Hotel Ristorante La Pergoletta: il gusto dell’Umbria in una storia lunga oltre cent’anni

Il percorso dedicato a Castel Viscardo, nato da un confronto con il vicesindaco Massimo Tiracorrendo e con il notaio Marco Anellino di Roma, nuovo proprietario della dimora storica La Torricella, si è sviluppato attraverso una serie di incontri e visite che hanno permesso di conoscere più da vicino le diverse realtà del territorio. Dal Comune alla tenuta storica, il racconto si è aperto progressivamente ai luoghi che ne compongono la vita quotidiana: non soltanto le istituzioni, le memorie architettoniche e la cultura del cotto, ma anche gli indirizzi in cui il paese continua a incontrare chi arriva da fuori. Tra questi, l’Hotel Ristorante La Pergoletta occupa un posto particolare.

 

A Castel Viscardo, piccolo centro dell’Orvietano noto per la lavorazione del cotto, l’Hotel Ristorante La Pergoletta è una presenza storica. La famiglia Dominici lo ha aperto nel 1925 e da allora l’attività è rimasta legata allo stesso nucleo familiare, attraversando generazioni e cambiamenti senza perdere il suo carattere originario. Chi arriva qui trova una struttura che nasce nel paese e continua a vivere in rapporto diretto con il territorio: da una parte la vicinanza a Orvieto, dall’altra la dimensione più tranquilla di un borgo che conserva ancora un’identità precisa. Più di cent’anni di attività non sono soltanto una data da ricordare, ma il segno di una continuità costruita giorno dopo giorno attraverso l’accoglienza, la ristorazione e il rapporto con gli ospiti.

 

La Pergoletta si trova nel centro di Castel Viscardo, ma lavora su una geografia più ampia. L’uscita autostradale di Orvieto è raggiungibile in circa quindici minuti, la stazione di Orvieto dista lo stesso tempo, quella di Allerona-Castel Viscardo è ancora più vicina. Sono dettagli pratici, eppure aiutano a capire la natura della struttura: un punto d’appoggio per chi attraversa l’Orvietano, si ferma a tavola, prolunga il soggiorno o sceglie il paese come base per muoversi tra Umbria, Lazio e Toscana.

 

L’albergo è un tre stelle di piccola scala. Le camere classiche sono dieci, tutte con bagno privato, distribuite tra piano terra, primo e secondo piano. Le prime guardano il cortile e accolgono soluzioni singole, doppie o matrimoniali; al primo piano alcune camere si affacciano sul giardino e una dispone di balcone; al secondo piano lo sguardo si apre sulle colline, con un’altra camera dotata di balcone. Le tipologie permettono di ospitare viaggiatori singoli, coppie, famiglie o piccoli gruppi, con camere doppie, matrimoniali, triple e una capienza che nelle soluzioni più ampie arriva fino a tre adulti e un bambino. La dimensione delle stanze, indicata fino a venti metri quadrati, restituisce l’idea di un albergo essenziale: pulizia, luce, privacy, affacci diversi e la possibilità di rientrare dopo una giornata trascorsa tra borghi, cantine, lago o lavoro.

 

Accanto alle camere dell’hotel, la famiglia Dominici ha affiancato due soluzioni indipendenti. Casa Vacanze La Casetta è una sistemazione con giardino, bagno privato e cucina interna, composta da un letto matrimoniale e un singolo; funziona per chi desidera maggiore autonomia, soprattutto nelle permanenze familiari o nei soggiorni in cui la camera d’albergo risulta troppo stretta. B&B La Piazzetta ha spazi più ampi, due camere matrimoniali, cucina interna, una casa con cortile e una dotazione pensata per quattro adulti e due bambini. Un bagno privato e un bagno condiviso chiariscono subito il tipo di ospitalità: domestica, semplice, adatta a chi cerca un appoggio dentro il centro storico e preferisce una casa a una stanza. In entrambi i casi, l’ospite resta dentro una scala abitativa vicina alle case di Castel Viscardo.

 

Il ristorante resta la parte più riconoscibile della Pergoletta e anche quella in cui la storia familiare trova la sua forma più quotidiana. La cucina è tipica umbra, sostenuta da ingredienti freschi, piatti stagionali e vini di produzione locale, con una carta che affianca ricette di territorio e preparazioni italiane più trasversali. Gli spazi sono organizzati con chiarezza: una sala interna ampia, capace di accogliere fino a centocinquanta persone e adatta anche a cerimonie e banchetti; una saletta più piccola, dal carattere più antico e raccolto, utilizzata per la colazione e per il bar; una terrazza esterna nel verde del parco, che durante la bella stagione sposta il pranzo o la cena in un rapporto più diretto con l’aperto. La Pergoletta può ricevere il cliente abituale del ristorante, l’ospite dell’albergo, una famiglia riunita per un’occasione, una coppia in viaggio, un gruppo che arriva dopo una visita a Orvieto. Cambiano i tavoli, la cucina resta il centro operativo.

 

Il menu Primavera 2026 racconta una tavola concreta, dove il territorio passa da ingredienti, condimenti e cotture. La proposta si muove tra alcuni grandi riferimenti della cucina umbra e piatti che introducono leggere variazioni stagionali. Il tartufo nero ricorre in più preparazioni come elemento identitario, accanto a ingredienti primaverili come fave, asparagi e piselli. Tra gli antipasti si trovano, ad esempio, taglieri di salumi e formaggi del territorio, crostini con paté e preparazioni che valorizzano i prodotti locali. Nei primi trovano spazio paste ripiene, pappardelle al ragù di cinghiale, umbricelli al tartufo nero, ravioli con ripieni stagionali e ricette legate alla quotidianità della tavola italiana, mentre alcune combinazioni più contemporanee aggiungono varietà senza allontanarsi da una cucina riconoscibile.

 

Anche nei secondi emerge una chiara attenzione alla carne, protagonista di gran parte della carta. Le preparazioni alternano cotture lente, piatti di tradizione e proposte più essenziali: tra queste si possono trovare tagliate di manzo, agnello, arrosti e specialità che richiamano la cucina umbra più autentica. I contorni seguono la stagionalità e richiamano ingredienti tipici della cucina locale, con verdure di stagione, patate al forno e preparazioni semplici che completano i piatti senza sovrastarli.

 

La cantina riflette la stessa attenzione al territorio. L’Orvieto Classico occupa naturalmente un posto centrale, affiancato da una selezione di vini umbri che valorizza le produzioni dell’area e delle zone limitrofe. Tra i bianchi trovano spazio diverse interpretazioni dell’Orvieto DOC, mentre tra i rossi non mancano etichette come Rosso di Montefalco, Sangiovese e altre produzioni regionali. La carta include inoltre alcune referenze provenienti dalla vicina Toscana e dal Lazio, scelte per accompagnare la cucina della casa senza eccessi e per raccontare, attraverso il vino, il paesaggio dell’Italia centrale e il legame con l’Orvietano.

Fuori dalla sala, il giardino aggiunge una parte importante alla vita della struttura. La zona esterna comprende anche la piscina, inserita nel verde e pensata per accompagnare le giornate più calde della bella stagione. Attualmente l’area è interessata da interventi tecnici e non è disponibile all’utilizzo, nell’ambito di un percorso di manutenzione e miglioramento degli spazi esterni. Il giardino continua comunque a essere vissuto attraverso il chiosco, che gli dà una funzione precisa: merende, stuzzichini, sfiziosità locali, bevande fresche, calici di vino e cocktail prima di cena o durante la giornata. È lo spazio più informale della Pergoletta, quello in cui il ristorante esce dalla sala e diventa attesa, aperitivo, sosta all’ombra.

 

Il territorio completa il quadro senza bisogno di essere trasformato in una lista di attrazioni. Da Castel Viscardo si raggiungono facilmente Orvieto, il lago di Bolsena, Civita di Bagnoregio, Torre Alfina e Acquapendente, luoghi che appartengono a un’area di confine dove Umbria e Lazio si intrecciano attraverso paesaggi, centri storici, produzioni agricole e tradizioni locali. Castel Viscardo aggiunge però un elemento meno conosciuto rispetto alle destinazioni più frequentate: la cultura del cotto, presente da secoli e raccontata dal Museo Etnografico del Cotto, che conserva la memoria delle fornaci, del lavoro degli artigiani e di una produzione che ha contribuito a definire l’identità del paese. Anche per questo la permanenza alla Pergoletta non coincide soltanto con un punto di partenza per le escursioni nei dintorni, ma con la possibilità di fermarsi in un luogo che conserva una storia propria e riconoscibile.

 

In fondo, La Pergoletta è un luogo che mette insieme ospitalità e ristorazione senza complicazioni: un piccolo hotel con dieci camere, due soluzioni indipendenti per chi preferisce maggiore autonomia, un ristorante radicato nella cucina umbra, spazi all’aperto da vivere nella bella stagione e una posizione comoda per esplorare l’Orvietano e i territori vicini. La storia dal 1925 e la gestione della famiglia Dominici danno continuità a tutto questo, ma non sostituiscono i contenuti. Servono piuttosto a leggerli con maggiore chiarezza: un’attività rimasta nel tempo perché ha continuato a fare cose precise, accogliere, cucinare, ospitare, adattarsi alle forme del viaggio senza smettere di appartenere al paese. A Castel Viscardo, tra la materia del cotto e le colline dell’Orvietano, quasi un secolo di ospitalità non diventa una frase da brochure; resta un lavoro che ogni giorno deve ricominciare da una camera pronta, una sala apparecchiata, una cucina accesa.

 

 

https://www.pergoletta.it/

 

Foto S.P.

 

 

 

 

 

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