Nuova luce sul Circo di Commodo: uno dei più discussi imperatori dell’Antica Roma

Gli archeologi della Soprintendenza ai beni archeologici, guidati da Rita Paris, hanno svelato il Circo di Commodo (161-192 d.C.) nella Villa dei Quintili sull’Appia Antica: un’area in cui le tracce della famosa “campagna romana” si fondono con i fasti della storia. COMMODE_HERCULEGrazie all’utilizzo di sofisticate tecniche di aerofotogrammetria e al rinvenimento di alcuni materiali, gli studiosi sono riusciti a restituirci l’esatta planimetria dell’arena sportiva appartenente ad uno dei personaggi più discussi dell’antica Roma. L’edificio figurava in alcune antiche cartine e la sua esistenza era ipotizzata da molti studiosi: mancavano però certezze e rinvenimenti che né accertassero la presenza e l’esatta localizzazione. L’ippodromo era di dimensioni importanti: lungo 400 metri e con 7.000 posti a sedere sugli spalti. Gli scavi hanno riportato alla luce i “carceres”, cioè i blocchi di partenza per le corse delle bighe, oltre che dei materiali da chirurgia di pronto soccorso. Questi ultimi dimostrano la presenza di un ambiente infermieristico di primo soccorso molto evoluto che era legato alle corse dei cavalli: molto pericolose per fantini e animali. Come usuale nei circhi equestri dell’epoca, al centro della pista sorgeva la spina: un muro lungo 200 metri che serviva per disegnare l’ovale del tracciato. Gli studi, portati avanti dagli archeologi della Soprintendenza, hanno chiarito anche le origini della torretta, a base quadrata in laterizi e alta 6 metri, presente nell’area: si trattava di una delle due strutture che designavano la linea di partenza delle corse. Lo studioso Riccardo Frontoni nei pressi di queste rovine, ha portato alla luce la pavimentazione originale in mattoni e un oggetto di uso comune che ha sorpreso gli archeologi: un bicchierino. Secondo Frontoni questo bizzarro ritrovamento nasconde una notizia curiosa: «Sulle fondazioni della torre ho trovato un bicchierino, come se fondando l’edificio, i romani avessero brindato». Una scena di festa che sembra incredibilmente moderna.L’imperatore Commodo è ricordato dalle antiche fonti come un personaggio eccentrico e vizioso. Elio Lampridio nella Historia Augusta, lo descrive come un depravato, spietato e libidinoso. Aveva il vizio delle corse circensi, amava il teatro e i travestimenti, e gli piaceva scendere nelle arene e combattere come un gladiatore. La memoria dell’imperatore potrebbe però esser stata macchiata dalla sua dura opposizione al Senato, che gli avrebbe così inimicato scrittori e politici dell’epoca. Il Circo equestre è molto simile ma inferiore in grandezza, al vicino e meglio conservato Circo di Massenzio dell’Appia Antica (lungo più di 500 metri e con una capienza di 10.000 posti). Quest’ultimo potrebbe essersi ispirato al circo di Commodo nella sua costruzione. L’area della Villa dei Quintili, scelta da Woody Allen come esempio di edificio termale per il suo “To Rome with love”, potrebbe condurre a nuove scoperte nel brevissimo periodo: il prossimo obiettivo per la squadra di Rita Paris sarà quello di riportare alla luce le scuderie dell’ippodromo.

 

Francesco Consiglio

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