Passaggio Segreto, una pièce scomoda e divertente sul sesso e sull’amore

Locandina Passaggio SegretoNapoli – Dal 20 febbraio al 2 marzo ad ipnotizzare lo sguardo dei napoletani, accorsi numerosi al Teatro Piccolo Bellini, ci ha pensato lo spettacolo Passaggio Segreto frutto di un lungo lavoro collettivo su temi di scottante attualità: la sessualità, il corpo, l’identità di genere, le relazioni tra i generi, il piacere, l’amore, la violenza. La compagnia Figli del Bronx, coadiuvata dall’ottimo lavoro promozionale dell’Ufficio stampa Officine Vonnegut, ha portato in scena uno spettacolo teatrale divertente eppure scomodo, imbarazzante ancorché liberatorio, trasgressivo anche se garbato. Sulla falsa riga dei Monologhi della Vagina di Eve Ensler, la pièce è giocata sulla costruzione di un racconto corale delle nostre esperienze più intime. Gli spettatori, tutti, interagiscono con quanto accade in scena perché ciascuno si identifica con uno o più frammenti delle storie raccontate. In una società che del consumo del sesso ha fatto un grimaldello (basti solo pensare alla mercificazione dei corpi nella pubblicità a scopi di natura squisitamente commerciale), in una contemporaneità che solletica il voyeurismo per trasformare il privato in un evento ad uso e consumo dei media (come succede in occasione di scabrosi fatti di cronaca), in una modernità spezzata esattamente in quel punto di sviluppo costituito dall’ampliamento della libertà personale (dalla violenza contro le donne fino all’omofobia), Passaggio Segreto racconta, disvela, diverte, commuove, fa annuire e fa arrabbiare, ricordandoci quanto la sessualità costituisca, oggi più che mai, un terreno delicatissimo di consapevolezza di sé e di critica di quei meccanismi sociali e culturali profondamente repressivi. A quanti confondono l’esibizione dei corpi svestiti, il turpiloquio agito e parlato in tivù e in rete, l’arroganza del potere in grado di acquistare e assoggettare “la carne giovane”, la maggiore visibilità degli omosessuali le cui rivendicazioni tuttavia vengono puntualmente ignorate con la liberazione sessuale, questa pièce risponde punto per punto, facendosi largo tra ignoranza e pregiudizi. Grazie alla bravura degli attori, alla scrittura veloce ed incisiva, alla scenografia colorata e divertente, alla parola detta e cantata, Passaggio Segreto capovolge se stesso dall’inizio alla fine affinché tutti gli aspetti dell’intimità emergano. Masturbazione, orgasmo, ansia della prestazione cessano di essere argomenti tabù, coperti dal burqa dell’efficientismo del sesso mediatizzato, per tornare ad essere quella geografia di fragilità e di piacere che ci appartiene di fatto e di diritto. La preminenza dello sguardo femminile sul mondo della sessualità rappresenta una scelta di campo condivisibile che traghetta lo spettatore divertito su un altro letto di spine: le diseguaglianze tra i generi. Mentre uno stanco discorso intellettuale continua ad insistere sulla cosiddetta liquidità della vita (anche di quella amorosa), assistiamo in realtà ad un’impennata di violenze e sopraffazioni a danno delle donne, degli omosessuali, dei migranti, insomma di quanti minacciano l’ordine patriarcale. Il simulacro di una vagina che si aggira sul palco ci ricorda invece, attraverso un linguaggio apparentemente infantile e incomprensibile per chi non vuole ascoltare, che per molte donne abortire è diventato sempre più difficile, che molti omosessuali si vergognano di se stessi, che molti uomini continuano a considerare le donne alla stregua di bambole gonfiabili, che la strada da percorrere verso la parità di genere è ancora molto lunga.     

Pasquale Musella

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