Dal 12 al 22 novembre 2026 L’ULTIMA NOTTE DI GIORDANO BRUNO scritto e diretto da Stefano Reali con Gianluca Guidi, Stefano Messina, Giulia Ricciardi scenografie Carlo De Marino – costumi Laura De Navasques – musiche Stefano Reali Produzione Virginy L’Isola Trovata

Dal 12 al 22 novembre 2026

L’ULTIMA NOTTE

DI GIORDANO BRUNO

scritto e diretto da

Stefano Reali

con

Gianluca Guidi, Stefano Messina, Giulia Ricciardi

scenografie Carlo De Marino – costumi Laura De Navasques – musiche Stefano Reali

Produzione Virginy L’Isola Trovata

Nella notte che precede la sua esecuzione sul rogo di Campo de’ Fiori, Giordano Bruno affronta le ultime ore della sua vita in una cella che diventa spazio mentale, campo di battaglia, luogo dell’anima. È qui che si consuma l’estremo confronto con il cardinale Roberto Bellarmino, inviato dell’Inquisizione, che gli offre un’ultima possibilità di salvezza: l’abiura pubblica delle sue idee.

Quello che prende forma non è un semplice dialogo, ma un duello feroce e lucidissimo sull’idea stessa di Libertà. Libertà di pensiero, di parola, di immaginazione. Da un lato Bruno, filosofo, eretico, visionario, disposto a perdere la vita pur di non tradire la propria identità; dall’altro Bellarmino, uomo di potere, raffinato intellettuale, prigioniero di un sistema che pretende obbedienza assoluta in nome dell’ordine e della fede.

Lo scontro tra i due si fa progressivamente più ambiguo e sottile, fino a ribaltare continuamente i ruoli: chi è davvero libero? L’eretico condannato a morte o l’Inquisitore che serve un’istituzione più grande di lui? Chi è schiavo dell’ideologia, chi dell’immagine, chi della Storia che verrà raccontata?

Accanto a loro, la figura di Elide Caetani introduce una dimensione intima e umana, incarnando il dubbio, la compassione e il legame emotivo con il mondo dei vivi. Attraverso di lei emergono le crepe, le fragilità, e l’eco di ciò che Bruno lascia dietro di sé.

Il testo alterna con grande ritmo registri diversi: è brillante, drammatico, feroce, ma anche sorprendentemente ironico. La parola di Giordano Bruno diventa un ultimo atto di accusa contro ogni forma di censura e repressione del Libero Pensiero, un grido che attraversa i secoli e arriva intatto al presente.

Ma la domanda finale resta sospesa: la Storia è davvero andata come ci è stata raccontata? In fondo, forse, per Giordano Bruno non contava tanto abiurare o meno, quanto lasciare al mondo la certezza di non aver mai rinnegato se stesso. Perché l’immortalità, per un uomo di pensiero, non passa dalla sopravvivenza del corpo, ma dalla forza delle idee.

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