Sestriere, il Colle delle grandi gare e delle storie quotidiane

A Sestriere le proporzioni cambiano nel giro di pochi giorni. Il Comune conta meno di mille residenti, ma nei momenti di maggiore affluenza può arrivare a ospitare, secondo le stime dell’amministrazione, tra le trenta e le quarantamila persone. Aumentano il traffico, i rifiuti e la richiesta di servizi; alberghi, ristoranti e impianti lavorano a ritmi completamente diversi. Un paese piccolo deve allora funzionare come una destinazione internazionale, senza dimenticare chi continua ad abitarlo quando la montagna torna alla propria quotidianità.

Durante il nostro soggiorno abbiamo avuto l’occasione di incontrare il sindaco Gianni Poncet e la vicesindaca Emanuela Tedeschi Ruspa. Il confronto è avvenuto all’inizio del nuovo mandato amministrativo, dopo le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026 e il Consiglio del 4 giugno, nel quale è stata ufficializzata la composizione della Giunta. Le loro parole ci hanno aiutato a guardare oltre l’immagine più immediata del Colle. Dietro lo sci e le montagne olimpiche vive una comunità che deve far convivere turismo, lavoro, servizi e qualità della vita durante tutto l’anno.

La nascita stessa di Sestriere è legata al turismo. A differenza di molti comuni alpini, cresciuti gradualmente intorno a un nucleo antico, il paese moderno prese forma nei primi anni Trenta attraverso un progetto preciso. La famiglia Agnelli intuì le possibilità del colle tra l’alta Val di Susa e l’alta Val Chisone e avviò la costruzione di una stazione dedicata allo sci, all’ospitalità e al tempo libero. Vittorio Bonadè Bottino lavorò alla progettazione del complesso, lasciando nelle due torri cilindriche il segno più riconoscibile di quella stagione. Ancora oggi dominano il profilo della località e ricordano l’ambizione di realizzare un centro turistico moderno a oltre duemila metri.

Il Comune venne costituito con il regio decreto del 18 ottobre 1934, inizialmente con il nome di Sestrières, modificato l’anno seguente in Sestriere. Nel nuovo territorio confluirono Champlas du Col, parte di Sauze di Cesana e Borgata Sestriere. La nuova organizzazione amministrativa riunì così il Colle e nuclei con storie e tradizioni proprie. Una distinzione ancora importante, perché Borgata, Champlas du Col e Champlas Janvier sono molto più di una cornice intorno agli impianti.

Lo sport entrò quasi subito nella storia della località. Nel 1936 il campo da golf ospitò il Campionato d’Italia Internazionale Omnium, considerato l’Open d’Italia dell’epoca e rimasto un caso eccezionale per l’altitudine del percorso. In seguito fu soprattutto lo sci a portare Sestriere fuori dai confini nazionali. Le gare di Coppa del Mondo, i Mondiali del 1997 e i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Torino 2006 hanno costruito una notorietà internazionale ancora molto forte.

Per Gianni Poncet questo legame precede l’esperienza amministrativa e attraversa buona parte della sua vita professionale. Durante il nostro incontro ha ricordato gli anni trascorsi nella direzione sportiva della Vialattea, il lavoro da allenatore e l’incarico di competition manager per le gare alpine di Torino 2006. Quando dice che «la mia vita è il mondo dello sport», non utilizza una frase scelta per l’occasione: riassume il percorso dal quale deriva anche il suo modo di osservare Sestriere.

Lo slogan “Una montagna di sport” nasce da questa identità, ma rimanda a una questione concreta. Il turismo deve sostenere un’economia che permetta di vivere e lavorare a 2.035 metri, affrontando costi, distanze e stagioni molto diverse. Nei periodi di punta il Comune deve potenziare lo sgombero della neve, la raccolta dei rifiuti, la viabilità e l’assistenza; quando le presenze diminuiscono, occorre mantenere il paese attivo e tutelare residenti e operatori che non possono dipendere soltanto dalle settimane più affollate.

L’inverno conserva un ruolo decisivo. Sestriere occupa una posizione centrale nella Vialattea, comprensorio internazionale che collega le località delle montagne olimpiche piemontesi con Montgenèvre, sul versante francese, attraverso oltre quattrocento chilometri di piste. L’altitudine favorisce anche l’innevamento programmato e Poncet considera questa collocazione uno dei principali punti di forza del territorio, soprattutto quando le precipitazioni naturali diventano meno regolari.

L’alta quota, però, non consente di ignorare i cambiamenti che interessano la montagna. Costi energetici, gestione dell’acqua, tutela del paesaggio e stagioni meno prevedibili richiedono scelte attente. Sestriere continua a investire sullo sci, mentre prova ad allargare i mesi nei quali il territorio può offrire attività e lavoro. L’estate sta così acquistando una fisionomia più definita.

Il passaggio della proprietà di Sestrieres S.p.A. al fondo iCON Infrastructure Partners V, avvenuto nel 2022, ha aperto una nuova fase per gli impianti. Nell’estate 2026 la telecabina Sestriere-Fraiteve e la seggiovia Nube d’Argento sono state messe a disposizione anche per il trasporto delle biciclette, facilitando l’accesso all’alta quota per escursionisti e biker. Il sindaco parla della prospettiva di una «Vialattea estiva»: una rete capace di collegare percorsi, attività e località diverse, invece di affidarsi all’apertura occasionale di singoli impianti.

Il ciclismo occupa già uno spazio importante. Le salite del Sestriere e del Colle delle Finestre appartengono alla storia delle grandi corse, mentre appuntamenti come la Gran Fondo Sestriere-Colle delle Finestre e l’Assietta Legend richiamano appassionati della strada e della mountain bike. Molti arrivano in anticipo per conoscere i percorsi o si fermano con le famiglie. Passeggiate, trekking, golf e altre attività completano la proposta per chi cerca un rapporto meno agonistico con la montagna.

Anche il Sestriere Sport Center contribuisce ad ampliare il calendario. La pista di atletica a otto corsie, rinnovata e inaugurata nel luglio 2021, è intitolata a Elio Locatelli e a Melvin Jones. Allenarsi sopra i duemila metri rende il polo particolarmente interessante per la preparazione in altura. Intorno alla pista si trovano il palazzetto, i campi da calcio e altri spazi utilizzati per ritiri e camp. Gli interventi finanziati dal PNRR “Sport e inclusione sociale”, per oltre 4,7 milioni di euro, hanno ampliato la riqualificazione del complesso, coinvolgendo indirettamente anche alberghi, ristoranti e attività locali.

Lo sport rimane il volto più conosciuto di Sestriere, ma non esaurisce la sua storia. L’incontro con Emanuela Tedeschi Ruspa ci ha portato verso un’altra parte del paese. La vicesindaca, che segue tra le altre le deleghe alla cultura, all’istruzione, ai giovani, alle politiche sociali e all’innovazione tecnologica, affianca allo slogan più noto l’immagine di «una montagna di cultura». Le radici, nelle sue parole, servono a comprendere da dove si parte e a dare continuità alla storia locale.

Casa Olimpia, nata dall’esperienza dei Giochi del 2006, dal novembre 2025 ospita anche la Biblioteca comunale ed è utilizzata per presentazioni, mostre e appuntamenti pubblici. Il Cinema Fraiteve accoglie il Sestriere Film Festival della Montagna e il Sestriere Sport Awards, portando sul Colle documentari, autori, atleti e racconti legati all’ambiente alpino. Sono occasioni anche per chi non scia e desidera conoscere il territorio oltre le attività all’aperto.

La giornata non termina con la chiusura degli impianti. Gli incontri culturali occupano spesso il tardo pomeriggio, quando il paese cambia ritmo. Anche “Gusto in Quota” nasce da questa idea: prodotti, ricette e degustazioni raccontano il Piemonte, le valli e i mestieri della montagna, creando un incontro immediato tra residenti e ospiti.

Alcuni appuntamenti hanno raggiunto nel tempo anche le frazioni, portando l’attenzione verso una parte di Sestriere che merita di essere conosciuta meglio. Basta lasciare il Colle e spostarsi verso Borgata, Champlas du Col e Champlas Janvier per incontrare una dimensione più raccolta, nella quale feste, associazioni ed edifici storici raccontano una memoria precedente alla nascita della grande stazione sciistica.

A Champlas du Col, negli spazi dell’ex scuola, si trova il Museo del Carnevale Storico di Champlas. Costumi, fotografie, cimeli e materiali multimediali ricostruiscono il carnevale delle comunità di Champlas du Col e Champlas Janvier e il significato che questa tradizione ha avuto nella vita delle borgate. È un museo raccolto, nato dalla volontà di preservare riti e ricordi tramandati tra le generazioni. Accanto alle torri e alle Olimpiadi conserva una storia più antica e quotidiana, fatta di gesti, costumi e relazioni tra gli abitanti.

Anche Borgata ha affiancato alle attività invernali nuovi spazi e proposte sportive. L’attenzione alle frazioni, però, non riguarda soltanto il turismo. Mantenere vivi gli edifici, le iniziative e i luoghi d’incontro significa riconoscere che Sestriere è composta da realtà differenti, ognuna con esigenze e risorse proprie. Il Colle resta la parte più visibile, ma il paese non finisce ai piedi delle piste.

Il Comune lavora su questo territorio insieme a realtà che conoscono da vicino operatori e residenti. Roberto Bendinoni, riconfermato nel giugno 2026 alla presidenza della Pro Loco Sestriere, guida un’associazione attiva sul Colle e nelle frazioni. La Pro Loco organizza e sostiene eventi, iniziative per le famiglie, attività sociali e giornate dedicate alla cura dell’ambiente. Gran parte del lavoro nasce dal volontariato e da una presenza costante sul posto, preziosa anche nei dettagli meno visibili.

Massimo Bonetti presiede invece il Consorzio Turismo Sestriere, che riunisce imprese e operatori della filiera locale. Il Consorzio partecipa alle fiere di settore, mantiene rapporti con tour operator e agenzie e coordina la presentazione di strutture ricettive, scuole di sci, attività, impianti e servizi. Pro Loco e Consorzio hanno funzioni differenti, ma entrambi collegano il lavoro del territorio all’esperienza di chi arriva.

Il confronto tra amministrazione, associazioni e categorie economiche non è sempre semplice. Residenti, albergatori, commercianti e gestori degli impianti possono avere priorità diverse, soprattutto durante l’alta stagione. Gli incontri pubblici promossi dal Comune servono a farle emergere e a cercare punti di accordo. Tedeschi Ruspa parla di un filo comune che può passare attraverso sport, cultura e convivialità; Poncet insiste sulla necessità di mantenere solida l’economia turistico-sportiva. Nella pratica i due aspetti sono inseparabili: senza lavoro è difficile restare, ma senza servizi, relazioni e cura degli spazi anche il lavoro può non bastare.

Piste, impianti e grandi eventi resteranno la parte più riconoscibile di Sestriere. Il ciclismo, l’atletica, l’apertura estiva, la cultura e il patrimonio delle frazioni possono però offrire ragioni diverse per salire al Colle e distribuire le presenze su periodi più lunghi. Significa anche permettere ai giovani di immaginare qui una parte del proprio futuro.

Alla fine dell’incontro abbiamo chiesto al sindaco e alla vicesindaca dove si immaginassero tra dieci anni. Poncet si vede ancora serenamente a Sestriere, così come Tedeschi Ruspa che immagina di viverci stabilmente sul Colle. Parlando del lavoro amministrativo, ha descritto il paese come una casa della quale occuparsi attraverso il decoro, la pulizia, l’ordine e la bellezza. È un’immagine semplice, lontana dalle formule istituzionali. Sestriere deve accogliere migliaia di persone senza smettere di essere la casa di chi vi rimane quando la stagione cambia e la montagna torna soprattutto ai suoi abitanti.

 

Foto S.P.

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