Francesco Petrucci
Palazzo Chigi in Ariccia
arti decorative, mobilia, memorabilia, sculture
con la collaborazione di Sofia Laurenti
Gangemi Editore International, Roma 2026
Presentazione: Ariccia, Palazzo Chigi, 24 ottobre 2026, ore 17,00, interventi di Barbara Jatta direttrice dei Musei Vaticani, Enrico Colle direttore del Museo Stibbert di Firenze e l’architetto Dario Del Bufalo.
La pubblicazione si inserisce in un programma editoriale promosso dall’Amministrazione comunale di Ariccia, presieduta dal Sindaco Dr. Gianluca Staccoli, in accordo con Gangemi Editore International. Un primo volume è stato incentrato sulle vicende storico-costruttive della dimora chigiana posta in relazione con la trasformazione architettonica e urbanistica della città, attuata nel XVII secolo sotto la direzione di Bernini (Palazzo Chigi in Ariccia / nel contesto del complesso berniniano e dell’antico feudo chigiano, 2022). Il secondo volume, il presente, è dedicato all’arredamento, mentre un terzo interesserà la collezione di dipinti, donazione comprese.
Il palazzo ducale di Ariccia, caso abbastanza raro nel multiforme panorama delle dimore storiche italiane, grazie a un’attitudine fortemente conservatrice dei principi Chigi avvicendatesi con continuità ininterrotta nella sua proprietà, ospita gli arredi nati per allestire nel Seicento i suoi interni. Essendo stato abitato e vissuto fino agli anni ’80 del secolo scorso, al nucleo originario si sono aggiunti nel corso del tempo oggetti funzionali e di decoro che arrivano grossomodo fino agli anni precedenti il secondo conflitto mondiale.
Alcuni mobili di particolare pregio, tra cui i tavoli berniniani, le consolle settecentesche e altro, compreso un nucleo di dipinti della grande quadreria chigiana, sono pervenuti dopo la vendita allo Stato italiano nel 1917 del Palazzo Chigi di piazza Colonna a Roma, fino ad allora principale residenza della casata. Alcuni limitati arredi sono giunti in sede anche da altre dimore chigiane, mano a mano che queste veniva alienate o abbandonate nel secolo passato.
Il volume è il risultato di anni di ricerche compiute presso l’Archivio Chigi, rimasto dopo la vendita del palazzo romano fino al 1944 in deposito sull’Altana del palazzo ariccino, per poi confluire in deposito perpetuo alla Biblioteca Apostolica Vaticana, di cui costituisce uno dei fondi più prestigiosi. Indagini iniziate da Petrucci all’epoca degli studi universitari, sono state portate avanti nel corso degli anni con successivi approfondimenti, attraverso documenti contabili e inventari della dimora, compulsati con quelli di altre proprietà chigiane per la migrazione di alcuni manufatti.
Ma la pubblicazione è anche il risultato di ripetuti contatti protrattisi per oltre trent’anni con eminenti studiosi, funzionari ministeriali, antiquari e collezionisti, che hanno consentito di comprendere anche la funzionalità di arredi molto particolari, un tempo facenti parte della vita dei ceti più abbienti, ma oggi caduti completamente in disuso.
Tali nuove acquisizioni sono state puntualmente registrate nell’inventario generale, sempre a cura di Petrucci. Nel corso degli anni successivi l’inventario è stato sistematicamente aggiornato, sia inserendo opere e manufatti precedentemente non registrati, sia integrandolo con nuove donazioni o acquisizioni.
Molte modifiche hanno riguardato la corretta attribuzione di varie opere, precedentemente schedate come anonime o con attribuzioni presunte, i cui autori sono stati individuati sulla base delle ricerche archivistiche e storico critiche, confronti con studiosi e comparazioni con la bibliografia generale inerente artisti e artigiani presenti nella collezione.
Il libro ospita saggi di Petrucci che illustrano varie tipologie di arredi presenti nel palazzo: mobilia, arredi liturgici, arredi profani, parati in corame, parati in stoffa e carta, tessuti d’arredo, cornici chigiane, sculture, medaglie, memorabilia, reperti archeologici e il guardaroba Chigi.
Un apporto prezioso è venuto dalla proficua collaborazione con la dott.ssa Sofia Laurenti, vincitrice di un dottorato sui beni culturali presso l’Università degli Studi di Tor Vergata, avente come oggetto l’allestimento e l’arredamento di dimore nobiliari romane, tra cui quelle chigiane.
La dott.ssa Laurenti si è occupata di un capillare catalogo degli arredi divisi per tipologie, fornendo un utile complemento ai saggi generali, incentrati sulle opere più significative. Tale meticoloso lavoro consente di avere un quadro pressoché completo delle categorie di arredi funzionali conservati nella dimora, fino al secolo scorso, necessari per la vita delle persone che la frequentavano. In tal senso credo che questa ricognizione assuma caratteristiche esemplari, anche dal punto di vista metodologico, utili alla schedatura dei patrimoni mobili di altre residenze nobiliari.
Pubblicazione realizzata con il contributo di
Lubea s.r.l. di Giuseppe Mura
