Studio Legale Scodanibbio, la difesa comincia dall’esame dei fatti

Quando nel 2004 apre il proprio studio a Roma, l’Avv. Paolo Scodanibbio ha già lavorato per quattordici anni accanto all’Avv. Adolfo Larussa. Era entrato nel suo studio nel febbraio del 1990, pochi mesi dopo la laurea in Giurisprudenza alla Sapienza, conseguita nel dicembre precedente con una tesi di diritto romano discussa con il professor Feliciano Serrao. Durante quella collaborazione segue procedimenti penali per privati e imprese; nel nuovo studio conserva il rapporto diretto con gli assistiti e la trattazione personale dei fascicoli.

L’iscrizione all’Albo degli Avvocati di Roma risale al 1993. Negli anni trascorsi con Larussa si occupa anche di procedimenti per lesioni e omicidi colposi nell’ambito dell’assistenza a compagnie assicurative e ai loro assicurati. In casi come questi, le perizie medico-legali assumono un peso importante nella ricostruzione dei fatti e nella valutazione delle responsabilità.

La sede dello studio è in via Monte Zebio, nel quartiere Prati, vicino agli uffici giudiziari di piazzale Clodio. Da Roma l’Avv. Scodanibbio segue procedimenti anche in altri tribunali italiani, avvalendosi di colleghi corrispondenti per singoli adempimenti e degli strumenti del processo telematico. Occuparsi direttamente dei fascicoli gli permette di seguire nel tempo le scelte compiute: una richiesta formulata durante le indagini o un documento acquisito possono tornare importanti quando il procedimento è entrato in una nuova fase.

È diverso, naturalmente, trovarsi dalla parte di chi deve difendersi da un’accusa oppure di chi ritiene di aver subito un reato. Per un indagato o un imputato sono in gioco la libertà personale, il lavoro e la reputazione; la persona offesa può aver bisogno di protezione, di partecipare al procedimento e di chiedere un risarcimento. Lo studio assiste entrambe le posizioni e cura anche la preparazione di denunce e querele. Prima di scegliere come procedere, l’avvocato deve confrontare il racconto dell’assistito con gli elementi disponibili. Capire ciò che può essere fatto e ciò che richiede altri accertamenti è già parte di un rapporto che spesso comincia in un momento difficile.

Gli accertamenti medico-legali incontrati nei primi anni tornano, con questioni diverse, nell’attività dedicata alle professioni sanitarie. Una complicazione dopo un intervento, una diagnosi contestata o un trattamento ritenuto inadeguato possono portare medici e pazienti davanti alla giustizia penale. Cartelle cliniche, referti e tempi degli interventi aiutano a ricostruire le decisioni prese e le condizioni del paziente, con il contributo di competenze

specifiche. Lo studio assiste sia i professionisti chiamati a rispondere del proprio operato sia le persone che ritengono di aver subito un danno, ricorrendo quando necessario a consulenti. Un esito sfavorevole, da solo, non basta a stabilire una responsabilità: occorre valutare la condotta, le conoscenze disponibili al momento dei fatti e il suo eventuale rapporto con le conseguenze contestate.

A questa esperienza l’avvocato ha affiancato una formazione specifica. Nel 2020 ha acquisito il titolo di esperto in scienze forensi dopo i corsi FORENSIX I, II e III promossi dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Nelle indagini difensive lo studio può avvalersi di specialisti in medicina legale, informatica, balistica e contabilità. L’esame delle prove digitali ha un ruolo particolare nei procedimenti per frodi informatiche, phishing, furti d’identità e accessi abusivi ai sistemi, nei quali ricostruire provenienza e attendibilità dei dati significa spesso lavorare su dispositivi e comunicazioni elettroniche diversi. L’attività comprende anche la tutela della reputazione online di persone e aziende, con la valutazione delle iniziative consentite per ottenere la rimozione o la deindicizzazione di contenuti diffamatori.

Nelle vicende d’impresa cambiano i documenti, ma resta necessario comprenderne l’origine e il significato. Un bilancio o una procedura di sicurezza vanno letti alla luce dell’organizzazione aziendale e delle responsabilità affidate alle diverse persone. Occorre capire, per esempio, chi ha assunto una decisione e di quali informazioni disponeva. L’Avv. Scodanibbio segue contestazioni societarie, tributarie e fallimentari, ipotesi di riciclaggio e reati finanziari, ambientali o legati alla sicurezza sul lavoro, anche con il supporto di professionisti di altre discipline. La sua attività penalistica comprende inoltre reati contro la persona, il patrimonio e la Pubblica Amministrazione, oltre ai fatti colposi connessi alla circolazione stradale.

Tra gli incarichi per enti pubblici figurano attività di consulenza e difesa legate al diritto d’autore. Nel febbraio del 2015 la cronaca giudiziaria romana riportava un procedimento per truffa ai danni della SIAE relativo ai proventi di oltre duecento opere musicali. L’ente, assistito dall’Avv. Scodanibbio, si era costituito parte civile e il tribunale aveva pronunciato una sentenza di primo grado, rinviando alla sede civile la quantificazione del risarcimento. L’accertamento richiedeva di ricostruire l’attribuzione dei diritti e dei compensi, fra interessi economici e responsabilità penali. Altri incarichi hanno riguardato le funzioni e le attività di amministrazioni pubbliche assistite dallo studio.

La materia penale entra anche in rapporti personali già profondamente compromessi, talvolta durante una separazione difficile. Maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e reati contro la libertà sessuale richiedono interventi tempestivi, soprattutto quando occorre valutare misure di protezione. Il Codice Rosso ha rafforzato gli strumenti previsti per le vittime di violenza domestica e di genere. Dichiarazioni, messaggi e referti possono diventare essenziali per ricostruire l’accaduto, soprattutto quando alle accuse si accompagnano tensioni familiari che durano da tempo. È importante, in questi casi, distinguere una denuncia che non ha trovato conferma da una deliberatamente falsa, la cui

eventuale strumentalità richiede accertamenti specifici. Se nella vicenda sono coinvolti anche dei figli, le conseguenze del conflitto fra gli adulti possono protrarsi ben oltre la conclusione del procedimento giudiziario.

Distinta dalle controversie familiari è l’attività nel processo penale minorile, per il quale l’Avv. Scodanibbio è iscritto nell’elenco dei difensori abilitati. Quando un ragazzo è indagato, il procedimento tiene conto della sua età e delle finalità educative previste dalla legge: possono assumere importanza la messa alla prova, i servizi territoriali e il rapporto con la famiglia e la scuola. Se invece il minore è persona offesa, cambiano le esigenze di ascolto e protezione. Spiegare a un adolescente ciò che accade in tribunale richiede chiarezza, perché le decisioni giudiziarie possono influire anche sul suo percorso di crescita.

Il lavoro svolto nelle prime fasi di un processo può tornare importante anche a distanza di anni. Dal 2006 l’Avv. Scodanibbio è iscritto all’albo speciale per il patrocinio davanti alla Corte di Cassazione e alle altre giurisdizioni superiori, potendo così seguire i propri assistiti anche nei giudizi di legittimità.

La sentenza definitiva, inoltre, non segna sempre la fine dell’assistenza legale. Lo studio segue i procedimenti davanti alla magistratura di sorveglianza, dalle richieste di affidamento in prova al servizio sociale alle altre misure alternative alla detenzione, fino ai permessi e ai reclami previsti dalla normativa penitenziaria. Contano allora il comportamento tenuto, le condizioni familiari, le attività svolte e le possibilità di reinserimento, secondo i requisiti di legge. Sono decisioni che incidono sulla quotidianità della persona dopo la conclusione del processo.

Nel rapporto con l’avvocatura romana torna anche il tema dell’accesso alla difesa. Tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila l’Avv. Scodanibbio partecipa alle commissioni della Camera Penale di Roma e del Consiglio dell’Ordine dedicate alla difesa d’ufficio e al patrocinio per i non abbienti; figura, inoltre, negli elenchi per il patrocinio a spese dello Stato. Il suo contributo prosegue nella formazione dei colleghi, con la partecipazione al comitato di gestione della Scuola di Tecnica e Deontologia del penalista, e nell’Osservatorio sulla Suprema Corte di Cassazione dell’Unione delle Camere Penali Italiane, di cui fa parte fra il 2008 e il 2009. Nel 2010 interviene anche come relatore sulle indagini difensive.

Dopo oltre trent’anni di professione, l’Avv. Scodanibbio continua a seguire personalmente procedimenti anche molto diversi fra loro, affiancandosi quando serve a specialisti o a colleghi di altri fori. Restano a lui la trattazione del fascicolo e il confronto con l’assistito sulle decisioni da prendere. Anche dopo un’udienza, quando sembra che tutto dipenda dall’attesa della successiva, il lavoro sul procedimento prosegue.

 

 

www.studiolegalescodanibbio.it

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