Luigi Maffini, il Cilento di chi ha scelto di mettere al centro la vigna

La vigna è la vera protagonista di questa storia… in Cilento tra Castellabate, Giungano e Trentinara Luigi Maffini con la sua famiglia ha dato vita al suo progetto vitivinicolo.
La storia dell’azienda parte nel 1970, quando il padre di Luigi pianta a Castellabate il primo vigneto. All’inizio è solo un hobby, non ancora un progetto definito, con tempo, però quella presenza prende peso. La vendemmia del 1996, da cui nasce Kràtos, segna un passaggio preciso: da quel momento la vigna smette di essere soltanto una continuità affettiva e diventa un progetto ambizioso da seguire con paziente lavoro e determinazione nasce così l’azienda Luigi Maffini, una famiglia di vignaioli dove ogni scelta di vita si fonde in un unico progetto.
Il territorio entra subito in questa storia, perché parlare di Luigi Maffini senza parlare dei luoghi avrebbe poco senso. Castellabate è il nucleo originario, quello che conserva gli impianti più vecchi e il legame più lungo con il mare. Giungano e Trentinara, alle porte del Cilento e non lontano da Paestum, rappresentano oggi il vero centro aziendale della proprietà: Luigi Maffini coltiva Fiano ed Aglianico, piantati, allevati e curati con passione e conoscenza affinché le diverse sfumature del terroir siano interpretate nei vini prodotti. La casa, la cantina e il rapporto con il paesaggio passano attraverso scelte concrete. La coltivazione è biologica, l’energia proviene da fonti rinnovabili, le acque piovane vengono recuperate, i materiali scelti sono riciclabili. Anche l’architettura viene pensata in relazione al luogo. Sono decisioni vere e contano più di molte parole usate per abitudine nel mondo del vino; osservando il progetto, si percepisce che la massima attenzione è data alla cura dei minimi dettagli, all’ascolto e tutela del patrimonio naturale di biodiversità che li circonda: il falco, le api, le rane al tramonto, le rondini che tornano, i tassi, le volpi, le lepri tra i filari. Tutto dialoga con l’ambiente circostante in modo fluido e naturale.

L’azienda oggi si estende su una proprietà di circa 30 ettari ha (di cui circa 18 vitati) nel cuore del parco del Cilento, la tutela della biodiversità e il rispetto dell’ambiente sono il fulcro di tutte le scelte aziendali.
Ogni singola vigna diventa uno strumento nelle mani del vignaiolo: due vini da uve Fiano, il Kràtos e il Pietraincatenata, vini vibranti e intensi dove il mare, il sole e le marne calcaree del Cilento danno sapidità e ricchezza. Kràtos è stato il primo vino della cantina e continua a essere il suo baricentro, è il bianco che tiene insieme i vigneti storici di Castellabate e quelli di Giungano e Trentinara. Le uve vengono raccolte tra la fine di agosto e la prima metà di settembre, la vinificazione avviene in acciaio. È una scelta semplice solo in apparenza. In realtà dice molto del modo in cui la cantina tratta il Fiano: senza irrigidirlo, senza cercare effetti aggiunti, lasciandogli un passo pulito e riconoscibile. Ogni azienda ha un vino che regge il peso dell’insieme; per Luigi Maffini quel vino resta ancora Kràtos.

Pietraincatenata nasce da una singola parcella in collina, la fermentazione e parte dell’affinamento avviene in barrique nuove a temperatura controllata e in parte in acciaio. Nasce così un vino elegante e longevo in cui l’espressione della vigna è ancora più intensa e determinante con rara delicatezza esprime tutta la potenza della natura di questo territorio.

Klèos, Cenito e Siopè sono le selezioni di Aglianico.
Il Klèos nasce sia dalle vigne di mare che di collina, con l’idea di proporre un vino fresco, agile, ma determinato e identitario del vitigno stesso.
Il Cenito e Siopè invece sono dei crù; il primo, ottenuto dai vigneti di Castellabate, viene prodotto soltanto nelle annate migliori, dopo la macerazione e la vinificazione in acciaio segue un affinamento in barrique per circa dieci mesi.
Il Siopè nasce da una piccola parcella della vigna di Giungano: qui la ricerca dell’eccellenza rende possibile la produzione di questa etichetta solo quando le condizioni di clima e produzione sono le migliori, anche qui, dopo la macerazione e la vinificazione in acciaio segue un affinamento in barrique per circa 12 mesi a cui seguiranno almeno 4 anni di affinamento in bottiglia. È un vino dal frutto pieno e dal tannino vellutato, persistente ed elegante: l’estrema ricerca e non è un dettaglio.

Ogni vino nasce dal desiderio di vivere il lavoro della vite in modo pieno, seguendolo e accompagnandolo dalla vigna alla bottiglia attraverso piccoli gesti quotidiani di cura e attenzione. La stessa naturalezza si ritrova nell’accoglienza in cantina: l’ospite entra quasi come varcando l’uscio di casa, trovandosi subito dentro il lavoro agricolo e di cantina che dà forma all’azienda. Il tono resta sobrio e familiare, ma mai superficiale: chi arriva viene accolto nel cuore della produzione, dove curiosità e desiderio di conoscere trovano sempre ascolto e risposte.
L’ospitalità, in questo caso, resta vicina al lavoro agricolo e non prova a prenderne il posto. È un tono sobrio e funziona proprio perché vera ed autentica.

Negli anni l’azienda Luigi Maffini ha costruito con un lavoro coerente, cresciuto senza mai perdere contatto con ciò da cui era partito ossia la terra, la vigna e la passione. Ciò ha permesso all’azienda di poter attrarre la curiosità oltre che del mercato nazionale anche quello internazionale: oggi sono molti i paesi in giro per il mondo in cui è possibile trovare il Fiano e l’Aglianico di Luigi Maffini.

L’azienda Luigi Maffini non cerca la formula perfetta ma con naturalezza e senza mai alzare i toni lascia parlare con un carattere fortemente identitario il territorio e lo scorrere del tempo diventa un patrimonio che consolida le scelte ed il lavoro, una vendemmia dopo l’altra.

https://www.luigimaffini.it/

 

 

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