Teatro Torlonia 15 – 18 ottobre 2026 Pazzo ad Arte frammenti di vita che ci ri-guardano

Teatro Torlonia

15 – 18 ottobre 2026

 

Pazzo ad Arte

frammenti di vita che ci ri-guardano

 

liberamente tratto da alcune scene del dramma The Tragedy of Hamlet, Prince of Denmark di William Shakespeare

di Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo

con Giuseppe Pestillo

 

orari spettacoli: tutte le sere ore 20 | domenica ore 18

 

 

Il Teatro Torlonia inaugura la nuova Stagione dal 15 al 18 ottobre con PAZZO ad ARTE – frammenti di vita che ci ri-guardano, spettacolo scritto da Alessandra Nicolini e Giuseppe Pestillo, liberamente tratto da alcune scene del dramma The Tragedy of Hamlet, Prince of Denmark di William Shakespeare.

 

L’Amleto shakespeariano si trasforma in un’azione scenica per un solo attore che attraversa un itinerario di ricerca unico nel suo genere, ideato per accorciare le distanze tra un testo “sacro” del teatro e la vita di tutti i giorni, immergendolo nella dimensione quotidiana della convivialità. Giuseppe Pestillo attraversa infatti una costellazione di personaggi — interpretando Amleto, Polonio, Claudio, Laerte e il Becchino — ma non resta mai solo: sceglie i propri interlocutori direttamente tra il pubblico, trasformando gli spettatori, ad ogni cambio di scena, in Ofelia, Gertrude, Rinaldo o Laerte. Una scelta registica che travalica l’espediente scenico per farsi riflessione sulla natura umana: l’altro diventa un orecchio per i nostri soliloqui, un testimone muto dei nostri dilemmi esistenziali.

 

«La pièce è nata dalla collaborazione con Alessandra Niccolini con l’intento di restituire al Bardo la sua viscerale vicinanza all’uomo» — racconta Giuseppe Pestillo — «Mentre la tragedia personale di Amleto si consuma, la corte di Elsinore si rivela dominata da consigli, prudenza e sospetti: un microcosmo in cui l’altro viene costantemente manipolato o temuto, mentre le grandi pulsioni e la paralisi del pensiero trasformano le imprese in azione. Attraverso questo viaggio tra finzione e realtà, la follia “ad arte” di Amleto diventa la sola lente capace di svelare le finzioni del mondo».

Al centro del progetto vi è l’eredità teorica di Orazio Costa Giovangigli e del suo Metodo Mimico, di cui l’attore si avvale: la drammaturgia attinge direttamente alla traduzione, alle analisi e agli appunti del grande maestro per dare vita a una performance che è pura incarnazione del pensiero shakespeariano. A partire dalla crisi del protagonista e dal suo celebre dilemma — «Essere o non Essere: continuare a vivere, o no?» —, lo spettacolo percorre snodi fondamentali del testo: dalle raccomandazioni oppressive di Polonio alla rottura brutale con Ofelia, costretta a chiudersi in convento; dalle spietate accuse contro la madre Gertrude al tormento del Re Claudio, incapace di pentirsi per il fratricidio commesso poiché ancora avvinghiato ai frutti del proprio crimine. Fino al viraggio finale verso il grottesco affidato alla figura del Becchino: con il ritrovamento del teschio del buffone Yorick, Amleto giunge alla sua meditazione conclusiva sulla democrazia della morte. Indipendentemente da rango, bellezza o astuzia, ogni uomo — che sia politico, avvocato o commerciante — è destinato a ridursi a polvere e ossa.

 

ALESSANDRA NICCOLINI. Allieva e collaboratrice di Orazio Costa per vent’anni. Docente di Metodo Mimico per il Centro di Avviamento all’Espressione di Firenze (1983-85 e 1989-92), la Scuola di Expressione e Interpretazione Scenica di Bari (1985-88), l’Accademia d’Arte Drammatica di Roma (1992-2004), la Scuola Europea per l’Arte dell’Attore di San Miniato (1997-2006) e il Teatro della Pergola di Firenze (2015-19). Ha curato il testo “Orazio Costa – Parlando Del Metodo Mimico” edito da Dino Audino Editore.

 

GIUSEPPE PESTILLO. Attore diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, studia regia del teatro musicale presso il Conservatorio Licino Refice di Frosinone. Come attore ha lavorato con artisti come Mel Gibson, Isabel Coixet, Alessandro Aronadio, Alessandra Niccolini, Gabriele Lavia, spaziando tra cinema, teatro e televisione.

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