Il nuovo Miyama a San Siro
Verticalità ed eleganza negli arredi,
rigore e gusto in cucina,
calda ospitalità in sala
Riapre interamente ristrutturata
la dimora giapponese
che Cristina e Daniele Zhang
hanno reso in 15 anni un punto di riferimento
per la ristorazione nipponica della zona
ph TamTamMilano
Milano, 3 novembre 2025
Quando – esattamente 15 anni fa – Cristina Hu e il marito Daniele Zhang, aprirono le porte di Miyama, uno dei pochi ristoranti giapponesi della zona, la loro “sushi house” su due piani divenne subito un indirizzo di riferimento per gli appassionati di cucina nipponica che qui potevano trovare diverse specialità sia nella conosciuta versione dei crudi sia in quella meno nota dei piatti cotti.
Oggi Miyama, elegante dimora del sushi, torna ad accendere le sue luci su San Siro dopo una ristrutturazione totale ad opera dello Studio di Architettura e Progettazione Naos Design che per i padroni di casa ha studiato un’immagine “verticale”, contemporanea e raffinata, che se da un lato guarda al rigore e alla vibrante eleganza del Quartiere Ginza a Tokyo, dall’altro non dimentica la calda ospitalità che Cristina e Daniele riservano ai loro ospiti, proponendo una cucina sempre più matura, con proposte inedite e ricerca della qualità nella scelta delle materie prime.
Cristina Hu e Daniele Zhang si conoscono da quasi 30 anni, nel 2009 si sposano e nel 2010 inaugurano Miyama, progetto di vita e sogno imprenditoriale comune dopo rispettive esperienze personali sempre nel mondo della ristorazione. A distanza di 15 anni, ormai perfettamente integrati con il sistema milanese, hanno sentito l’esigenza di rinnovare il locale, non solo a livello architettonico, ma anche con un importante cambio di passo gastronomico oltre il restyling dell’immagine coordinata (dal logo alle divise indossate in sala e cucina).
“Sviluppando e raffinando la proposta della nostra carta, ci siamo resi conto che servivano innanzitutto delle cucine più grandi e meglio organizzate, sia per i caldi sia per la lavorazione dei crudi e del sushi – spiega Cristina Hu – ma il nostro vero desiderio era poter fare un regalo ai clienti di Miyama, rendendo il ristorante sempre più comodo e bello”.
“Oggi possiamo dire di aver raggiunto la stabilità economica – aggiunge Daniele Zhang – e di essere diventati un punto di riferimento per la ristorazione giapponese nella zona Nord-Ovest di Milano, quella di San Siro. Con questo restyling ci piacerebbe ora ricevere un ulteriore riconoscimento per tutte gli anni di lavoro in cui ci siamo impegnati, valorizzando così la nostra crescita imprenditoriale”.
Gli Interni
Il progetto firmato dallo studio di architettura milanese Naos Design non è stato solo un semplice intervento architettonico, ma un percorso che ha attraversato l’essenza giapponese e la matericità più propriamente italiana, fondendo in un elegante tutt’uno rigore compositivo e accoglienza emotiva, quella speciale dei padroni di casa.
“Un nuovo equilibrio – spiega Dario Alessi, fondatore di Naos Design – tra Oriente e Mediterraneo: il restyling del ristorante giapponese Miyama che celebra la verticalità, la luce e il dialogo con la natura.”
Miyama si sviluppa su due piani: al piano terra le cucina, il banco sushi, una prima sala con il bar, una seconda sala intera e una veranda affacciata sul giardino; al primo piano una sala divisa in due ambienti, oltre bagni e spogliatoi.
Il progetto architettonico è stato costruito attorno al principio della verticalità: elementi separatori snelli, arredi a tutta altezza e strutture leggere che scandiscono lo spazio con ritmo e precisione. Le linee verticali non dividono, ma guidano lo sguardo e creano una percezione fluida e ordinata, amplificata da una luce diffusa che modella le superfici e accompagna gli ospiti in un percorso visivo e culinario.
Protagonista il travertino, in diverse declinazioni (rigato/levigato al naturale ed effetto juta) materiale iconico della tradizione italiana, che qui si fonde con il legno in rovere tinto scuro e con
il metallo nella finitura champagne: una palette che evoca le atmosfere orientali e minimaliste di un quartiere alla moda come Ginza. Se la raffinata tradizione italiana si esprime nella scelta dei materiali, il Giappone si ritrova nel rigore e nell’essenzialità degli arredi: ogni complemento è stato pensato per rispettare l’ordine delle cose e degli spazi: vasi, ornamenti, lampade e oggetti decorativi si inseriscono con discrezione, contribuendo a un’estetica essenziale, sobria e contemplativa. Le sedute in bouclé, i tavoli in marmo Emperador, le applique-lanterna a parete e le vetrate a tutta altezza creano un ambiente intimo e raffinato, dove ogni dettaglio è calibrato per generare armonia.
Fondamentale è la connessione con l’ambiente esterno: il giardino giapponese, visibile dalle ampie vetrate della veranda, la sua vegetazione curata e l’illuminazione a piantana gli conferiscono un ruolo centrale e simbolico, evocando l’ospitalità d’ hotellerie dal lusso discreto e avvolgente.
La luce avvolge gli ambienti con calore diffuso, creando un’atmosfera che invita alla relazione e a godere i piaceri della serata.
La Cucina
Votati sin dagli inizi alla cucina giapponese, con particolare attenzione alla lavorazione del sushi, Miyama si è sempre voluto caratterizzare per la presenza di preparazioni calde, alcune delle quali sono diventate oggi un loro piatto classico come gli Involtini di Branzino (gambero avvolto nel branzino, cotto a vapore con verdura di stagione e condito con salsa ponzu).
La progettazione della riapertura è proceduta di pari passo con uno studio attento della carta, che doveva essere rinnovata, alzando il livello delle ricette proposte, mantenendo la qualità della materia prima ma soprattutto non snaturando la selezione dell’offerta.
Lo studio è stato fatto sotto gli occhi attenti di Cristina e Daniele con la consulenza dello chef giapponese Takashi Kido: ciascun piatto è stato pensato, provato, modificato per ottenere sempre il risultato migliore rimanendo però nei confini della gastronomia nipponica contemporanea molto amata dai milanesi.
ph TamTamMilano
Pesce soprattutto, ma anche carni pregiate e verdura, caratterizzati da condimenti fatti in casa per rendere ogni portata unica: così tra gli antipasti si spazia dall’ Ostrica cruda e cotta (ostrica cruda e Kaki Furai, ostrica fritta nel panko, salsa okonomi) alle Hotate Butter Itame (capesante scottate, asparagi, funghi shiitake, salsa di soia e burro) all’Ebirenko Hasami Age (radice di loto fritta ripiena di gambero, shiso e alga nori).
Nei crudi la scelta è molto ampia e variegata: molto interessanti i carpacci di Salmone agli Agrumi (salmone, olio di agrumi, crema di avocado, finocchi e pepe rosa), di Branzino e pompelmo (branzino, suprême di pompelmo, gelée di erba cipollina) e di Otoro Negi Goma sauce (ventresca di tonno rosso, salsa di sesamo nero e gelée di erba), così come le tartare.
Lato sushi oltre alla grande varietà di nigiri, gunkan, hosomaki, temaki e futomaki, ai variegati Moriawase (sushi misto), da Miyama si distinguono per la selezione di Uramaki (attualmente 21 in carta), dove la combinazione degli ingredienti unita alla tecnica di cottura e manualità dei sushi-men, garantiscono un risultato sempre molto equilibrato.
Tra i signature Lobster Maki, tempura di gamberi, topping di astice, avocado, maionese, uova tobiko, Kohako Maki, gambero impanato e avocado, topping di capasanta e gambero crudo, aglio nero, tartufo, jalapeño verde, uova tobiko e Exotic Sake Maki: salmone, Burrata DOP e avocado, topping di tartare di salmone e basilico, salsa mango, wasabi, patata americana croccante.
Passando ai caldi, ci si sposta nell’area del comfort food: Gyuniku Gyoza, ravioli di manzo con Wagyu al vapore, con scaglie di tartufo nero ma anche di verdura con edamame, o di gambero; il Chawan Mushi, un budino salato di uova al vapore, gambero, fungo, edamame, spinaci e tartufo nero, ricetta giapponese di casa, tanto confortevole quanto delicata e il saporito Tempura Nero Ikasumi, con calamaro in tempura al nero di seppia, il mix di spezie furikake spicy, e una salsa salsa aïoli con yuzu.
Dessert creativi alla carta, con ricette di pasticceria contemporanea che abbracciano ingredienti orientali per chiudere con dolcezza la cena.
La carta dei vini copre il panorama italiano con 130 etichette scelte personalmente da Daniele, che è sommelier di secondo livello AIS, senza dimenticare la selezione di Saké e di Whisky di cui il ristoratore è particolarmente appassionato.
NAOS DESIGN STUDIO DI ARCHITETTURA & DESIGN Team NAOS DESIGN: Dario Alessi, Andrea Alessi, Gregorio Pantanali, Daniela Grendene Fondato a Milano nel 1993 dall’Architetto Alessio Alessi, lo studio Naos Design si occupa di ricerca e progettazione Architettonica, Interior e Product Design. Per oltre vent’anni è stato leader nel settore Beauty&Wellness, specializzandosi nella progettazione d’interni e nella realizzazione di arredi unici in collaborazione con i marchi più prestigiosi del settore. Nel 2015, i due figli Andrea e Dario, entrano come soci nello studio ampliando i campi di competenza e puntando soprattutto sul settore Food & Beverage, e in quello residenziale. Affiancandosi a un team di collaboratori specializzati realizzano progetti d’interni per alcuni dei ristoranti più conosciuti in città, affermandosi come uno degli studi emergenti più apprezzati ed innovativi del panorama milanese.
MIYAMA Info pratiche Via Caldera 1 – 20153 Milano Tel. 02 2316 3855 Info: info@miyama.it Miyama.it IG @miyamaristorante Coperti: 80 in totale, di cui 24 al piano superiore, 40 al piano inferiore in veranda e 16 nella sala interna Giorno di chiusura: chiuso la domenica Orari: tutti i giorni dalle 12 alle 14.45, dalle 19 alle 23.30 Prezzo medio: 20 euro a pranzo e 65 euro a cena (bevande escluse) Carte di credito: tutte, anche Satispay Cani: si di piccola taglia Accesso ai disabili: si

