L’orgoglio ferito di Augusto Imperatore

 

Il mausoleo di Augusto Imperatore, situato nel pieno centro storico di Roma nel rione Campo Marzio, è intrappolato in un cantiere, iniziato nel 2007. La piazza stenta a ritornare un luogo degno del suo nome, il monumento sepolcrale attende da secoli una sistemazione che lo riporti vicino allo splendore di un tempo. Il mausoleo, infatti, eretto nel 28 A.C. e terminato nel 31 A.C. raccoglieva le spoglie di Augusto, Agrippina, Nerva e altre illustri personalità romane e fu costruito ispirandosi alla tomba di Alessandro Magno, poiché in quel periodo l’imperatore fece ritorno dall’Egitto.L’area archeologica augustea ha subito nella storia diversi rimaneggiamenti. Vittima di saccheggi nel medioevo, la sua terrazza venne utilizzata come vigneto, nel XII secolo, inoltre, i Colonna vi costruirono un fortilizio. L’unità d’Italia comportò la costruzione degli argini del Tevere che modificarono l’area eliminando il settecentesco porto di Ripetta. Il ventennio fascista, con la rivoluzione razionalista, trasformò l’Urbe. Fu creata Piazza Augusto Imperatore, demoliti abitazioni ed edifici storici (il palazzo Correa e l’auditorium Augusteo) e realizzati i portici metafisici. La riscoperta, grazie al piano regolatore del 1931, svolta dall’architetto Vittoria Ballio Morpurgo, ridonò centralità al monumento augosteo e all’Ara Pacis, liberando gli edifici dalla vegetazione e dal progressivo interramento (1937-1940). Nel 1952 vennero realizzati le scalinate e i muretti che collegano il livello del monumento al livello stradale odierno. La creazione della teca di Meier, costata 16 milioni di euro, rivalorizzando l’Ara Pacis ha arricchito la piazza di una discussa struttura di ultima generazione.Piazza Augusto Imperatore è oggi un insieme non omogeneo di correnti artistiche conflittuali e scarsamente integrate. I portici mussoliniani mal si amalgamano con le chiese barocche, la teca di Meier acceca il mausoleo con un contrasto di colori unico ma non affascinante. I turisti passano veloci senza fermarsi ad osservare il sepolcro (il più grande rimastoci dall’antichità con i suoi 87 metri di diametro contro i 64 metri del mausoleo di Adriano) e spesso senza capire di cosa in realtà si tratti. Un cane bianco e nero sembra essere l’unico visitatore assiduo del monumento insieme ai parcheggiatori abusivi e a qualche homeless; inoltre, in caso di pioggia, il fossato si trasforma in un pantano fangoso. Il mausoleo, nella veste attuale, appare come un vacuo colle verdeggiante, che sottrae vitali parcheggi per gli abitanti di Campo Marzio.19867_19867Serviva, quindi, una riqualificazione. Il comune ha agito tramite concorso internazionale, scegliendo tra 10 gruppi interdisciplinari. Vincitore è stato il progetto “Urbs et civitas” del gruppo diretto dal preside della facoltà di architettura di “Roma Tre” Francesco Cellini (novembre 2006). Il disegno è ambizioso; i lavori iniziati nel 2007 prevedono la realizzazione di due scalinate centrali che collegano la tomba con la chiesa di San Carlo e il museo dell’Ara Pacis . Nella piazza sarà impiantata una bassa vegetazione, così da permettere facilmente futuri interventi di scavo. Il mausoleo sarà reso di nuovo accessibile e riportato allo stesso livello della strada. Il lungotevere passerà sottoterra, una scelta questa che permetterà di creare una suggestiva e spaziosa area pedonale.I costi molto elevati dei lavori (circa 20 milioni per il mausoleo e 25 per il sottopassaggio del lungotevere) e le complesse vicissitudini economiche e politiche del nostro paese, ritardano la riuscita dell’opera, la cui auspicata conclusione era fissata entro il 2010 dall’allora sindaco Veltroni.L’ex sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro nel gennaio 2011 ha dichiarato il 2014 come termine dei lavori di restauro del tridente in coincidenza con il bimillenario della morte di Augusto, deceduto nel 14 dopo Cristo.In realtà sfortunatamente l’anniversario del bimillenario è stato ricordato solamente per un allagamento del fossato che circonda il mausoleo, a causa di una rottura di una tubatura. Proprio quel giorno erano previste delle visite guidate speciali, che nonostante l’acqua, si sono svolte regolarmente. Le polemiche per lo stato di abbandono dell’importante area archeologica si sono susseguite nei giorni successivi.Mentre i lavori di restauro del tridente non decollano, la memoria di Augusto rimane danneggiata, da conquistatore d’Egitto a imperatore dei rovi e delle transenne. Speriamo che il terzo millennio gli regali una sorte migliore.

 

 

 

 

 

Francesco Consiglio

 

 

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