Il 31 ottobre 2026 PROCESSO ALLA MAGIA

Il 31 ottobre 2026

PROCESSO ALLA MAGIA

Una sentenza già scritta. Un caso tutt’altro che chiuso.

ideazione e drammaturgia di

Francesco Frattarelli e Tiziano Grigioni

regia di

Tiziano Grigioni

con

Francesco Frattarelli

Produzione FRO

“Processo alla Magia” è il nuovo spettacolo di magia contemporanea di Francesco Frattarelli. Nasce da un’idea semplice e attuale: in un tempo in cui tutto viene giudicato in fretta, incasellato e sottoposto a sentenze precostituite, anche la magia e lo stupore finiscono sotto accusa. A pesare è anche il pregiudizio feroce dell’utilizzo incondizionato dell’Intelligenza Artificiale, che finisce per abbattere ciò che nessun algoritmo potrà mai replicare: l’intelligenza emotiva, la naturale propensione umana allo stupore, alla meraviglia, al coraggio di credere nell’impossibile.

Lo spettacolo parte proprio da una provocazione – “La magia non esiste” – solo per poterla rovesciare in scena. Una confutazione brillante, profonda, ironica e piena di leggerezza, in cui ogni sentenza o certezza viene smentita da una realtà che va però oltre ogni ordine precostituito, oltre l’immaginazione. Più che un processo vero e proprio, lo spettacolo si fonda sull’espediente narrativo del giudizio per dimostrare che la magia non solo esiste ancora – e sa parlare al presente – ma può ancora far sognare e nutrire la fiducia che anche l’impossibile è possibile, se ci si crede davvero.

“Processo alla Magia” è uno spettacolo moderno, teatrale e fortemente comunicativo, capace di unire stupore, ritmo e divertimento. Al suo interno convivono i diversi linguaggi della magia contemporanea: quella visuale, illusionismo, mentalismo, partecipazione del pubblico, effetti di forte impatto e momenti più sottili e raffinati. Il risultato è un racconto scenico per adulti che alterna meraviglia, sorriso e coinvolgimento senza mai diventare pesante o prevedibile.

«Mi interessava partire da un’idea molto contemporanea: oggi tutto sembra già giudicato prima ancora di essere davvero guardato. Ho voluto prendere questa tendenza e applicarla perfino alla magia, come se anche lo stupore fosse diventato qualcosa da archiviare. In scena, invece, accade il contrario: la sentenza si incrina, il pubblico ride, si sorprende, e la magia riprende spazio in modo diretto, moderno e vivo.»

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