove si diploma al Conservatorio Giuseppe Verdi, sotto la direzione del maestro Felice Quaranta.

In seguito si reca a Barcellona, dove perfeziona i suoi studi alla Marshall Academy, prendendo lezioni dalla pianista Alicia de Larrocha e partecipando come performer e compositrice, a diversi cicli di concerti e festival internazionali, quali il Festival Peralada, Santa Florentina, il  Festival Internazionale di Musica Classica di Toledo, e il il Festival Internazionale di Musica di Ibiza. In lei convivono due anime, due enormi passioni: la musica e la danza, figure, che si incontrano e sfiorano varie volte,  e che riescono veramente ad unirsi, in un abbraccio intenso, in un matrimonio non solo mistico ma anche carnale, che respira e vive  grazie anche alla collaborazione di Pau Aran, ballerino di straordinaria sensibilità, appartenente alla compagnia di Pina Bausch. Nell’estasi della musica i bellerini di danza contempranea costruiscono un linguaggio corporeo, creando passi sempre nuovi.

Nel 2014 Sira, ha presentato in anteprima, presso il Centro Culturale Arts Santa Mònica di Barcellona,  lo spettacolo “Initiation to the Shadow”, ispirato alle parole del compianto Ángel Crespo, traduttore della Divina Commedia, e di Petrarca, che relegava il suo dolore in questi versi:”All’ombra spoglia i suoi segreti ogni musica, gli unici che non sono solamente suono,ma anche luce occulta fatta musica. L’unico cammino verso i regni che non avremmo mai sospettato”.

Iniziazione all’ombra è un manuale sonoro con cui Sira ci accompagna in un viaggio intimo per gettare alle spalle l’oscurità e trasmettere il concetto di luce che la nascita porta con sè, con omaggi ai nostri grandi autori del passato, tra i quali Primo Levi al Centenario della sua nascita ed Alda Merini, la cui profonda spiritualità è, per Sira, sempre più attuale.

Per lei la musica è un arte che viaggia con altre arti, un’espressione di uno stato d’animo che come un filo lega e dialoga con gli ascoltatori, ma soprattutto  con il suo io, da dove poi alla fine torna abbracciandosi; oggi il suo pianoforte è l’abbraccio più bello che lei ogni giorno e in ogni momento si concede, un matrimonio mistico, spirituale ma anche carnale con il suo sè, con lo strumento per eccellenza che regala  note, ovvero battiti del suo cuore  e che nel suonarlo, ritrova armonie arcane e melodie corali. Il suono è espressione,  musica per eccellenza, e Sira è l’Artista con l’ A maiuscola, che danza suonando, che parla componendo, che legge toccando i tasti, per lei non c’ è un limite o una fine tra le arti, ma tutte le arti e soprattutto la parola in musica, è tra le arti quella che si esprime con più soavità, leggerezza e forza nello stesso tempo.

 

Charles Baudelaire poeta francese straordinariamente grande, sosteneva: “la danza può rivelare tutto il mistero che la musica tiene nascosto”; in Sira la musica cattura ciò che la danza delicatamente accenna, con accenni, toni, suoni e timbri, il suo pianoforte è il suo cerchio da ballo e i suoi tasti le sue scarpine, una simbiosi perfetta e senza tempo.

Il grande musicista austriaco Wolfgang Amadeus Mozart scriveva :”tre cose sono necessarie per un buon pianista: la testa, il cuore e le dita.”

 

In Sira la testa è il suo piano, il cuore la musica, le dita il suo eterno e leggiadro movimento.

 

 

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