Annika Larsson. Introduction.Ritratto dell’Europa di oggi

Ancora una volta il MACRO di Roma offre al suo pubblico una novità assoluta con la mostra Introduction, prima personale dell’artista svedese Annika Larsson in un’istituzione museale pubblica italiana. Le opere sono introdotte ai visitatori attraverso due video, Blue (2014) e E.A.V. (2011), che presentano i suoi lavori più recenti e il percorso è completato da un’ampia installazione che ne approfondisce il discorso critico. L’esposizione è stata progettata insieme all’Accademia Tedesca di Roma Villa Massimo, dove l’artista svedese è attualmente residente. La sua ricerca si concentra principalmente sulle tematiche controverse della storia sociale dell’Europa moderna e contemporanea. Il film Blue, in particolare, si ispira alla lettura del libro L’azzurro del Cielo scritto da Georges Bataille nel 1935, pubblicato però solo nel 1957 perché ritenuto dall’autore troppo personale e intimo. Il romanzo, scritto all’indomani della salita al potere dei regimi totalitari europei, contiene la premonizione della tragedia globale che sarebbero diventati, di lì a poco, il fascismo e la guerra imminente. La stessa Larsson confessa che, in seguito alla lettura de L’azzurro del Cielo, rimase profondamente stupita dalle analogie con la storia e i fatti dell’Europa odierna. Grazie ad una profonda analisi del messaggio del libro e delle tragedie e le anomalie che investono il nostro continente, l’artista ha avviato una ricerca sul video footage, che gli utenti hanno potuto caricare su internet per anni, digitando le parole chiave del libro. Ciò che ne è venuto fuori è stato un viaggio attraverso l’Europa contemporanea. La Larsson intende sottolineare attraverso una scelta di immagini forti, ossessive e spesso provocatorie, i fondamenti della società odierna, che dovrebbe promuovere la libertà di espressione e di diniego, ammonendo gli osservatori verso i pericoli, i limiti e la degenerazione della democrazia. L’installazione del MACRO racchiude in sé elementi ispirati all’opera di Bataille declinati attraverso situazioni a volte contrastanti tra loro; immagini piacevoli si alternano continuamente a figure terrificanti, che restituiscono un ritratto fosco della storia contemporanea. Ciclicità storica vichiana, relativismo e soggettivismo storico sono i fondamenti dei due video. Lo spettatore è spiazzato, quasi spaesato dall’alternanza delle immagini, che rafforzano l’impatto emotivo e psicologico dell’intera installazione. Un’opera disorientante, che lascia sbalorditi e in riflessione.

 

Patrizio PitzalisZ

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