Un piatto, prima ancora di diventare simbolo, nasce quasi sempre da un gesto semplice. Per la famiglia Cilli quel gesto risale ai primi mesi del 1961, nelle campagne attorno a Elice, quando alcuni fattori veterani si ritrovavano al mulino del mugnaio. Erano incontri scanditi dal tempo lento delle stagioni, da una partita a Tressette, da una battuta di caccia e da un bicchiere di vino rosso condiviso senza formalità. In quel contesto rurale, fatto di relazioni autentiche e di ingredienti essenziali, prese forma quasi per gioco la Mugnaia: una pasta ruvida, generosa, capace di racchiudere l’anima più schietta dell’Abruzzo.
Don Cesare Cilli e Margherita compresero presto che quel piatto non era soltanto buono, ma portava con sé un’idea di convivialità profonda. Decisero così di aprire le porte della loro dimora, trasformando l’ospitalità domestica in un luogo di incontro per compaesani e viandanti. Non esisteva un progetto strutturato, ma una visione istintiva: far sentire chiunque a casa, attorno a una tavola imbandita con ciò che la terra offriva e la tradizione suggeriva. Da questa intuizione nacque il Ristorante Da Margherita, destinato a diventare negli anni un punto di riferimento per chi cercava una cucina autentica, lontana da mode passeggere e da sovrastrutture.
Per oltre vent’anni Don Cesare guidò il locale con rigore e semplicità, facendo della Mugnaia il fulcro di una proposta gastronomica fondata sulla sostanza. Quel piatto, nato per gioco, divenne l’emblema di una ristorazione rustica e genuina, capace di raccontare l’Abruzzo senza filtri né compromessi. Nel 1986 il testimone passò al figlio Pasquale, che seppe raccogliere l’eredità paterna e arricchirla con nuove competenze, consolidando il prestigio del ristorante e guadagnandosi un posto di rilievo nel panorama gastronomico regionale.
Gli anni Ottanta segnarono la vera consacrazione. Il nome Margherita iniziò a circolare con insistenza tra gli appassionati di cucina tradizionale e il locale divenne una meta ricercata per chi desiderava riscoprire sapori netti, riconoscibili, fedeli alle origini. La Mugnaia si affermò come cavallo di battaglia, affiancata da una proposta che valorizzava le ricette storiche dell’entroterra abruzzese: primi piatti sostanziosi, carni cotte alla brace secondo rituali antichi, antipasti che raccontavano la cultura contadina attraverso salumi, formaggi e preparazioni calde.
Negli anni Novanta l’ingresso in gestione di Claudio, nipote di Don Cesare, portò una nuova energia senza spezzare il filo della tradizione. Il suo contributo fu quello di chi conosce profondamente il valore della memoria, ma sa anche dialogare con il presente. Sotto la sua guida il ristorante mantenne intatti i sapori tramandati di generazione in generazione, aprendosi a una visione più contemporanea dell’accoglienza e del servizio. La cucina continuò a evolversi con coerenza, rimanendo fedele alle ricette originali e alla costante ricerca di prodotti locali, scelti con attenzione e rispetto.
Il menu racconta questa storia senza bisogno di proclami. La Mugnaia resta il cuore pulsante della proposta, nella versione classica o arricchita dal ferfellone, ma attorno a lei convivono tutti i grandi piatti della tradizione regionale: gli anellini alla pecorara, la chitarrina alla teramana, le sagne realizzate a mano con ceci o fagioli, i ravioli di ricotta, le pappardelle ai funghi porcini e guanciale. È una cucina che parla di gesti ripetuti, di manualità, di rispetto per i tempi della preparazione e di fedeltà al gusto.
La brace è un altro elemento identitario. Arrosticini, agnello, arrosti misti, costate e fiorentine vengono preparati secondo una ritualità che profuma di legna e convivialità. Anche qui non c’è ricerca di effetti, ma attenzione alla qualità della materia prima e alla cottura, affinché ogni piatto restituisca un sapore pieno, riconoscibile, coerente con la tradizione abruzzese.
Questo patrimonio costruito in oltre sessant’anni di storia ha trovato una nuova espressione con l’apertura di Margherita in Centro, nel cuore di Pescara. La cucina storica di Elice e Città Sant’Angelo si è trasferita in città mantenendo intatta la ricchezza dei sapori di una volta. L’ambiente è stato pensato per esaltare il piacere del gusto, in un equilibrio misurato tra familiarità e contemporaneità, capace di dialogare con una clientela urbana senza perdere la propria identità.
Margherita in Centro non è una semplice replica, ma un’estensione naturale di una storia familiare. Il filo conduttore resta l’accoglienza, la cura per il dettaglio, la volontà di accompagnare gli ospiti in un percorso culinario che emoziona attraverso la riconoscibilità dei sapori. Dalla frittellina di benvenuto ai dolci della casa, dalla pizza – che trova spazio accanto alla cucina tradizionale – alle pale pensate per la condivisione, ogni proposta mantiene saldo il legame con la cultura gastronomica abruzzese.
Ristorante Da Margherita e Margherita in Centro rappresentano oggi due capitoli della stessa narrazione. Una storia che attraversa le generazioni, che parte da un mulino di campagna e arriva nel centro di una città senza smarrire la propria anima. L’amore per la cucina e per la terra d’Abruzzo continua a essere il fondamento di ogni scelta, perché le origini non sono solo un ricordo, ma una bussola capace di indicare il futuro.
Dalla Mugnaia di Don Cesare e Donna Margherita fino ai giorni nostri, la famiglia Cilli racconta il proprio territorio attraverso piatti che parlano di memoria, continuità e passione. Una testimonianza concreta di come la vera modernità, in cucina, nasca spesso dalla fedeltà alle proprie radici, dalla coerenza delle scelte e dalla capacità di restare, nel tempo, profondamente riconoscibili.
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