All’Esquilino i lavori per le condutture del gas svelano una stanza di 2000 anni fa

 Quando la routine ti getta con forza nel cuore della storia. Dei normali lavori per l’istallazione delle tubature del gas in via Alfonso Lamarmora, a due passi da piazza Vittorio in pieno quartiere Esquilino, hanno condotto ad una scoperta eccezionale. Ad un certo punto la scavatrice ha aperto una voragine profonda almeno quattro metri, una stanza affrescata di epoca romana è emersa dalle tenebre: secondo le prime ipotesi si tratta dei resti di una sontuosa abitazione risalente al I secolo d.C., a cavallo tra l’epoca Giulio-Claudia e quella dei Flavi.Opus_Reticulatum_1

Immediata la chiamata alla Soprintendenza per i beni archeologici della Capitale: gli speleologi del centro ricerche “Sotterranei di Roma” guidato da Marco Placidi sono stati i primi a scendere. La stanza misura sei metri di lunghezza ed è affrescata da motivi vegetali, i colori prevalenti sono il rosso-cremisi, il viola e il verde. Le murature presentano il classico “opus reticolatum”, utilizzato nella capitale dal I secolo a.C., l’epoca di Augusto. Celebre per la sua resistenza e solidità, questa tecnica costruttiva era ricoperta normalmente da intonaco, ma in alcune circostanze le geometrie reticolate, sfruttando l’alternanza di colori accostati, servivano per decorare, com’è ben visibile ad Ostia Antica.

In quest’area, occupata un tempo dagli Horti Lamiani, ritrovamenti di questo tipo non sono di certo una sorpresa: alcune statue custodite oggi alla Centrale Montemartini, sono state, infatti, recuperate qui. Secondo Mirella Serolorenzi, responsabile della Soprintendenza per l’area archeologica di Roma: «È troppo presto per fare una valutazione». Le indagini proseguiranno e faranno luce su questo ritrovamento, intanto l’area è stata messa in sicurezza.

 

Francesco Consiglio

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