Favoloso Calvino. Il mondo come opera d’arte. Carpaccio, De Chirico, Gnoli, Melotti e gli altri

Presso le Scuderie del Quirinale di Roma, il 13 ottobre scorso, si è inaugurato un evento che è un vero e proprio omaggio al grande scrittore italiano, nel centenario della sua nascita. La mostra, curata da Mario Barenghi e organizzata con la casa editrice Electa, è realizzata in collaborazione con la Regione Liguria, il Comune di Genova e la Fondazione Palazzo Ducale e resterà aperta fino al 4 febbraio 2024.

L’esposizione propone un percorso tendenzialmente cronologico, che mira a illustrare i caratteri e l’evoluzione dell’immaginario calviniano, dagli anni di formazione agli anni della maturità artistica, fino ai tanti progetti lasciati in sospeso.

La mostra ripercorre la vita e le opere di Calvino attraverso le immagini che lo hanno ispirato e che ha evocato con i suoi testi e le sue parole. Si tratta di un percorso fantasmagorico che esplora i vari aspetti della cultura e della realtà che hanno attratto la sua curiosità e la sua fantasia. Con circa quattrocento opere, l’esposizione si articola in nove sezioni, che seguono un ordine tematico, introdotte da un generoso apparato di didascalie, citazioni, collegamenti visivi.

La prima è dedicata all’infanzia tra Cuba e Sanremo, dove il bosco e il mare sono elementi ricorrenti nelle sue opere. La seconda sezione riguarda la sua esperienza partigiana, che ha segnato una svolta nella sua formazione e nella sua scrittura. La terza sezione è dedicata al rapporto di Calvino con il cinema, da lui considerato come forma d’arte capace di sublimare la realtà e di stimolare l’immaginazione. Riconosciamo i film che ha amato e recensito, i suoi progetti cinematografici mai realizzati, le sue collaborazioni con registi come Federico Fellini, Ermanno Olmi, Francesco Rosi, le opere di artisti come Alexander Calder, Lucio Fontana, Piero Manzoni, che hanno sperimentato nuove forme di espressione visiva. La quarta sezione è dedicata alle città, ai labirinti e alle mappe, che sono figure simboliche della complessità del mondo e della letteratura. La quinta sezione, che per me è stata la più interessante, è dedicata alle fiabe, al fantastico e al meraviglioso, che sono i generi letterari prediletti da Calvino e che esprimono la sua visione favolosa della

realtà. Si possono vedere le fiabe che ha letto e raccolto, i suoi romanzi e racconti fantastici, le lezioni americane sul valore della letteratura, il tutto contornato dalle opere di artisti come Olafur Eliasson, Bill Viola, Studio Azzurro, che hanno creato atmosfere magiche e suggestive. Si osservano da vicino le opere d’arte che ha ammirato e commentato, le sue collaborazioni con artisti come Tullio Pericoli, Emilio Tadini, Luigi Ghirri, i lavori di artisti come Paul Klee, Wassily Kandinsky, Piet Mondrian, che hanno esplorato le potenzialità astratte e geometriche dell’arte. La sesta sezione è dedicata alla scienza, alla tecnologia e all’ecologia, anche oggi temi di grande attualità. La settima sezione è dedicata all’arte, alla pittura e alla fotografia, che sono fonti di ispirazione e di dialogo per Calvino, che ha sempre cercato di tradurre in parole le immagini che lo colpivano. Qui si possono vedere le opere d’arte che ha ammirato e commentato, le sue collaborazioni con artisti come Tullio Pericoli, Emilio Tadini, Luigi Ghirri, le opere di artisti come Paul Klee, Wassily Kandinsky, Piet Mondrian, che hanno esplorato le potenzialità astratte e geometriche dell’arte. L’ottava sezione è costruita sul suo processo creativo, di cui resta una vasta documentazione relativa a ricerche, progetti, appunti, revisioni. Ci si aggira tra i suoi manoscritti, le sue bozze, le sue schede, le sue macchine da scrivere, le sue corrispondenze con editori, critici, amici, le opere di artisti come Marcel Duchamp, Joseph Cornell, Bruno Munari, ed altri che hanno inventato nuovi modi di concepire e realizzare l’opera d’arte. Le città invisibili sono il cuore dell’ultima sezione, in cui campeggia un’opera di Fausto Melotti, artista al quale Calvino dichiara esplicitamente di essersi ispirato per la serie della «città sottili». Ma qui trovano anche spazio le città di De Chirico e di Borbottoni, le pietre di Magnelli, la grande scacchiera di Enrico Baj.

La mostra è arricchita da oltre 200 opere d’arte, tra dipinti, sculture, fotografie, installazioni, video, che dialogano con testi e immagini, creando un effetto di sorpresa e di suggestione. L’arte è per l’autore un’inesauribile miniera di ispirazioni: le scelte di copertina dei suoi libri (mai casuali, mai secondarie, con gli amati Klee e Picasso); gli scritti dedicati a singoli artisti (Carlo Levi, Giulio Paolini, Fausto Melotti, Giorgio de Chirico, Domenico Gnoli, Saul Steinberg, Luigi Serafini, Enrico Baj, Gianfranco Baruchello, Tullio Pericoli e tanti altri); le opere e le installazioni direttamente ispirate ai suoi libri (Le città invisibili in primo luogo), anche pensate e create per l’occasione da artisti viventi come Emilio Isgrò; le illustrazioni per i suoi volumi (come quelle per le Fiabe italiane di Emanuele Luzzati); i bozzetti teatrali di Toti Scialoja; le esperienze artistiche più recenti accostabili per varie ragioni alla poetica calviniana come quelle di Giuseppe Penone ed Eva Jospin.

La mostra Favoloso Calvino è una occasione unica per conoscere e apprezzare la figura e l’opera di uno dei più grandi scrittori del Novecento, la cui attività letteraria e l’impegno sociale e politico ne hanno fatto un grande artista che ha saputo raccontare il mondo con uno stile inconfondibile e una visione originale e innovativa.

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