Adagiato tra le dolci colline dell’Appennino romagnolo, il Ristorante del Lago è un luogo dove il tempo sembra rallentare, permettendo ai visitatori di immergersi in un’esperienza che celebra l’arte culinaria, la bellezza della natura e l’amore per le tradizioni. Fondato nel 1971 dai genitori di Catia Bartolini, è stato affidato a lei a partire dal 1997, gestendolo insieme al marito Paolo Bravaccini, fino a passare nelle mani sapienti dei loro figli, Simone e Andrea, due fratelli che hanno saputo trasformare un’eredità familiare in una gemma di eccellenza gastronomica.
I fratelli rappresentano due anime complementari del Ristorante del Lago, capaci di intrecciare talento, passione e una profonda connessione con il territorio in una sinfonia che eleva l’esperienza gastronomica. Cresciuti in una famiglia che ha sempre celebrato il valore del cibo e la bellezza della natura, i due ragazzi hanno ereditato l’amore per l’ospitalità e lo hanno trasformato in una missione. Catia Bartolini ricorda con emozione il percorso dei figli. “Andrea è stato il primo a intuire la necessità di dare una svolta al nostro ristorante”, racconta. “Diventato sommelier professionista nel 2011, ha portato nuove idee e ha saputo guidarci verso una visione più moderna e ambiziosa”. L’evoluzione del locale, iniziata con Andrea, si è completata con l’arrivo di Simone, che già da bambino manifestava il desiderio di diventare chef, scrivendolo con passione e lucidità nei temi scolastici. “Un’insegnante mi fece leggere il suo scritto, e capimmo che quella era la sua strada”, aggiunge Catia.
Simone, il più giovane chef stellato d’Italia, ha portato nella cucina del ristorante una creatività fresca e un rispetto assoluto per gli ingredienti. La sua infanzia, trascorsa tra il profumo dei piatti preparati dalla madre e le lezioni del padre sull’importanza della materia prima, ha plasmato la sua sensibilità verso il cibo. A soli 14 anni, Simone ha iniziato il suo percorso alla scuola alberghiera Pellegrino Artusi di Forlimpopoli, un luogo che lo ha indirizzato verso le esperienze professionali più significative della sua vita. Al San Domenico di Imola, due stelle Michelin, ha appreso l’arte del rispetto e della gestione della materia prima, mentre al Piazza Duomo di Alba, sotto la guida del celebre Enrico Crippa, ha affinato le tecniche innovative che oggi caratterizzano la sua cucina.
Simone descrive il suo approccio culinario con tre parole: territorio, modernità e pulizia del gusto. Questi principi si riflettono nei piatti che ha creato per il ristorante, dove la selvaggina, i funghi, i tartufi e le trote locali diventano protagonisti di composizioni eleganti e sorprendenti. Tra i suoi piatti simbolo, la tartare di trota marinata e affumicata, arricchita da un gelato al basilico e un gel al frutto della passione, racconta l’essenza della sua filosofia: esaltare la semplicità con tecnica e raffinatezza. La stella Michelin recentemente conquistata è il riconoscimento di un percorso che non si ferma qui, ma guarda a nuove sfide con l’ambizione e l’umiltà di chi conosce il valore del lavoro e della dedizione.
Andrea, fratello maggiore di Simone, è la guida esperta dietro l’impressionante cantina del Ristorante del Lago, che ospita oltre 10.000 bottiglie e 1.600 etichette da tutto il mondo. La sua passione per il vino è nata nel 2003 e si è trasformata in una carriera straordinaria grazie a un percorso fatto di studio e premi, tra cui il riconoscimento come Miglior Sommelier d’Italia nel 2023 premiato da Massimo Bottura. Per Andrea, il vino è molto più di una bevanda: è un racconto, un viaggio sensoriale che si intreccia con ogni piatto.
La relazione tra Simone e Andrea non è solo professionale, ma anche profondamente umana. Catia, con orgoglio, parla del loro rapporto speciale: “Siamo una famiglia unita, e questo è stato il nostro segreto. Ognuno di noi ha un ruolo preciso, e ci fidiamo l’uno dell’altro”. Andrea non si limita a proporre vini: li narra, li contestualizza, li trasforma in esperienze uniche per gli ospiti. Il servizio al calice, che include anche mezzi calici, consente abbinamenti perfetti per ogni portata, regalando agli ospiti la possibilità di scoprire sapori inediti e accostamenti sorprendenti.
La filosofia dei fratelli Bravaccini si radica profondamente nel territorio che li circonda. Situato ad Acquapartita, piccolo borgo immerso nella natura, il ristorante è circondato da boschi di castagni, sentieri e un lago pittoresco. La natura diventa protagonista non solo del paesaggio, ma anche dei piatti, con ingredienti come funghi porcini, fragoline di bosco e tartufi che si intrecciano nei menù degustazione Classici, Stagione e Caccia. Catia aggiunge che tutto questo è reso possibile grazie alla loro scelta caparbia di restare legati alla loro terra, valorizzandola in ogni dettaglio. “Tantissimi giovani sono andati via, ma noi abbiamo deciso di investire qui, nelle nostre radici. E i miei figli sono la prova che con il lavoro e la passione si può realizzare un sogno”, conclude.
Ogni dettaglio del ristorante, dal design minimal chic con legno chiaro e grandi vetrate fino alla cura nella selezione delle materie prime, riflette l’impegno dei fratelli nel celebrare l’autenticità della loro terra. Guardando al futuro, la famiglia Bravaccini sogna di ampliare l’esperienza del ristorante con la creazione di camere immerse nella natura, per offrire agli ospiti un soggiorno che unisca relax, eccellenza culinaria e bellezza paesaggistica.
Il Ristorante del Lago non è solo un luogo dove mangiare, ma un rifugio per l’anima, dove ogni piatto e ogni calice diventano parte di una storia più grande. I fratelli Bravaccini, con la loro passione e il loro talento, hanno trasformato un’eredità familiare in un’esperienza unica, capace di emozionare e lasciare un segno indelebile nel cuore di chiunque vi metta piede.
