Massimiliano Della Sala: un uomo, uno chef, un architetto del cibo.

Innamorarsi di noi stessi, di quelli che siamo e soprattutto dell’immagine che vogliamo diventare, un immagine splendente e soprattutto positiva, è il sogno di tutti, un sogno che ci fa amare e ci rende persone speciali. 

Amarsi vuol dire scrutarsi e quindi sedersi un bel giorno per disegnare un tracciato della propria esistenza: un tracciato che non tutti vedono da subito in maniera chiara, ma che per ciascuno dovrebbe essere il tracciato che si desidera e che si declina con passione, quello che si sente esplorandosi dentro e che determina poi quello che saremo e diventeremo.

Massimiliano Della Sala, palermitano di origine e oggi residente a Isola del Liri, in Ciociaria, nel Lazio, oggi è un uomo di 38 anni anni che ha preso la matita e disegnato il suo futuro odierno, il suo presente di sempre: quello da Chef.

Profondamente legato alla sua città natale, Massimiliano ama mescolare, unire ed anche confondere con la sua cucina, offrendo qualcosa che sia in grado di riaccendere i ricordi più profondi della memoria. Lo chef si confessa: “cerco sempre di inserire qualcosa della mia memoria o anche di quella collettiva, come la melanzana, il pomodoro ed il pesce, elementi che inserisco spesso nei miei piatti e mi riportano a casa.”

Crescere in terra di Sicilia ti rende per forza di cose una persona amante del buon cibo, di quei colori che si mischiano a spezie, di quei profumi orientali e occidentali, che fanno di un piatto un’architettura di fragranze e di profumi davvero unica, un’architettura che si legge in un patrimonio di pietanze conosciute in tutto il mondo.

Un’infanzia, quella di Massimiliano, che ha portato alla sua maturità con un rapporto speciale con il cibo: esserne innamorato senza saperlo, esserne affascinato con grande trasporto, cucinare per sé e per gli amici, senza sapere che quel fidanzamento sarebbe divenuto un matrimonio indissolubile…

Oggi Massimiliano porta la sua cucina e la sua Sicilia in giro per il mondo, facendo sentire ogni cliente a casa, coccolato e magistralmente trasportato con piatti bellissimi da vedere, ma soprattutto da leggere; i piatti di Massimiliano, infatti, sono le pagine scritte di quel bambino e di quell’uomo oggi 42enne che con passione, ha detto sì alla sua passione e ha trovato la sua vera strada. 

Dal tagliolino con gambero rosso, pesche e basilico, al risotto con funghi, polveri di caffè e cacao, nocciole tostate, fino al girello di vitello con spuma di patate, crema al prezzemolo, crema di alici, e pepe rosa, solo per citarne alcuni: tutte sillabe di un discorso pronunciato in età matura e che vuole solo dire prima a se stesso e poi a tutti i suoi ospiti: “Io credo nel mio estro, nel mio essere Chef, nella mia cucina”.

Consulente, Personal Chef, conoscitore delle materie prime dei suoi metodi di cottura, oggi Massimiliano mette a disposizione la sua cucina, con il desiderio di aprire un ristorante tutto suo o, meglio ancora, una sua seconda casa.

Qui l’ospite diventa quasi un amico ed accede al suo mondo, dove riconosce, nei suoi profumi e sapori, quella che è l’anima di Massimiliano, per sedersi comodamente, assaggiare, assaporare e vedere riflessa la propria vita in quei piatti.

La sua cucina è racconto, è narrazione è pura poesia, che partendo da un punto, ha tracciato una linea infinita, con cui giungere fino a noi e regalarci gustose emozioni.

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