Il caso Schwazer

Dopo gli albori per aver ottenuto la medaglia d’oro a Pechino 2008 l’atleta Alex Schwazer inizia un lungo percorso che lo porterà ad un inaspettato declino. Tutto ha inizio con un controllo antidoping a sorpresa del 30 luglio 2012; quando alla vigilia dell’Olimpiade di Londra viene annunciato che Schwazer è risultato positivo all’eritropoietina (EPO). Gli esami sono stati effettuati dalla WADA (Agenzia Mondiale Antidoping); l’EPO è un ormone glicoproteico che viene prodotto negli esseri umani principalmente dai reni e in misura minore sia dal fegato sia al cervello, la sua funzione è quella di regolarizzare la eritropoiesi (cioè la produzione dei globuli rossi da parte del midollo osseo).download Questo farmaco è considerato come una sostanza dopante poiché gli atleti possono sfruttarne la capacità di aumentare il numero di eritrociti e di conseguenza accrescere il trasporto di ossigeno ai tessuti (nello specifico quello muscolare scheletrico e cardiaco) migliorando così le performance sportive. Successivamente su richiesta del Tribunale Nazionale Antidoping il Coni esclude il marciatore dalla squadra della 50 chilometri di marcia prevista per l’11 agosto 2012. Schwazer in seguito farà una conferenza stampa riconoscendo di aver fatto uso della sostanza incriminata poiché non si riteneva all’altezza dei suoi avversari. Il 23 aprile 2013 il Tribunale Nazionale Antidoping condanna l’atleta ad una squalifica di 3 anni e 6 mesi (che gli permetterà il 30 gennaio 2016 di tornare in tempo per le olimpiadi di Rio) ma nel luglio 2013 nonostante la squalifica ottiene la medaglia d’oro negli Europei del 2008 (Barcellona) a causa dell’irregolarità del passaporto del russo Stanislav Emelyanov. Purtroppo non è stato solo Schwazer a pagare i propri errori anche la pattinatrice Carolina Kostner (sua fidanzata dal 2008 al 2012) è stata accusata di aver fornito copertura al suo ex fidanzato pertanto sarà deferita dalla Procura Antidoping del CONI con una richiesta di 4 anni e 3 mesi di squalifica. In seguito la pattinatrice riuscirà a fare ricorso e a trovare un accordo per la diminuzione della propria pena (diventa di un anno e 4 mesi). Anche Schwazer tenta il tutto per tutto per far in modo che la sua pena sia più lieve (la sua squalifica era di 3 anni e 6 mesi) ma nel luglio del 2015 l’Ufficio di Procura del CONI annuncia che non sarà previsto alcun tipo di sconto della pena (anzi saranno aggiunti altri 3 mesi in più rispetto alla precedente decisione). Se la Kostner potrà essere riammessa alle gare dal primo gennaio 2016 per Schwazer bisognerà attendere fino al 29 aprile 2016. L’ 8 maggio 2016 dopo tre anni e 9 mesi di qualifica il maratoneta torna in gara e vince la 50 km di marcia del mondiale a squadre, che varrà la qualificazione alle olimpiadi di Rio 2016. Ma in seguito a quella vittoria lo Iaaf (Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera) effettua l’ennesimo controllo mirato sui campioni di sangue e urina prelevati una prima volta nel gennaio 2016 (con esito negativo) e poi successivamente ripetuto qualche giorno dopo la qualifica. Il secondo esame ha evidenziato a differenza del primo una quantità fuori norma di anabolizzanti steroidi. L’ 8 luglio 2016 Schwazer chiede le controanalisi ma stavolta a differenza del 2012 non ammette la propria colpa anzi continua a sostenere con forza l’innocenza e soprattutto sostiene l’esistenza di un complotto ai suoi danni negandogli la partecipazione alle olimpiadi di Rio 2016. E’ una ricorsa contro il tempo e il 18 luglio il Tribunale sportivo di Losanna rifiuta il ricorso dell’atleta ma nello stesso tempo offre un’ultima udienza straordinaria. I giorni passano e la sentenza non arriva e Schwazer parte comunque per Rio ma a ridosso della gara dei 10 km di marcia il 10 agosto 2016 il TAS si pronuncia a favore della Iaaf e quindi condanna definitivamente l’atleta a 8 anni di squalifica. Il lungo viaggio per l’Olimpiade di Rio si chiude con un triste epilogo ma la battaglia deve ancora iniziare per giungere alla verità assoluta.
Noemi Deroma

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