Teatro Torlonia
29 ottobre – 1° novembre 2026
Witch is
di Landi/Mignemi/Paris
drammaturgia Francesca Mignemi
regia Virginia Landi
con Giorgia Iolanda Barsotti, Eleonora Paris, Cristiana Tramparulo
Progetto finalista al bando Regist* Under 35
della Biennale Teatro di Venezia 2022
costumi Rossana Gea Cavallo
musiche e sound design Andrea Centonza
light design Laura De Bernardis
foto di Alessandro Botticelli
produzione Teatro della Caduta e Z.I.A. – Zona Indipendente Artistica
con il supporto di Centro di residenza Toscana Armunia-CapoTrave/Kilowatt
orari spettacolo: tutte le sere ore 20 | domenica ore 18
La figura della Strega come spazio di memoria, resistenza e trasformazione in scena al Teatro Torlonia, dal 29 ottobre al 1° novembre, con Witch is, uno spettacolo della Compagnia Landi/Mignemi/Paris. Protagonista in scena non è il personaggio delle fiabe, bensì l’archetipo di una donna storicamente demonizzata perché libera, autonoma, padrona del proprio corpo e della propria sessualità.
A partire dal Malleus Maleficarum – il trattato del XV secolo che codificò la persecuzione delle presunte streghe – e dal saggio Calibano e la strega di Silvia Federici, lo spettacolo indaga la costruzione della Strega come sistematico strumento di controllo sul corpo femminile, mostrando come la caccia alle streghe sia stata una vera e propria guerra sociale finalizzata ad annientare l’autorevolezza e la libertà delle donne.
In scena, la storia di quella secolare persecuzione si intreccia con le forme — spesso più sottili ma ugualmente violente — di discriminazione che attraversano la contemporaneità. Su questa traiettoria, Giorgia Iolanda Barsotti, Eleonora Paris, Cristiana Tramparulo costruiscono, attraverso corpi, voci, musica e danza, un paesaggio stratificato di racconti, canti, formule rituali e confessioni. Intersecando i punti di vista degli inquisitori, delle donne accusate di stregoneria e delle donne di oggi, Witch is ricompone i frammenti di una memoria rimossa che continua a interrogarci, dettando luce su ciò che è stato censurato, escluso o dimenticato: la Strega, infatti, è anche ciò che resta dopo il rogo.
«Per noi, la Strega non è soltanto una figura ma un luogo in cui storia, folklore, vittime e carnefici si incontrano. Tre attrici in scena hanno poco più dei loro corpi e delle loro voci per far “accadere le cose”. Creano dal nulla attraverso quello che dicono, come solo il teatro (e la magia) permettono di fare – affermano la regista Virginia Landi e la drammaturga Francesca Mignemi – Sono streghe. Sono streghe? Lo spettacolo attraversa tre punti di vista: quello degli inquisitori, di donne accusate di stregoneria e, infine, di donne che abitano il nostro presente e che riflettono sul proprio corpo e sul rapporto che hanno con esso. La parola viene esplorata in tutte le sue possibilità espressive e sonore: si fa poesia, ritornello di canzone, filastrocca, formula magica, confessione, strumento di tortura. Strega per noi è quello che non c’è più o viene censurato. Strega è quello che resta dopo il rogo: la puzza, la cenere, il giudizio, lo stordimento, l’eco di un urlo nelle orecchie, la paura che, prima o poi, possa toccare a noi».
