Nel vivace tessuto culinario della Capitale, dove l’arte bianca si intreccia con l’eccellenza enologica, nasce un progetto che riscrive i canoni della convivialità e dell’eleganza a tavola. Pizza e Bolle group non è soltanto una celebrazione della pizza nelle sue diverse interpretazioni, ma un’idea imprenditoriale che eleva l’esperienza di degustazione attraverso un dialogo raffinato tra impasti sapientemente lavorati e una selezione di bollicine che spaziano dallo Champagne al Franciacorta, dai rifermentati italiani alle cuvée più ricercate.
Il progetto si declina in tre indirizzi distinti, ognuno con una propria identità, legata a una tradizione pizzaiola ben precisa. Sant’Isidoro, situato in Via Oslavia 41, incarna l’anima della pizza napoletana, morbida, con il cornicione pronunciato, frutto di impasti studiati per esaltare la leggerezza e la fragranza. San Martino, in Lungotevere di Pietra Papa 201, rende omaggio alla tradizione romana, con un disco sottile e croccante che sfida la memoria gustativa con abbinamenti sorprendenti. San Biagio, con sedi in Via Oslavia 39E e Viale Europa 15, infine, offre una visione contemporanea della pizza in teglia, leggera, alveolata, impreziosita da topping studiati con precisione gastronomica.
Dietro questa realtà, un team che si muove con armonia tra la tecnica e la passione. Le mani che lavorano gli impasti e quelle che definiscono i topping appartengono a figure diverse, ognuna con una visione precisa della propria arte.
L’esperienza da Pizza e Bolle non si limita a una semplice cena. Ogni locale propone un percorso di degustazione, una sinfonia di sapori pensata per accompagnare il commensale attraverso un viaggio sensoriale. Si inizia con antipasti che già raccontano un’idea di alta cucina: supplì burro, parmigiano e limone, crocchette di patate profumate al rosmarino, bocconcini di bufala DOP con pomodoro fresco e basilico. I fritti, come la frittatina alla carbonara o il filetto di baccalà in pastella al nero di seppia, sono piccoli capolavori di croccantezza e sapore.
Il cuore dell’esperienza è nelle pizze, espressione di tre filosofie diverse ma unite da una ricerca costante della qualità. A Sant’Isidoro, la Super Mary seduce con alici del Cantabrico, peperoncini gialli in agrodolce e pomodori dry; la 3 pomodori + 1 è una celebrazione della materia prima, con un gioco di consistenze e acidità perfettamente bilanciate. San Martino propone la Martino nell’orto, dove la dolcezza della crema di zucca incontra l’amaro della cicoria e la sapidità dei funghi, mentre la Gricia 2.0 rilegge in chiave pizzaiola un classico della tradizione romana con guanciale croccante e pecorino. San Biagio sorprende con il suo lavoro sulla pizza in teglia, dove la croccantezza si sposa a ingredienti lavorati con la cura di una cucina d’autore.
L’abbinamento con le bollicine è il filo conduttore di questa narrazione culinaria. La carta dei vini si distingue per un’ampia selezione che spazia dalle produzioni italiane più rinomate a etichette internazionali di grande pregio. Chi sceglie il percorso degustazione può assaporare un calice di Franciacorta che esalta la delicatezza di un impasto, un Metodo Classico che dialoga con l’intensità di un condimento, un calice di Champagne che esprime tutta la sua mineralità accanto a una pizza dai sapori decisi.
Dietro questo progetto, un’idea ben precisa: rompere gli schemi, sfidare le convenzioni, offrire un nuovo modo di vivere la pizza senza dogmi né confini. Non esistono impasti di serie A o di serie B, né contrapposizioni tra scuole di pensiero. Esiste, piuttosto, un modo colto e consapevole di interpretare una delle espressioni più iconiche della cucina italiana. Non sorprende, quindi, che questa realtà abbia conquistato il favore di un pubblico trasversale, dagli appassionati di alta cucina ai cultori della pizza nella sua essenza più autentica.
A chi varca la soglia di uno dei tre locali viene offerta non solo una cena, ma un’esperienza da ricordare, in cui ogni dettaglio è pensato per esaltare il gusto e il piacere della scoperta. La qualità degli ingredienti, la sapienza negli impasti, l’eleganza dell’abbinamento enologico trasformano un semplice pasto in un momento di puro godimento. E tra le persone che contribuiscono al successo di Pizza e Bolle si trova anche Simone, il cui percorso lo ha portato fino a Londra, dove ha affinato il proprio bagaglio di esperienze prima di approdare in questa realtà.
L’idea alla base di Pizza e Bolle è semplice nella sua genialità: prendere un simbolo della cucina italiana e offrirgli una nuova prospettiva, senza tradirne l’essenza. È un invito a riscoprire la pizza nella sua straordinaria versatilità, con la stessa curiosità con cui si esplora una carta di vini d’autore. È la dimostrazione che anche un piatto profondamente radicato nella tradizione può diventare un terreno di sperimentazione e innovazione.
Chiunque abbia il privilegio di sedersi a uno di questi tavoli, lasciandosi guidare tra impasti, condimenti e bollicine, non potrà che uscirne con la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di unico.
Per scoprire di più, è possibile consultare il sito ufficiale: www.pizzaebolle.it.
