Suono bene comune. Riflessioni, esperienze e progetti dalla Pandemia un volume a cura di Antonella Dicuonzo, Francesco Giomi e Ludovico Pieroni

Suono bene comune.

Riflessioni, esperienze e progetti dalla Pandemia

un volume a cura di Antonella Dicuonzo,Francesco Giomi e Ludovico Pieroni

L’esito di un convegno internazionale, promosso dal Dipartimento SAGAS dell’Università di Firenze e da Tempo Reale, sui cambiamenti provocati dalla pandemia nella fruizione e produzione della musica, con inaspettati risvolti attorno all’importanza dell’ascolto e alla percezione sempre più radicata del suono come un irrinunciabile “bene comune” da tutelare e condividere

La pandemia ha determinato un imprevedibile cambio di paradigmi culturali che ha spinto le attività umane, e in particolare molte pratiche performative, a riformularsi in maniera profonda. L’esplosione dell’emergenza sanitaria Covid-19, in particolare, ha causato, specie nella prima fase di lockdown, una forte ricaduta sul paesaggio sonoro dei luoghi di vita e di lavoro: se da un lato si è assistito a una radicale riduzione dell’inquinamento acustico, fattore che ha contribuito all’inserimento del tema del silenzio nel dibattito artistico e culturale, dall’altro lato i vari gradi di isolamento hanno generato nuovi ambienti sonori e la possibilità di godere di esperienze d’ascolto inedite, mentre il trasferimento online di molte attività ha consacrato la rete come ambiente privilegiato sia per la fruizione di musica, sia per la sua produzione, dai concerti “domestici” in live streaming alle registrazioni ambientali raccolte in una molteplicità di mappe sonore.

Il volume Suono bene comune. Riflessioni, esperienze e progetti dalla Pandemia, a cura di Antonella Dicuonzo, Francesco Giomi e Ludovico Pieroniedito da Squilibri, è l’esito di un convegno internazionale su questi temi, tenutosi “a distanza” nel dicembre 2020 e promosso dal Dipartimento SAGAS dell’Università di Firenze e dall’istituto fiorentino Tempo Reale, al quale hanno partecipato numerosi studiosi con prospettive e competenze diverse, da Francesco Remotti a Laura Tedeschini Lalli. Raccoglie pertanto contributi teorici e analitici sul suono, vettore di sorprendente efficacia emotiva durante il periodo del confinamento, con il fine di riflettere sulla sua capacità di ispirare nuove forme di creatività e di attenzione alla “fonosfera”. Attraverso punti di vista molto differenziati tra loro, si affronta così il passaggio dall’idea di suono “emergenziale”, emersa durante la pandemia, a una prospettiva più estesa in cui il suono diventa protagonista di un processo di interesse e valorizzazione, sia come elemento sensoriale che come fattore espressivo, tanto da poterlo intendere come “bene comune”, ovvero oggetto  al quale riferire quanto da tempo è largamente acquisito in ambito giuridico, economico e filosofico attorno a questo concetto.

Il volume è il secondo della collana “Come suona la Toscana”, promossa dal Dipartimento SAGAS dell’Università di Firenze e diretta da Maurizio Agamennone al fine di indagare fenomeni e processi radicati in terra toscana ma di interesse e respiro internazionale, secondo istanze agitate in modo esemplare da Piero Farulli al quale, non a caso, è stato dedicato il primo volume della collana, Storie di Piero. Musica, cultura e società nelle imprese di Piero Farulli, realizzato dello stesso Agamennone.

Suono bene comune. Riflessioni, esperienze e progetti dalla Pandemia, a cura di Antonella Dicuonzo, Francesco Giomi e Ludovico Pieroni, pp. 248, ISBN 9788885571624,  euro 20.

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