Giacometti. La scultura.L’espressione della drammaticità dell’arte

Femme égorgée 76.2553 PG131 La scultura è la forma della vera espressività artistica contemporanea. Nessuna epoca è stata, né probabilmente sarà, tanto legata al corpo, alla forma e alla materia. Moltissimi i grandi interpreti di questa particolare, affascinante e moderna disciplina, basti pensare a Rodin, a Carrà o allo stesso De Chirico. A uno dei massimi esponenti della scultura novecentesca, italiana e non solo, è dedicata la mostra inaugurata il 5 febbraio a Galleria Borghese, che vede protagonista l’opera del grande Alberto Giacometti. La meravigliosa villa romana è la scenografia perfetta per un evento di questo tipo, essendo essa un luogo soprattutto di scultura, con la sua eccezionale collezione di opere classiche greco-romane, rinascimentali, barocche e neoclassiche. La mostra ha quindi lo scopo primario di portare a termine questo percorso alla ricerca dell’interpretazione della figura umana nella statuaria del XX secolo, attraverso le opere di uno dei maggiori interpreti del ‘900. La spinta a raccontare la drammaticità della scultura moderna, in confronto alla classicità delle epoche precedenti, è nata proprio da una delle riflessioni sull’opera di Giacometti, uno specchio perfetto di un secolo controverso, attraversato e dilaniato da sconvolgimenti politici, storici e culturali. In particolar modo il tentativo è stato quello di analizzare il cambiamento della figura umana nella visione degli artisti e il loro rapporto con essa. L’evento rappresenta, dunque una doppia possibilità: quella di conoscere un grande artista, onirico, visionario, moderno, surrealista e al contempo ammirare le sue opere in dialogo con i capolavori raccolti nella Galleria. Opere straordinarie come Femme couchée qui rêve (1929) o Tête qui regarde (1928), il passo pesante dell’Homme qui marche (1947), in cui risuona l’eco di quello affaticato di Enea sotto il peso di Anchise (1619), la Femme qui marche (1932/1936), nera e misteriosa come le sfingi di basalto della Sala egizia, l’equilibrio instabile dell’ Homme qui chavire (1950), fuori asse e pronto a perdere l’equilibrio come il David di Bernini (1623/1624). Quaranta le opere in mostra, tra gessi, bronzi e disegni che accendono l’abbacinante energia di Giacometti, che penetra fino in fondo l’essenza vitale dell’uomo fino a rendere la sua figura scheletrica, espressione più compiuta della tragicità dell’artista, che viene trasmessa all’osservatore, il quale si rende immediatamente conto che le sue sculture creano la parvenza spaziale di una realtà immateriale ma percepibile. All’interno del percorso rivive continuamente il fallire dell’uomo, che è la vera conquista della modernità; nel confronto con la modernità si esalta la grandezza dell’uomo, attraverso le sale che ospitano la mostra. Non ci sono luoghi migliori per questa straordinaria mostra, della grande villa Pinciana, in cui le opere di questo straordinario artista innovativo, drammatico e modernissimo possono essere esaltate dalla grandezza e dalla maestosità dei capolavori custoditi alla galleria; un connubio perfetto, per un viaggio eccezionale.z1

 

Box informazioni:

Giacometti. La scultura.

 Galleria Borghese – Piazzale Museo Borghese, 5

 dal 5 febbraio al 25 maggio 2014

 Info: tel. 06 8413979

 sspsaerm.servedu@beniculturali.it

 

 

Patrizio Pitzalis

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