Le Belle Bandiere presenta   NON SENTIRE IL MALE dedicato a Eleonora Duse di e con Elena Bucci

Le Belle Bandiere presenta

 

NON SENTIRE IL MALE

dedicato a Eleonora Duse

di e con Elena Bucci

 

17 e 18 ottobre | Teatro Fontana | Milano
dal 7 al 10 gennaio | Teatro Mina Mezzadri | Brescia
13 marzo | Teatro Sociale | Villastrada (MN)

disegno luci per il teatro Maurizio Viani

disegno luci in altri spazi Loredana Oddone/Max Mugnai

cura del suono Raffaele Bassetti/Franco Naddei

nella versione concerto le musiche sono composte ed eseguite dal vivo da Andrea Agostini

assistenza al progetto Nicoletta Fabbri e Gaetano Colella

produzione Le belle bandiere

con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Comune di Russi

grazie a Walter Pretolani per avermi suggerito l’idea e avermi sostenuto nei primi passi

grazie a Claudio Meldolesi e Laura Mariani per essere stati presenti alla prima prova aperta e avere contribuito con il loro lavoro alla drammaturgia

 

 

Il 17 e 18 ottobre, al Teatro Fontana di Milano, Elena Bucci, tra le protagoniste più autorevoli del teatro contemporaneo italiano, porta in scena con Le Belle Bandiere Non sentire il male, creazione di cui è autrice e interprete, dedicata a Eleonora Duse. Nato da una ricerca personale e artistica sviluppata nell’arco di molti anni, lo spettacolo è il luogo di un incontro profondo tra due attrici e due visioni del teatro: attraverso lettere, scritti e testimonianze, Bucci interroga l’eredità di una figura che ha rivoluzionato la scena moderna, riconoscendovi una tensione radicale verso la libertà, una concezione dell’arte incarnata nel corpo e la ricerca incessante di un legame autentico con la vita.

 

Eleonora Duse, nata nel 1858 e morta nel 1924, fu attrice e capocomica. La libertà del suo agire rivoluzionò e sconvolse il teatro del suo tempo. Detestava le biografie, le autobiografie, i centenari e le commemorazioni. Per me, fu anche una grande donna perché lei ebbe coraggio.

 

Questo lavoro mi accompagna da anni e cambia con me fin da quando uscii dalla compagnia del mio maestro Leo de Berardinis per cercare una strada personale, una scrittura, una visione. Incontrai Eleonora, maestra fantasma, in un palazzo abbandonato tra le campagne. Da allora mi ha accompagnato e illuminato nel corso di tante repliche, da Milano a Roma, da Venezia a Mosca, a Parigi.

C’è un tempo della vita in cui non bastano più mestiere, tecnica, lavoro, ma ci si domanda dove ci portino e cosa c’è oltre e altrove. Io ero proprio lì, quando, parlando con un amico sapiente, mi sono accorta che gli scritti e il pensiero della Duse mi avevano accompagnato per tutta la mia vita teatrale. Ho cercato un luogo che mi parlasse e dei compagni generosi, e dedicando questo lavoro a lei ho raccolto i fili delle mie inquietudini, sperando che non fossero solo mie. Non avrei mai avuto il coraggio di questa solitudine senza il calore degli amici e di questo li ringrazio. Non è stato per amor di stravaganza che ho cominciato questo lavoro in un luogo – il Palazzo di San Giacomo a Russi, in stato di abbandono – pieno di memorie storiche e personali. Dovevo creare tutte le condizioni perché fosse possibile l’intensa trasformazione che volevo. Ora si è situato in profondità e con precisione in un luogo interiore che, pur modificando il linguaggio e l’espressione, posso rintracciare in ogni momento. Lo spettacolo è davvero scritto nel corpo, senza retorica, ed è questo che cercavo, e questo è il cuore del mio lavoro su Eleonora Duse, immaginata nel momento in cui, malata e sostituita da Gabriele D’Annunzio nella Figlia di Iorio, prende il copione e recita tutte le parti, tutte le scene, tutte le figure, davanti allo sguardo allucinato di Matilde Serao, puntuale e quasi invadente osservatrice e testimone. Forse in quel momento la Duse, che recitando guariva dai danni della vita, provava a liberarsi e a vedere oltre la materia necessaria, odiata e amata, del teatro: le scene, i costumi, gli attori. Forse sognava di poter volare per un attimo, come altre arti tentavano, in uno spazio dove fosse possibile il teatro senza corpo e senza voce, libero dalla poesia inevitabile della sua continua distruzione nel qui e ora. Liberandosi della materia del teatro, forse immaginava di rinnovare il contatto con la vita, da lei sempre inseguito e fuggito.

Ho attinto a lettere, scritti, testimonianze indirette che percorrono tutto l’arco della sua vita, ed il criterio di scelta è stato assolutamente personale, pur nel tentativo di comprendere e rispettare.

E inevitabilmente, tentando di essere medium di qualcosa che si è molto amato, si parla di sé.

Ho cercato di liberarmi da immagini indotte, stereotipi affascinanti, tentazioni estetiche e credo di avere trovato, nel coraggio e assoluta libertà di lei, una forza preziosa nell’accantonare regole e convenzioni.

Nel corso del tempo ho scoperto le molte facce di Eleonora, le sue molte età e le sue molteplici attitudini, da quella più nascosta e misteriosa, che la rendeva una medium tra vivi e morti, a quella capocomicale e politica. Da tutte, fuse in un unico vortice di energia originale e rivoluzionaria, ho imparato che di nessuno si può mai dire di aver colto l’essenza, essendo ogni vita un romanzo senza fine. Allo stesso tempo ho lavorato perché anche chi non la conosceva potesse attingere a qualcosa di lei. Attraverso Eleonora sono passate tante donne, nascoste in chissà quali pieghe della mia memoria.

Storia di uno spettacolo lungo una vita

Questo lavoro mi accompagna da anni e cambia con me. Cominciai a pensarci appena uscita dalla compagnia di Leo de Berardinis, il mio maestro, con il quale avevo lavorato per tutto il suo periodo bolognese partecipando a grandi spettacoli come Amleto, Re Lear, Totò Principe di Danimarca, Il ritorno di Scaramouche. King Lear N. 1, Lear Opera.

Volevo trovare una mia strada personale, una scrittura, una visione. Mi chiusi in un palazzo abbandonato della Romagna dove feci le prime prove aperte, non immaginando che diventasse uno spettacolo. E invece questo lavoro ha avuto una vita molto fortunata, dal debutto ormai lontano nei Festival di Polverigi, Montalcino e ‘Per antiche vie’, progetto ideato da Mario Martone per il Teatro di Roma e Rai Radio 3 ad una versione per Rai2, realizzata proprio nel palazzo dove il lavoro è nato. Ha replicato in molti spazi, in teatro, all’aperto, in allestimenti speciali per luoghi particolari a lei cari, da Milano a Roma, da Mosca a Parigi, da Asolo alle ville del Brenta, da Chioggia, dove visse la madre, a diversi luoghi di Venezia, sia in occasione del convegno internazionale che ne ha celebrato i 150 anni dalla nascita (per lei, che odiava le commemorazioni…) che nella Biblioteca del Longhena presso la Fondazione Cini dell’isola di San Giorgio. Qui Maria Ida Biggi, coadiuvata da Marianna Zannoni custodisce i maggiori lasciti e ha inaugurato la ‘Stanza della Duse’, un museo in continua trasformazione. Mai avrei immaginato di avvicinarmi tanto ai documenti, ai luoghi, alle suggestioni.

 

Le tre versioni

Ad ogni replica, immergendo i materiali in spazi diversi, la scrittura scenica si trasforma seguendo la linea di tre versioni, che amo allo stesso modo, proprio per le loro differenze: l’avventurosa versione itinerante, che può essere allestita all’aperto o al chiuso; quella per il teatro, per la quale diede il suo prezioso contributo Maurizio Viani, maestro della luce per Leo e per molti dei nostri spettacoli; la versione concerto, per la quale ho chiesto al compositore e pianista Andrea Agostini di realizzare con me le musiche originali e di eseguirle dal vivo.

Elena Bucci

 

 

Link di approfondimento sullo spettacolo

 

Due scritti sullo spettacolo a cura di Elena Bucci

https://bellebandiere.blogspot.com/p/due-scritti-per-non-sentire-il-male.html

 

Note sulle musiche a cura di Andrea Agostini

https://drive.google.com/file/d/1eeVh15PtZO_6IF3T0Bm-KEE4Q6hBxZLV/view

 

Rassegna stampa (recensioni, interviste, presentazioni)

https://drive.google.com/file/d/160X-DYpkDNse1KNpDGO43yBeeyJl6nGy/view

 

Video trailer

https://vimeo.com/243621455

 

Video trailer 2024

https://youtu.be/Q1hfkupBgRg

Le belle bandiere

associazione culturale, compagnia di teatro

via Giordano Bruno 24, 48026 Russi (Ra)

direzione artistica Elena Bucci, Marco Sgrosso

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