27/10/2026 – 01/11/2026 – Milano, Teatro dell’Elfo – Sala Fassbinder MADRI di Diego Pleuteri

27/10/2026 – 01/11/2026 – Milano, Teatro dell’Elfo – Sala Fassbinder

MADRI

di Diego Pleuteri

con Valentina Picello e Vito Vicino

regia Alice Sinigaglia

sound designer Federica Furlani

scenografo Alessandro Ratti

luci Luca Scotton

produzione La Corte Ospitale

coproduzione SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione

con il contributo della Regione Emilia-Romagna

con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

In nomination ai Premi UBU 2025 per la categoria Nuovo testo italiano o scrittura drammaturgica (messi in scena da compagnie o artisti italiani).

Testo vincitore Eurodram 2022 – menzione al premio InediTO 2020

Valentina Picello vince il premio UBU 2025 come migliore attrice

Riparte il 27 ottobre da Milano, al Teatro dell’Elfo – Sala Fassbinder, la tournée di MADRI, testo di Diego Pleuteri interpretato da Valentina Picello e Vito Vicino, con la regia di Alice Sinigaglia. Lo spettacolo è una produzione La Corte Ospitale, realtà di riferimento per la produzione e la promozione della drammaturgia contemporanea, in coproduzione con SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione.

Vincitore di Eurodram 2022, con menzione al Premio InediTO 2020 e nomination ai Premi UBU 2025 nella categoria Nuovo testo italiano o scrittura drammaturgica, Madri torna a incontrare il pubblico con un calendario che toccherà, tra le prime tappe, Milano, Genova, Firenze, Roma, Bolzano e Trento, per proseguire in numerose altre città italiane.

In scena, Valentina Picello, vincitrice del Premio UBU 2025 come migliore attrice e del Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro 2025, e Vito Vicino danno corpo all’incontro tra una madre e un figlio in un pomeriggio di pioggia. Una casa ingombra di scatole e oggetti del passato diventa il luogo di una ricerca ostinata, quella delle parole perdute di una citazione. «Di intimo c’è rimasto solo…?» è la domanda da cui prende avvio un viaggio nella memoria, nell’inconscio e nelle contraddizioni dei legami familiari.

Attraverso una scrittura in cui il pensiero si fa parola e la parola diventa suono, la regia di Alice Sinigaglia costruisce una partitura scenica che restituisce la fragilità dei protagonisti e interroga ciò che rimane dell’intimità, dell’amore e della possibilità di entrare davvero in relazione con l’altro.

Sinossi

Un ragazzo torna a fare visita alla madre durante un pomeriggio di pioggia. Una volta in casa trova il salotto pieno di scatole, sparse sul tavolo, per terra, sopra le sedie. Fra di esse, la donna si muove continuando a parlare.

Sta cercando un vecchio articolo di giornale, letto tempo prima e poi conservato, nel tentativo di ricordare le ultime parole di una citazione. “Di intimo c’è rimasto solo – “e non riesce. Come se la sua vita fosse rimasta bloccata lì, in attesa di completare la frase. In poco tempo il figlio si inoltra insieme a lei nella ricerca. Vana è ogni resistenza. Il richiamo di quella parola scordata è troppo forte, anche per lui. E dalle scatole cominciano a emergere vecchi album di fotografie, romanzi, piccoli inquietanti scarafaggi difficili da uccidere. Sospesi fra sogno e realtà, azione e pensiero, madre e figlio sprofondano dentro quell’inconscio che potremmo dire collettivo, per ritrovare le parole che erano state dimenticate.

Note di regia

Uno dei punti più interessanti del lavoro di Diego Pleuteri su Madri riguarda la riflessione sul pensiero, sulle sue modalità di entrare in circolo nelle vite delle persone e di descrivere la realtà. I due personaggi scritti da Diego hanno la testa bucata, i loro pensieri fuoriescono senza sosta in un fiume di ossessioni che senza sforzo diventano parola; parola che di tanto in tanto si attorciglia su sé stessa fino a sparire in un brusio di fondo, ma che altre volte senza nessun preavviso diventa concreta, reale. I fatti che le parole descrivono sono già tutti accaduti e forse non è nemmeno importante se siano accaduti davvero o siano stati solo immaginati. Il dialogare dei protagonisti è l’intreccio di due menti che volentieri diventano una sola e si scambiano continuamente le parti di una consumata vita interiore. In questo eterno monologare, madre e figlio si finiscono le frasi, sì, ma allo stesso tempo non riescono a finire l’unica frase che sembra importare davvero: di intimo c’è rimasto solo? Cercando la fine di una citazione, i due passeggiano a mezz’aria senza nessuna intenzione di scendere a terra. Sono insieme, sì, ma sono anche profondamente soli. Di intimo c’è rimasto solo il pensiero? La solitudine? La regia approfondisce queste domande lavorando sulla parola e quindi sul suono, il più sfuggente degli elementi scenici (come sfuggente è la tenera incertezza dei due personaggi). Polifonico o monolitico, sdoppiato, sovrapposto, un approfondito e complesso lavoro sulla sonorità cerca di restituire tutti i livelli di stratificazione del pensiero, vero protagonista di questo testo. Il dispositivo drammaturgico e quello registico si fondono, le didascalie diventano dialoghi, i dialoghi pensiero, i pensieri monologhi e i monologhi vengono ascoltati da chi dovrebbe interpretarli. Ma da dove vengono le voci? Ci parla? I suoni escono dai cassetti della cucina, dalle scatole in cui lei fruga spuntano microfoni, fonti sonore inaspettate scoprono ricordi, si sdoppia il pensiero e livelli sovrapposti di testo si intersecano in bocca a chi invece sembrerebbe zitto. Qualcuno canticchia una canzone, ma qui nessuno sta cantando ed è qualche altra madre in qualche altra casa di qualche altro mondo che adesso canta la stessa canzone.

La regia ha in questo senso il compito di assecondare e amplificare un sistema di segni e rimandi in grado di complicare gli orizzonti del testo, trasformandolo in partitura musicale. Poiché così fa il pensiero: complica, cresce, cola, straborda, inciampa e ci porta dritto dritto verso noi stessi. Per i due personaggi i corpi sono solo incidenti del caso, incidente è abitare un luogo, ritrovarsi madre accanto al proprio figlio. Di reale c’è rimasto solo? Una cucina sbiadita abitata da due corpi incerti. La scena è un interno senza troppa fantasia, due sedie, pochi oggetti, qualche scatola. Una casa normale e concreta che ha perso colore, che il tempo ha tinto dell’inconsistenza in cui vive la sua proprietaria. In questo luogo spento, la madre si muove non sapendo di essere corpo, non ricordando che i suoi capelli rossi sono il marchio di una violenta vitalità. Una vitalità rimasta senza sfogo che nel tempo ha preso le sembianze di una disperata implosione, ma che ancora turbina dentro di lei. Ed è proprio turbinando per la casa, che l’attrice attira e richiama un mondo che fa rumore e porta scompiglio. Le blatte, il citofono, quel qualcosa che svolazza fuori dalla finestra: è il mondo esterno che cerca di sfondare il regno ovattato in cui i personaggi si trovano. Forse la vita riesce ad entrare anche qui dove non ci si dice mai niente, qui dove l’amore è di chi non sa provarlo e la solitudine è una cappa leggera sopra due esseri coperti di nuvole. Sbordano i contorni di due vite disegnate a matita. Qualcosa si agita sotto la polvere. Di intimo c’è rimasto solo? La vita, per chi trova il coraggio di viverla, anche sbadatamente, per chi ancora e sempre la continuerà a cercare dentro le scatole.

MADRI è il testo con cui il giovane autore Diego Pleuteri vince il prestigioso premio EURODRAM nel 2022. Con la produzione di Madri, La Corte Ospitale prosegue la sua ricerca di nuovi talenti che sostiene e accompagna, con l’obiettivo di favorire l’innovazione della scena contemporanea. Il sodalizio artistico tra Diego Pleuteri e Alice Sinigaglia si rinnova in questo progetto: la regia affidata ad Alice Sinigaglia promette una ricerca nella direzione del lavoro sugli attori in particolare in relazione al suono, che avrà un ruolo chiave nell’allestimento. Il testo, delicato e sottile, prende il via da una suggestione iniziale: “Di intimo c’è rimasto solo…?” I due personaggi scritti da Diego, come suggerisce Alice, hanno la testa bucata, i loro pensieri fuoriescono senza sosta in un fiume di ossessioni che senza sforzo diventano parola. In scena Valentina Picello e Vito Vicino danno corpo ai protagonisti. Di intimo c’è rimasto solo?

Diego Pleuteri nasce a Melzo nel 1998 e frequenta giovanissimo l’ambiente teatrale milanese crescendo e formandosi accompagnato dalle realtà di Campo Teatrale, ATIR e Proxima Res, mentre dal 2019 al 2021 frequenta il corso Autore Teatrale della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Durante il suo percorso formativo incontra, fra gli altri, anche Daria Deflorian, Martin Crimp e Rafael Spregelburd. Madri, scritto nel 2019, riceve nel 2020 la menzione speciale al premio InediTo e nel 2022 entra nella selezione del comitato italiano di Eurodram. Si diploma nel 2024 come attore presso la Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino, diretta da Valerio Binasco e Leonardo Lidi. Nel 2021 è assistente alla drammaturgia per Misantropo di Leonardo Lidi. È qui che nasce la collaborazione con Leonardo Lidi col quale lavora nel 2022 come assistente alla drammaturgia per Misantropo e per cui scrive nel 2023 Come nei giorni migliori, entrambe produzioni del Teatro Stabile di Torino.

Alice Sinigaglia nasce a La Spezia nel 1996. Si diploma in regia alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi nel 2022. Dal 2017 lavora con gli Scarti di La Spezia. Scrive e dirige Domino (Menzione Speciale al Premio Scenario Infanzia 2018) e Il Canto del Bidone (Finalista al Premio Scenario 2021). Insieme al fratello Davide, nel 2023 debutta con Concerto fetido su quattro zampe. Dal 2021 è assistente alla regia di Serena Sinigaglia, con cui cura il saggio di diploma degli attori della Civica Paolo Grassi Senza Titolo.

Trailer https://vimeo.com/1019913066

OTTOBRE 2026

27/10/2026 – 01/11/2026 – Milano, Teatro dell’Elfo – Sala Fassbinder

NOVEMBRE 2026

06/11/2026 – Sogliano al Rubicone (FC), Teatro E. Turroni

07/11/2026 – Ragazzola

12 – 13 /11/2026 – Genova, Teatro Duse

20/11/2026 – Firenze, Teatro Cestello, Festival Cantiere Obraz, ore 20.45

21/11/2026 – Villastrada (Mantova), Teatro Sociale di Villastrada di Dosolo

25/11/2025 – Lugano, Teatro Foce

27/11/2026 – Campi Salentina, Teatro Excelsior

28/11/2026 – Taranto, Teatro Tatà

MARZO 2027

11/03/2027 – Bolzano, Teatro Studio – Stagione di contemporanea regionale

12/03/2027 – Rovereto, Auditorium Melotti

17–21/03/2027 – Roma, Teatro India

23/03/2027 – Castello d’Argile (BO), Teatro comunale casa del popolo

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