A Sestri Levante, nella Baia del Silenzio, il Portobello ha imparato a stare sul mare molto prima che quella posizione diventasse un privilegio da raccontare. Qui l’acqua è una presenza continua: accompagna l’arrivo degli ospiti, cambia colore con la luce della sera, entra nelle vetrate della veranda e arriva fino ai tavoli sistemati sulla spiaggia, dove la cena conserva qualcosa di semplice e insieme raro. La forza del ristorante nasce proprio da questo incontro tra un affaccio straordinario, una storia lunga più di sessant’anni e una cucina di mare costruita con misura, qualità e rispetto per il luogo.
Il Portobello nasce negli anni Sessanta, quando la Baia del Silenzio aveva ancora il ritmo più spontaneo delle località di mare e il locale era una trattoria essenziale, diretta, legata alla pesca e alla vita della spiaggia. A fondarlo fu Tamburini, figura rimasta nella memoria del posto anche per un carattere vivace, sanguigno, capace di dare al ristorante un’impronta immediatamente riconoscibile. All’epoca i tavoli venivano sistemati direttamente sulla sabbia, davanti alla strada, in un’idea di ospitalità immediata, vicina al mare nel senso più concreto del termine.
Dopo quella prima stagione, la storia del Portobello è proseguita con Patrizia Zolezzi e Riri, che hanno accompagnato il locale verso una forma più definita, ristrutturandone gli spazi e avvicinandolo alla fisionomia attuale. Negli anni Ottanta arrivano la veranda e la sala bar, due interventi importanti perché trasformano il rapporto con la baia: il ristorante conserva la sua natura marinara e diventa un luogo più accogliente, più strutturato, capace di vivere la spiaggia anche quando la stagione cambia e il mare assume un passo diverso da quello estivo.
Nel 2009 il Portobello entra in una nuova fase con Nicolò Mori, oggi CEO and General Manager dell’Hotel Vis à Vis, che rileva il locale dopo averne intuito il potenziale in un modo quasi romanzesco. La decisione nasce infatti da una cena che avrebbe dovuto essere speciale: il desiderio di conquistare una ragazza brasiliana conosciuta a Parigi, dove Mori aveva vissuto per tre anni, lo porta a scegliere la Baia del Silenzio e quindi il ristorante affacciato direttamente su quella cornice. Quella serata gli consegna un’intuizione precisa. Davanti a un luogo così forte, con una posizione così rara, Mori vede la possibilità di ridare al Portobello una nuova identità, più coerente con la bellezza naturale della baia e con l’esperienza maturata nel mondo dell’ospitalità.
La trasformazione voluta da Mori raccoglie l’anima della trattoria e la porta in una dimensione più contemporanea. Il Portobello resta un ristorante di mare nel senso più autentico del termine, legato alla semplicità delle materie prime e alla riconoscibilità dei sapori liguri, e cambia passo nel look, nel servizio e nella proposta gastronomica. La definizione più vicina alla sua identità è quella di casual chic: un luogo glamour, curato, luminoso, elegante nella sua naturalezza, capace di far percepire la sabbia sotto i piedi anche dentro una cena costruita con attenzione.
Il legame con l’Hotel Vis à Vis si avverte soprattutto nella visione dell’accoglienza. Mori arriva al Portobello con un’esperienza già solida e porta con sé un’idea precisa: la bellezza di un luogo diventa ancora più potente quando viene sostenuta da una cucina coerente, da un servizio attento, da una gestione capace di rispettare la spontaneità del posto e di valorizzarla in ogni dettaglio. Per questo il ristorante è stato ripensato nella sua immagine e nella sua proposta, fino a diventare un indirizzo capace di dialogare con il turismo internazionale, con gli ospiti dell’hotel, con la clientela affezionata di Sestri Levante e con chi cerca una cena sul mare dotata di carattere, ritmo e personalità.
La cucina segue questa stessa traiettoria. Alla guida c’è Delia Mazzucchelli, da nove anni al fianco di Nicolò Mori, dopo le precedenti esperienze di Daniele Sanguineti e, per una sola stagione, di Giorgio Pasta. Il suo lavoro si muove dentro un equilibrio delicato: mantenere leggibile la tradizione ligure e darle una forma attuale, chiara, elegante. Il pesce resta il centro della proposta, trattato con una sensibilità che privilegia la qualità dell’ingrediente, la precisione dei sapori e una tecnica al servizio del piatto.
Il menu cambia più volte durante la stagione, seguendo il mercato, il periodo dell’anno e la disponibilità del pescato. È una scelta che restituisce movimento alla cucina e le permette di restare fedele alla natura del ristorante. Tra le proposte più rappresentative ci sono il crudo di mare del Portobello, composto secondo la pesca, la degustazione di acciughe preparate in diverse versioni, il polpo con patate e verdurine, la zuppa di muscoli con pomodoro, peperoncino e origano. Sono piatti che parlano una lingua riconoscibile, marina, ligure, e arrivano in tavola con una cura che appartiene a un ristorante ormai maturo.
Nei primi, la tradizione incontra una costruzione più raffinata. Lo spaghettino alle vongole conserva il fascino del grande classico, mentre le pennette agli scampi profumate al curry introducono una nota più personale. Il raviolo di branzino con ragù bianco di mare e limoni di Monterosso porta in tavola un’idea di Liguria luminosa, giocata sulla freschezza degli agrumi e sulla delicatezza del pesce. Il Carnaroli risottato al granchio reale con giardino estivo sposta il registro verso una cucina più importante, mentre i tagliolini della casa, proposti con pesto tradizionale accomodato oppure, su richiesta, con riccio di mare, aragosta o caviale, raccontano bene la capacità del Portobello di unire sapori familiari e materie prime preziose.
Anche i secondi mantengono questa doppia anima. Il Cappon Magro della tradizione richiama uno dei piatti più emblematici della cucina ligure, complesso nella composizione e profondamente legato alla cultura marinara. L’ombrina alla ligure, il tataki di tonno in crosta di erbe, la frittura del Portobello con calamari, gamberi e acciughe, la tagliata di manzo con le salse della casa permettono alla carta di accogliere sensibilità diverse, restando dentro una linea precisa. Il mare rimane protagonista, affiancato da proposte capaci di dare respiro al menu e di rendere l’esperienza più libera.
La parte dolce conferma la stessa attenzione: millefoglie con crema al mascarpone, fragole e salsa fondente, mela e Malaga in crosta di pasta fillo con crema pasticcera alla vaniglia, flan al cioccolato, semifreddo al lime con streusel alle mandorle. Dessert pensati per chiudere il pasto con una nota morbida, curata, coerente con il tono della cena e con l’atmosfera della baia.
Accanto alla carta serale, il Portobello propone anche una formula brasserie pensata per il pranzo nei periodi di apertura diurna, da metà marzo a metà giugno e poi da metà settembre a fine ottobre. È una proposta più agile e leggera, costruita per chi vuole vivere la Baia del Silenzio durante il giorno con una cucina semplice, piacevole e ben rifinita. Spaghetti con acciughe, vongole o tre pomodori, trofiette con pesto accomodato, risotto ai frutti di mare, pescato alla ligure, frittura del Portobello, cappon magro, insalate e piatti vegetariani compongono un menu adatto al pranzo sul mare, capace di conservare eleganza anche nella sua immediatezza.
Nei mesi centrali dell’estate, il ristorante concentra la propria energia sul servizio serale. Il caldo, il ritmo della spiaggia e l’intensità della stagione rendono la cena la dimensione più adatta alla sua clientela. Dopo il tramonto il Portobello trova una delle sue atmosfere più compiute: la baia rallenta, il rumore della giornata si abbassa, le luci della veranda si riflettono sull’acqua e il pasto diventa un’esperienza più distesa, quasi sospesa. Nei giovedì di luglio e agosto, questa vocazione notturna prende forma anche nella Plage Nocturne, organizzata sulla spiaggia davanti alla veranda, con un allestimento fatto di ombrelloni aperti e sedute da spiaggia, un menu dedicato, il bar e la musica dal vivo.
Il Portobello è anche una location per eventi privati, matrimoni, ricorrenze e cene speciali. La veranda, le sale affacciate sul mare e la possibilità di costruire menu personalizzati permettono al ristorante di accogliere momenti diversi, mantenendo un’identità precisa. Ogni evento nasce intorno al carattere del luogo, alla luce della baia, alla vicinanza dell’acqua e all’atmosfera della veranda. La Baia del Silenzio diventa parte dell’allestimento, della memoria fotografica, del ritmo della serata.
Negli anni, il Portobello ha accolto anche volti noti del cinema, della musica, della televisione e dell’imprenditoria, oltre a ospiti legati alle serate del festival del cinema che hanno trovato qui un rifugio ideale dopo le giornate ufficiali. È un dettaglio che racconta bene il fascino del locale e il suo modo di stare sulla scena: elegante, internazionale, discreto. Chi arriva qui cerca la bellezza della baia, certo, e trova anche una forma di libertà più rara, fatta di tavoli vicini al mare, conversazioni che durano fino a tardi, bagni notturni al chiaro di luna e cene vissute con naturalezza.
La storia del Portobello è tutta in questa capacità di attraversare il tempo mantenendo un rapporto diretto con il mare. Dalla trattoria con i tavoli sulla sabbia alla bottega storica riconosciuta, dalla veranda degli anni Ottanta alla rinascita del 2009, il ristorante ha seguito l’evoluzione di Sestri Levante portando con sé la memoria della sua origine. Nicolò Mori ne ha raccolto l’eredità e l’ha trasformata in un progetto più contemporaneo, dove il fascino naturale della Baia del Silenzio incontra una cucina di qualità, un servizio curato e un’idea di ospitalità elegante ma accessibile.
Oggi il Portobello si comprende davvero sedendosi a tavola, osservando la baia, sentendo il passo della sera sulla spiaggia e assaggiando una cucina che parte dal mare e dalla Liguria per arrivare a una forma più personale. Il risultato è un luogo che custodisce la memoria della trattoria originaria e la accompagna dentro una dimensione nuova: un ristorante glamour ma semplice, raffinato ma vivo, capace di fare della sua storia e della sua vista una promessa mantenuta.
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