Il Barocco in mostra a Roma

Dal 1 aprile al 26 luglio, Palazzo Cipolla, ubicato nella centralissima via del Corso, ospita Barocco a Roma. La meraviglia delle arti, una mostra curata da Mariagrazia Bernardini e Marco Bussagli, promossa dalla Fondazione Roma e organizzata dalla Fondazione Roma-Arte-Musei. La mostra è l’evento centrale da cui irradiano una serie di altre iniziative in luoghi simbolo della Città Eterna. Il calendario di eventi satellite è infatti ricchissimo e comprende location suggestive come Palazzo Braschi, Palazzo Chigi in Ariccia, il Complesso di Sant’Ivo alla Sapienza, i Musei Capitolini, i Musei Vaticani, la Galleria Nazionale di Arte Antica in Palazzo Barberini, l’Oratorio dei Filippini, la Cappella dei Re Magi nel Palazzo di Propaganda Fide, la Galleria Doria Pamphilj, Palazzo Colonna, l’Accademia di Belle Arti di Roma, Castel Sant’Angelo. Il Seicento fu l’età della ‘unità delle arti visive’, teorizzata dal Bernini, nonché della profonda trasformazione del canone pittorico rinascimentale. Rubens dipinse, tra il 1602 e il 1604, il suo bellissimo San Sebastiano curato dagli angeli (in foto) che i curatori collocano all’inizio del percorso. In questo quadro, come in quelli del Guercino, Pietro da Cortona, Salvator Rosa, Guido Reni e molti altri, s’impone la materialità dell’esistenza, il pathos come tensione tra la vita e la morte, tra il sacro e il profano, tra la fede controriformata e la razionalità scientifica. La pittura, in accordo con l’architettura, con l’arredamento e con la scultura, teatralizza l’esistenza allo scopo di esaltare l’eternità dell’effimero. Il Barocco espresse l’inquietudine del suo tempo scandito tra l’altro dall’incontro/scontro con l’alterità del nuovo mondo. Da Roma, sua capitale incontrastata, fino all’America Latina, l’arte incominciò ad incorporare suggestioni molteplici, divenendo stupore e rappresentazione fantastica dell’incipiente modernità. A Roma, in particolare, il mecenatismo di tre papi, Urbano VIII Barberini (1623-1644), Innocenzo X Pamphilj (1644-1655) e Alessandro VII Chigi (1655-1677), sostenne questa nouvelle vague che finì per ridisegnare il tessuto complessivo della città con opere come la Fontana dei Quattro Fiumi e il Colonnato di Piazza San Pietro. Il percorso espositivo si ferma intorno al 1680, anno della morte del Bernini, riuscendo così a raccontare lo spirito del tempo, sollecitando nel visitatore la curiosità di conoscere di più di un’epoca inquieta e per tanti aspetti così simile alla nostra.

 

 

Pasquale01 - Peter Paul Rubens, San Sebastiano curato dagli angeli, 1602-04, Roma, Palazzo Corsini Musella

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